Nucleare Iran: l'intelligence israeliana contro Netanyahu

5068
Nucleare Iran: l'intelligence israeliana contro Netanyahu

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



PICCOLE NOTE



Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Avigdor Lieberman stanno facendo pressioni sul presidente americano Donald Trump perché dichiari decaduto l’accordo sul nucleare iraniano, la cui validità deve essere riconfermata dagli Stati Uniti il prossimo 15 ottobre.




 

Lo riporta un articolo a quadrupla firma (Barak Ravid, Amos Harel, Chaim Levinson e Amir Tibon) pubblicato su Haaretz il 16 settembre, nel quale si rileva che: «La posizione di Netanyahu e Lieberman è in contrasto con la maggior parte degli esperti israeliani dell’Intelligence Militare e della Direzione Pianificazione dell’IDF [le Forze di Dfesa israeliana ndr.], del Mossad, del Ministero degli Esteri e del Comitato per l’Energia Atomica».
 

E aggiunge che «malgrado il desiderio di Netanyahu che Trump dichiari che l’Iran non rispetta l’accordo nucleare, tutti gli organismi di intelligence israeliani che si occupano della questione iraniana sono concordi nel ritenere che nei due anni e due mesi trascorsi dall’intesa dell’accordo a Vienna, l’Iran non ha violato una singola clausola dell’accordo. Inoltre, la comunità israeliana di intelligence non ha alcuna prova che gli iraniani abbiano ripreso il loro progetto nucleare».
 

Da parte sua Trump non ha mai lesinato critiche sull’accordo siglato dal suo predecessore Barack Obama. Critiche ribadite di recente nel suo primo intervento alle Nazioni Unite,  anche se finora lo ha riconfermato per ben due volte (la sua validità deve essere rinnovata periodicamente dagli Stati Uniti).
 

Il nodo è cruciale per la pace del Medio Oriente, come sanno bene i militari e i dirigenti dell’intelligence israeliana citate nell’articolo di Haaretz, i quali temono che la sua decadenza inneschi una fase di destabilizzazione di difficile gestione.
 

Interessante, sul punto, un articolo di Mohammad Ali Shabani pubblicato su al Monitor il 15 settembre, che dà notizia di un incontro ufficiale tra il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, e il Capo del Dipartimento di Stato americano Rex Tillerson.
 

Anche quest’ultimo si è detto più volte scettico sull’accordo, e non ha lesinato critiche a Teheran. Anche per questo la notizia è di primo piano, dal momento che è la prima volta che i due si incontrano.
 

Il cruciale vertice si terrà a New York il 20 settembre. «Un’occasione d’oro per una de-escalation tra Iran e Usa», titola al monitor. L’articolo di Haaretz di cui abbiamo dato conto nella nostra nota indica che sono tanti, e inaspettati, a sperare in un attutimento delle tensioni tra i due Paesi.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti