Perché Russia e Turchia svolgono esercitazioni congiunte a Idlib in Siria?

Perché Russia e Turchia svolgono esercitazioni congiunte a Idlib in Siria?

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I militari russi e turchi hanno condotto esercitazioni nella città siriana di Saraqib in vista delle missioni di pattugliamento congiunte a Idlib. A renderlo noto un portavoce del comando dell'esercito turco, secondo quanto riporta l’agenzia TASS. 

"Dobbiamo ancora una volta migliorare tutte le abilità necessarie. So che queste sono tutte persone esperte, ma è importante garantire il massimo coordinamento”, ha affermato il militare. 

Da circa 6 mesi non si svolgono missioni di pattugliamento in quest'area, quindi, secondo il portavoce, queste esercitazioni sono viste come una garanzia del successo degli sforzi congiunti.

Idlib risulta essere l'unica regione siriana in cui il cessate il fuoco viene regolarmente violato.

Durante le esercitazioni, i militari russi e turchi hanno esercitato le capacità di muoversi in convogli, respingere gli attacchi ai convogli e evacuare i feriti, nonché spostarsi con le imboscate dei militanti. Uno speciale sistema di segnali è stato progettato per aiutare a colmare il divario linguistico.

Le missioni di pattuglia di regola mezzi corazzati BTR-82A russi, auto blindate Tigr e veicoli corazzati Kirpi turchi. 

I convogli ben armati non sono un bersaglio facile per i militanti anche nella tormentata Idlib. Tuttavia, di tanto in tanto vegono organizzati attacchi ai convogli militari. Ecco perché risulta necessario svolgere questo tipo di addestramento. 

Il 22 ottobre 2019, il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan si sono incontrati a Sochi in Russia per concordare un memorandum di dieci disposizioni sulle operazioni congiunte per controllare la situazione nel nord-est della Siria. Secondo l'accordo, la polizia militare russa e le forze siriane sono state dispiegate nelle aree al confine con la zona di sicurezza turca. I militari russi e turchi hanno iniziato missioni di pattugliamento congiunto a est dell'Eufrate dal 1° novembre 2019, ricorda l’agenzia TASS.

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