No al lockdown. La strategia di Arce in Bolivia

1574
No al lockdown. La strategia di Arce in Bolivia

Lockdown. Abbiamo imparato a conoscere questa brutta parola importata dalla lingua inglese con lo scoppio della pandemia. Per alcuni sembra essere diventata una vera e propria religione. Il confinamento, dal sapore medievale, come unica misura possibile per frenare il propagarsi del nuovo coronavirus responsabile della pandemia covid-19. 

C’è chi invece ritiene che ci siano altre alternative alle chiusure prolungate. Il presidente della Bolivia Luis Arce, ad esempio, ritiene che «affrontare non significa bloccare i boliviani nelle loro case in una rigida quarantena, resistere non significa che i militari e la polizia invece di difendere la popolazione, la debbano difendere dal coronavirus». Queste le sue parole riportate dall’agenzia ABI. 

Il presidente ha le idee chiare sul come bloccare il virus in Bolivia. Secondo Arce la campagna massiva di test iniziata nel paese andino, permetterà alla Bolivia di superare gli effetti nefasti del blocco totale decretato lo scorso anno dal governo golpista per ovviare all’incapacità dei liberisti-golpisti di affrontare al meglio lo scoppio della pandemia. 

«Vogliamo identificare il maggior numero di persone che hanno il coronavirus, ma non lasciarle morire, vogliamo che attraverso i nostri governi subnazionali possano essere poste in isolamento, possiamo curarle, possiamo risolvere il loro problema prima che accada il peggio», ha spiegato Arce offrendo una soluzione molto razionale al problema che può permettere alla Bolivia di ripartire in piena sicurezza. 

Arce ha poi aggiunto che i test di massa aiutano a fornire una risposta rapida ed efficace contro il coronavirus con il supporto dei servizi sanitari dipartimentali e municipali, degli operatori sanitari e della popolazione stessa.

«Alla fine di questo mese è previsto l’arrivo un primo lotto di vaccini che inoculeremo ai nostri fratelli medici (...), alle nostre infermiere, al personale che fa le pulizie e noi ci preoccuperemo per tutti», ha aggiunto il presidente.

In due mesi di gestione, l'attuale governo ha garantito la fornitura di almeno 2,2 milioni di test diagnostici, secondo fonti ufficiali.

L'obiettivo è immunizzare il cento per cento della popolazione vaccinabile, di età superiore ai 18 anni, volontariamente e progressivamente.

Il governo de facto golpista di Jeanine Áñez, uscito di scena all'inizio dello scorso novembre, ha fatto entrare la Bolivia nelle trattative per l'acquisto di vaccini con tre o quattro mesi di svantaggio rispetto ad altri paesi, ha detto il presidente.

Ecco perché «vogliamo rilevare per curare e isolare, e non raggiungere le condizioni estreme che il governo de facto ci ha fatto vivere, questa è la strategia», ha affermato Arce.

Insomma, dalla Bolivia arriva un chiaro esempio di strategia diversa. Affrontare il virus, ma al contempo conviverci permettendo al paese di ripartire, alle persone di ritornare alle loro vite. Buonsenso che alle nostre latitudini pare essere merce rara. 

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti