Pechino interrompe le donazioni di organi dai condannati a morte

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Pechino interrompe le donazioni di organi dai condannati a morte

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Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa statale Xinhua, la Cina interromperà entro i prossimi cinque anni la pratica di prelevare organi per i trapianti ai condannati a morte uccisi. I l viceministro della Salute, Huang Jiefu ha annunciato infatti l'intenzione del paese di provvedere alla creazione di un sistema nazionale di donazione degli organi per ridurre l'affidamento su quella da detenuti nel braccio della morte e incoraggiare quelle da parte della popolazione. Ed ha inoltre aggiunto che sono stati lanciati programmi sperimentali in 16 delle 31 province cinesi per la donazione volontaria degli organi, e che un sistema nazionale entrerà in vigore in tutto il paese tra un minimo di tre e un massimo di cinque anni. Secondo stime del ministero della salute di Pechino, ogni anno sono circa 1,5 milioni di cinesi ad aspettare un trapianto di organi ma ne vengono effettuati solo 10.000.

La Cina è di gran lunga il paese del mondo dove si esegue il maggior numero di condanne a morte. Il governo non fornisce cifre ufficiali, ma si stima che il numero totale di esecuzioni ogni anno sia nell’ordine di alcune migliaia. Due terzi degli organi provengono dai condannati a morte, che secondo le organizzazioni per i diritti umani ricevono forti pressioni per “offrirsi volontari” per la donazione. 

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