Paradigma Win Win della Cina. Il mondo ha la chance di chiudere con il 1991

Paradigma Win Win della Cina. Il mondo ha la chance di chiudere con il 1991

"Le elezioni presidenziali americane non hanno cambiato definitivamente la posta in gioco: l'umanità si trova di fronte a due concezioni opposte del futuro"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

In netto contrasto con l'ascesa delle potenze occidentali che hanno condotto guerre di aggressione o saccheggiato le risorse altrui, la pace è il punto focale del progresso cinese. Attraverso lo sviluppo pacifico, è riuscita a migliorare il benessere della popolazione diventando la più grande economia del mondo in termini di PIL a parità di potere d'acquisto ed è riuscita a liberare dalla povertà 800 milioni di persone e, allo stesso tempo, a spingere 400 milioni di persone lungo la costa orientale ad un livello di vita pari alla media dell'Unione Europea: si tratta di un risultato senza precedenti nella storia dell'umanità. 

La Cina, con la sua ascesa pacifica, ha rotto il sistema di dipendenza "centro-periferia" che ha fatto sì che molti Paesi in via di sviluppo fossero sotto l'influenza delle economie capitalistiche avanzate. Così facendo, la Cina ha instaurato un sistema in cui non esiste altro "centro" ma un partner, diventando in effetti un partner commerciale, di investimento e tecnologico per i Paesi emergenti, ma anche un alleato affidabile per le aree più sviluppate, in quanto è, allo stesso tempo, il più grande partner commerciale dell'UE e il più grande Paese creditore per gli Stati Uniti. Di fronte alla diffusione di Covid-19 e al suo pericolo, la distribuzione del vaccino cinese ai Paesi in via di sviluppo è un caso concreto di rottura del sistema di dipendenza "centro-periferia" e di apporto ad un mondo più sano ed equilibrato.

Questo nuovo paradigma di sviluppo è costruito sul principio "win-win", che rappresenta il fulcro della politica estera cinese e che punta a contrastare il "gioco a somma zero" e la logica della supremazia e cerca di stabilire il principio che tutte le nazioni, a prescindere dal loro status di potenza, hanno lo stesso diritto ad essere coinvolte negli affari regionali e internazionali.

La Cina ha proposto un nuovo modello di interazione globale che è la Belt and Road Initiative, che non solo sviluppa l'interconnessione eurasiatica e globale, ma costruisce anche il terreno per un nuovo paradigma nella politica internazionale, sostiene lo spirito di non conflitto, non confronto, rispetto reciproco e cooperazione vantaggiosa per tutti, si concentra sulla responsività e sulla gestione delle differenze. 

Alcuni studiosi hanno definito questa nuova politica lanciata con la strategia Belt and Road Initiative una "globalizzazione con caratteristiche cinesi" o una globalizzazione 2.0. In realtà, non è solo un progetto economico, ma anche un progetto culturale di concreto universalismo nel riconoscimento della diversità e nella proposta di costruire una comunità con un futuro condiviso per l'umanità. Si tratta di una strategia di trasformazione del mondo nel suo insieme che considera l'intero pianeta nei suoi molteplici aspetti, anche culturali e spirituali.

Questa politica rappresenta una visione strategica del futuro del mondo nel suo complesso, che richiede un globo sempre più interconnesso e che chiama ad un nuovo tipo di globalizzazione, completamente diversa da quella in corso dal 1991, guidata dagli Stati Uniti e dai Paesi occidentali.

I benefici connessi allo sviluppo cinese, non solo in termini di miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro del popolo cinese e della sua interconnessione con i paesi in via di sviluppo, sono visibili anche nel quadro di un processo di progressiva democratizzazione delle relazioni internazionali. Il nuovo corso inaugurato con le linee guida economiche del nuovo Piano quinquennale, ad esempio, trasformerà la Cina in un leader mondiale dell'innovazione tecnologica. E questo porterà inevitabilmente alla rottura del monopolio tecnologico in diversi settori e all'uso politico che i Paesi e le imprese private che detengono la supremazia tecnologica hanno fatto negli ultimi anni, a scapito della stragrande maggioranza della popolazione mondiale. L'aspetto cruciale di questo processo di trasformazione è che la crescita cinese e la crescita mondiale si rafforzano a vicenda.

Infine, vorrei sottolineare che le elezioni presidenziali americane non hanno cambiato definitivamente la posta in gioco: l'umanità si trova di fronte a due concezioni opposte del futuro. Da un lato, c'è un approccio suprematista che mira a rafforzare la gerarchia e la dipendenza dei Paesi e dei popoli da un centro di comando, e dall'altro un nuovo paradigma di cooperazione win-win che chiude l'era iniziata nel 1991 e delinea un futuro di progresso e di speranza per il mondo intero.

------------------

Per approfondire i temi trattati da Maringiò nella sua analisi si consiglia la lettura di "Piano contro Mercato" di Pasquale Cicalese

Francesco Maringiò

Francesco Maringiò

Pubblicista, esperto del mercato cinese e studioso della Cina contemporanea. Autore con Fosco Giannini di La Cina della Nuova Era.

 

Potrebbe anche interessarti

Alle armi siam... Von Der Leyen Alle armi siam... Von Der Leyen

Alle armi siam... Von Der Leyen

Lula e la causa palestinese di Fabrizio Verde Lula e la causa palestinese

Lula e la causa palestinese

Gli "utili idioti" del sistema? di Leonardo Sinigaglia Gli "utili idioti" del sistema?

Gli "utili idioti" del sistema?

3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA" LAD EDIZIONI 3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA"

3 LIBRI PER "CAPIRE LA PALESTINA"

Gaza. L'America Latina progressista si stringe intorno a Lula di Geraldina Colotti Gaza. L'America Latina progressista si stringe intorno a Lula

Gaza. L'America Latina progressista si stringe intorno a Lula

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi di Giovanna Nigi "11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

Brecht e il Festival di Sanremo di Francesco Erspamer  Brecht e il Festival di Sanremo

Brecht e il Festival di Sanremo

Saras in mani stranieri e non è una notizia? di Paolo Desogus Saras in mani stranieri e non è una notizia?

Saras in mani stranieri e non è una notizia?

Unrwa, una vergogna (storica) per l'Italia di Giorgio Cremaschi Unrwa, una vergogna (storica) per l'Italia

Unrwa, una vergogna (storica) per l'Italia

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri di Savino Balzano L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia di Alberto Fazolo Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia

Ucraina. Il vero motivo di rottura tra Italia e Francia

Una democrazia dell'apparenza (la violenza delle istituzioni) di Giuseppe Giannini Una democrazia dell'apparenza (la violenza delle istituzioni)

Una democrazia dell'apparenza (la violenza delle istituzioni)

Autonomia differenziata e falsa sinistra di Antonio Di Siena Autonomia differenziata e falsa sinistra

Autonomia differenziata e falsa sinistra

L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE di Gilberto Trombetta L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE

L'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA E L'INTERESSE NAZIONALE

SHUGALEY NO, IL TESTIMONE SÌ di Michelangelo Severgnini SHUGALEY NO, IL TESTIMONE SÌ

SHUGALEY NO, IL TESTIMONE SÌ

Le manovre USA per screditare le Forze Armate Rivoluzionarie di Cuba di Hernando Calvo Ospina Le manovre USA per screditare le Forze Armate Rivoluzionarie di Cuba

Le manovre USA per screditare le Forze Armate Rivoluzionarie di Cuba

La Hybris umana e il miraggio della Pace di Giuseppe Masala La Hybris umana e il miraggio della Pace

La Hybris umana e il miraggio della Pace

Lenin fuori dalla retorica di Paolo Pioppi Lenin fuori dalla retorica

Lenin fuori dalla retorica

Tassare i ricchi di Michele Blanco Tassare i ricchi

Tassare i ricchi

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti