Noam Chomsky: "Il rischio di una guerra mondiale è molto serio"

Il grande filosofo statunitensi si chiede: "Gli Stati Uniti potrebbero mai accettare sui suoi confini quello che stanno facendo alla Russia?"

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Noam Chomsky: "Il rischio di una guerra mondiale è molto serio"

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Nell'intervista rilasciata a Patricia Lambroso su il Manifesto, il grande intellettuale americano Noam Chomsky si sbilancia con dure affermazioni sulla strategia di accerchiamento in corso ai confini con la Russia da parte della NATO (Usa). "Ma gli Stati Uniti potrebbero mai accettare sui propri confini quanto sta avvenendo su quelli della Russia?"
 
Certamente esistono rischi di un aggravarsi di scontri e tensioni strategiche strumentali tra i paesi appartenenti alla sfera d’influenza russa e le zone di influenza americana. Ma gli Stati Uniti potrebbero mai accettare sui propri confini quanto sta avvenendo su quelli della Russia? Sarebbe pensabile un dispiegamento di missili Nato al confine con il Canada e il Messico? Verremmo tutti inceneriti. Questo ulteriore potenziamento della Nato ritengo che costituisca una strategia, una provocazione geopolitica molto pericolosa. Concordo in questo con quanto sosteneva durante la Guerra Fredda George Kennan, secondo il quale il «deterrente nucleare» avrebbe creato le basi di un confronto terminale per l’esistenza dell’intera umanità.

E poi due dichiarazioni molto forti:

Non è un’esagerazione, sono in corso forti tensioni ed esempi recenti, come l’abbattimento del jet russo da parte della Turchia, sono segnali che potrebbero esplodere in un confronto nucleare.
 
E:
 
"Non sarebbe la prima volta in cui siamo stati sull’orlo di un conflitto nucleare. Intendiamoci, qualsiasi sia la provenienza di un attacco nucleare significa la fine della specie umana. Uno scontro fra due superpotenze comporta quello che viene chiamato nuclear winter. Una tragedia di proporzioni catastrofiche. Questo oggi mi fa pensare a quanto disse Einstein quando gli venne chiesto quale arma sarebbe stata usata, nella prossima guerra, dopo il nucleare. Rispose che l’unica arma che sarebbe rimasta a disposizione dell’uomo era un ascia di pietra. Il rischio di una guerra mondiale è molto serio".

Fonte: il Manifesto

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