Nuova Intifada palestinese per difendere Gerusalemme

Nuova Intifada palestinese per difendere Gerusalemme

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di Paola Di Lullo
 

È una giornata densa di avvenimenti, questa. Dalle proteste di Tunisi, Beirut, Malesia, Marocco, Egitto, alle dichiarazioni di Turchia, Cina Venezuela, Cuba, Bolivia, Corea del Nord, Hezbollah, Giordania, tutti contro il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele. Donald Trump ha violato il diritto internazionale e le Risoluzioni ONU che sanciscono, a più riprese, lo status di Gerusalemme.*


Ma, in Palestina, è la giornata della rabbia, chiamata dall'AP di Abu Mazen e, soprattutto, la giornata delle Brigate Qassam. Da Jabalya, nord di Gaza Strip, attraverso uno dei loro capi militari, Abu Hamza, avvisano Trump "Stiamo arrivando, Mr. Trump, stiamo arrivando, Gerusalemme. Isseremo la bandiera palestinese su Al Aqsa, Gerusalemme è nostra e non cederemo nemmeno un granello di sabbia".
https://mobile.almasdarnews.com/…/coming-hamas-threatens-u…/


Già ieri, Ismail Hanyeh, capo del bureau politico di Hamas, parlando a una conferenza stampa televisiva a Gaza City, aveva dichiarato: "Chiediamo al popolo palestinese di scendere in strada venerdì per lanciare una nuova Intifada con l'obiettivo di difendere Gerusalemme". "Dovremmo lavorare per lanciare un'intifada di fronte al nemico sionista. Gerusalemme è unita, non orientale o occidentale, ed è e rimarrà la capitale della Palestina, di tutta la Palestina.".
http://daysofpalestine.com/post/10551/hamas-calls-for-new-intifada-to-protect-jerusalem


 

Intanto, sempre ieri, il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha approvato l'ennesima dichiarazione che conferma "Israele potenza occupante, con nessun diritto su Gerusalemme".
L'Assemblea ha adottato il progetto di risoluzione "Gerusalemme" (documento A / 72 / L.11) con 151 a favore, 6 contrari (Canada, Stati Federati di Micronesia, Israele, Isole Marshall, Nauru, Stati Uniti), e 9 astensioni (Australia, Camerun, Repubblica Centrafricana, Honduras, Panama, Papua Nuova Guinea, Paraguay, Sud Sudan, Togo).
L'Assemblea ha ribadito che qualsiasi azione compiuta da Israele, la potenza occupante, per imporre le sue leggi, la sua giurisdizione e la sua amministrazione nella Città Santa di Gerusalemme è illegale e quindi nulla. Ha inoltre sottolineato la necessità per le parti di astenersi da azioni provocatorie, specialmente in aree di sensibilità religiosa e culturale, e ha chiesto il rispetto dello status quo storico nei luoghi santi di Gerusalemme.

https://mobile.almasdarnews.com/…/united-nations-slap-isra…/
https://www.un.org/press/en/2017/ga11982.doc.htm


Oggi, arriva anche la dichiarazione ufficiale del BDS Campania che, domenica mattina, 10 dicembre, giornata internazionale per i diritti umani, manifesterà sotto la sede Rai di Napoli per ribadire che "Gerusalemme non si tocca e ed il Giro d'Italia deve liberarsi dalla trappola israeliana".
"Gerusalemme non è israeliana. I Palestinesi ed i loro diritti vanno considerati".
LA RCS/Gazzetta dello Sport, organizzatore del Giro d'Italia, sta volutamente e consapevolmente violando il diritto internazionale e le Risoluzioni ONU, in barba al voto a favore dei rappresentanti italiani, anche nell'ultima votazione. Se il Giro d'Italia partirà da Gerusalemme, bisognerà obbligare la RCS/Gazzetta dello Sport ad indicare la prima tappa come Palestina. Seguiranno, purtroppo, due tappe in Israele, la II,
Haifa-Tel Aviv, e la III, Be'er Sheva-Eilat.


