Marco Travaglio - La guerra è bella

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di Marco Travaglio - Fatto Quotidiano 21 settembre 2025

Quando gli storici del futuro studieranno gli eurodeliri del 2025, sempreché sopravviva qualcuno per raccontarli, si interrogheranno su un fenomeno bizzarro: diversamente da un secolo fa, i guerrafondai e riarmisti più infoiati sono i politici “liberali” e di centrosinistra, con intellettuali e giornalisti al seguito, al cui confronto quelli di destra e i generali sembrano pacifisti. Consultando le rassegne stampa (ove mai sopravvivesse qualche forma di scrittura), si imbatterebbero nei titoli civettuoli partoriti ancora ieri dalle migliori gazzette, arrapatissime per la guerra mondiale prossima ventura. Rep: “Così la Nato può perdere la terza guerra mondiale in 5 giorni. L’ex vicecomandante Sir Richard Shirreff delinea uno scenario apocalittico: la Russia potrebbe sferrare un attacco all’Europa d’accordo con la Cina, portando a una sconfitta dell’Occidente e a un profondo sconvolgimento dell’ordine mondiale”. Corriere: “Il treno passeggeri da Mosca a Kaliningrad potrebbe essere il ‘casus belli’: gli scenari possibili di una guerra nei Paesi Baltici”.

Sempre sul Corriere un gaio retroscenista ammonisce i panciafichisti pantofolai: “In Italia la guerra non è percepita come una minaccia reale. Eppure segni di questo conflitto sono così numerosi, quotidiani ed evidenti da smentire quanti nel governo affermano che ‘nessun italiano andrà in Ucraina’. Di fatto ci sono già”. Ecco: noi crediamo di trascorrere l’ultimo weekend estivo al mare con le pinne, fucile e occhiali: invece no, siamo già in Ucraina col mitra. Fortuna che Mattarella in Slovenia, forse memore della guerra che contribuì a scatenare lì vicino, ha “svegliato i governanti e insieme risvegliato la coscienza popolare evocando la Prima guerra mondiale”. Carino, da parte sua: “Nessuno può voltare la testa dall’altra parte”, infatti il governo ha un “progetto riservato per attrezzare l’Italia”. Crosetto veglia su di noi e, “chiacchierando con un collega, si è lasciato andare a un’amara battuta: ‘Russi e cinesi non hanno bisogno di invaderci, perché hanno numerosi elementi di sostegno da noi’…”. Le pazze risate. Anche Ursula pensa sempre a noi: oltre a “un piano di resilienza dei servizi sanitari”, ha “affidato il coordinamento del Corridoio Bba” nientemeno che a Mario Mauro, ex ministro di Letta, per agevolare il trasporto di armi e di feriti “lungo il fianco orientale dell’Europa, dal Baltico all’Egeo”. Quando finalmente riusciremo a provocare la terza guerra mondiale, i feriti sul fronte baltico-polacco li porteremo in Italia, nota per i trasporti e i servizi sanitari efficienti. Se sopravvivranno al raccordo anulare, potranno perfino ammirare l’ultimo grido delle grandi opere strategiche: il Ponte sullo Stretto, o il suo modellino.

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