Nucleare Iran: l'intelligence israeliana contro Netanyahu

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Nucleare Iran: l'intelligence israeliana contro Netanyahu

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PICCOLE NOTE



Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Avigdor Lieberman stanno facendo pressioni sul presidente americano Donald Trump perché dichiari decaduto l’accordo sul nucleare iraniano, la cui validità deve essere riconfermata dagli Stati Uniti il prossimo 15 ottobre.




 

Lo riporta un articolo a quadrupla firma (Barak Ravid, Amos Harel, Chaim Levinson e Amir Tibon) pubblicato su Haaretz il 16 settembre, nel quale si rileva che: «La posizione di Netanyahu e Lieberman è in contrasto con la maggior parte degli esperti israeliani dell’Intelligence Militare e della Direzione Pianificazione dell’IDF [le Forze di Dfesa israeliana ndr.], del Mossad, del Ministero degli Esteri e del Comitato per l’Energia Atomica».
 

E aggiunge che «malgrado il desiderio di Netanyahu che Trump dichiari che l’Iran non rispetta l’accordo nucleare, tutti gli organismi di intelligence israeliani che si occupano della questione iraniana sono concordi nel ritenere che nei due anni e due mesi trascorsi dall’intesa dell’accordo a Vienna, l’Iran non ha violato una singola clausola dell’accordo. Inoltre, la comunità israeliana di intelligence non ha alcuna prova che gli iraniani abbiano ripreso il loro progetto nucleare».
 

Da parte sua Trump non ha mai lesinato critiche sull’accordo siglato dal suo predecessore Barack Obama. Critiche ribadite di recente nel suo primo intervento alle Nazioni Unite,  anche se finora lo ha riconfermato per ben due volte (la sua validità deve essere rinnovata periodicamente dagli Stati Uniti).
 

Il nodo è cruciale per la pace del Medio Oriente, come sanno bene i militari e i dirigenti dell’intelligence israeliana citate nell’articolo di Haaretz, i quali temono che la sua decadenza inneschi una fase di destabilizzazione di difficile gestione.
 

Interessante, sul punto, un articolo di Mohammad Ali Shabani pubblicato su al Monitor il 15 settembre, che dà notizia di un incontro ufficiale tra il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, e il Capo del Dipartimento di Stato americano Rex Tillerson.
 

Anche quest’ultimo si è detto più volte scettico sull’accordo, e non ha lesinato critiche a Teheran. Anche per questo la notizia è di primo piano, dal momento che è la prima volta che i due si incontrano.
 

Il cruciale vertice si terrà a New York il 20 settembre. «Un’occasione d’oro per una de-escalation tra Iran e Usa», titola al monitor. L’articolo di Haaretz di cui abbiamo dato conto nella nostra nota indica che sono tanti, e inaspettati, a sperare in un attutimento delle tensioni tra i due Paesi.

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