Il comunicato integrale del BDS Campania, che riteniamo assolutamente condivisibile e da divulgare :
https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fcdn.fbsbx.com%2Fv%2Ft59.2708-21%2F24210773_1744995065571604_783706651050901504_n.pdf%2FComunicato-Stampa-10-dicembre-2017.pdf%3Foh%3D71222b5095679b3ae490fe25c4286526%26oe%3D5A2D07E0%26dl%3D1&h=ATM90eyvzMCtH8ONQULkVq0Uv96KZQ8SFXpYmaOmfaQkEhEL0GwwlO9i1LeiAjdvTX6emn2LC7AkLglgBD3zEFa72pkcGvfJNBMiLJm6DP0UckFNSzzBvejQ4qwUlBZuuw19MpL5lEDQ80d4R5rX8xBO&s=1&enc=AZOZkitD-AbyQbrUpSsoFaVKjd7Kuw6twO4PBgJKKBhIxt7j8iAodIcCq8s_8iV467J553UDs8PzNliMW9AX-efC4oBVFbjX-PMnWZuUNJI22Q.




Sulla questione del Giro d'Italia, vi rinvio ai precedenti articoli:
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-non_cascate_nella_trappola_il_giro_ditalia_non_partir_da_israele_ma_da_gerusalemme_partir_dalla_palestina_occupata/13944_22265/

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-giro_ditalia_nella_palestina_occupata_israele_sbraita_e_rcsla_gazzetta_dello_sport_esegue_subito/13944_22323/



 

È anche un anniversario, oggi
8 dicembre 1987 - 13 settembre 1993


I Intifada, o Intifada elle Pietre.
1100 palestinesi uccisi


L'8 dicembre un camion delle Forze di Difesa Israeliane colpì due furgoni che trasportavano operai di Gaza a Jabaliya, uccidendone quattro sul colpo. La voce che lo scontro non era stato un incidente si diffuse velocemente. Si pensava, piuttosto, ad una vendetta in nome di un israeliano accoltellato a morte alcuni giorni prima nel mercato di Gaza. Quella sera, scoppiò una rivolta a Jabaliya, durante la quale centinaia di persone bruciarono pneumatici e attaccarono le Forze di Difesa Israeliane di turno nella zona. La rivolta si estese presto ad altri campi profughi palestinesi in Cisgiordania ed infine a Gerusalemme.


"Il punto non è se questi ragazzini che tiravano pietre sarebbero sopravvissuti o no. Il punto è che stavano facendo qualche cosa che li lasciava soddisfatti... Sapevano benissimo che delle pietre non avrebbero fatto nulla ad un carro armato o ad un aereo da guerra. Eppure continuavano.... Combattevano con le pietre, con queste piccolissime armi, per la loro terra, perché esistere è resistere, perché volevano lanciare a tutto il mondo il messaggio che anche se si fossero trovati solo con le pietre, avrebbero continuato a resistere, a combattere, perché non dimenticano. Non dimenticano da dove vengono, chi ha invaso la loro terra ed è arrivato ad uccidere." - Web


 


 

*Le ultime due risoluzioni ONU sulla città santa, la 476 del 30/06/1980 e la 478 del 20/08/1980, hanno definito la l'annessione di Gerusalemme una violazione del diritto internazionale ed un serio ostacolo al raggiungimento della pace in Medio Oriente,cristallizzando la situazione della città. Le due risoluzioni arrivano dopo la risoluzione 242 del 22.11.1967, con cui l'ONU ingiunse a Israele di ritirarsi dai territori conquistati militarmente ( conquistare territori altrui con la forza è contrario alla carta dell’ONU ) e la risoluzione 338 del 1973 del consiglio di sicurezza dell’ONU che chiese nuovamente alle parti di applicare la risoluzione 242.

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