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"Siria, le narrazioni fasulle dell"'Osservatorio siriano sui diritti" che copre i crimini dei cosiddetti ribelli" - Il testo originale dell'articolo prima pubblicato e poi rimosso da Repubblica

 
Come redazione de l'AntiDiplomatico abbiamo deciso di riproporvi l'articolo di Repubblica Siria, le narrazioni fasulle dell"'Osservatorio siriano sui diritti" che copre i crimini dei cosiddetti "ribelli" a firma Ciovoni comparso sul sito internet del quotidiano diretto da Calabresi il 4 gennaio. L'articolo è stato modificato  il giorno stesso nei contenuti per alterarne il senso e con un titolo totalmente stravolto. Ultimo clamoroso colpo di scena la scomparsa anche della seconda versione nella giornata di oggi. Al suo posto un anonimo editoriale in cui ci si scusa del precedente articolo perché (sic!) "non rispettava gli stanard di accuratezza e imparzialità di questa testata". Davvero tristi e imbarazzanti per tutta la categoria dei giornalisti le scuse non si sa quanto volontarie di Ciovoni per il suo articolo. "Ho commesso un grave errore. Risultato imperdonabile della fretta. Chiedo scusa, ma il problema dell’attendibilità dell’Osservatorio rimane." E come se rimane, come conclude lui stesso e come vi abbiamo dimostrato negli anni con l'infinita narrativa presente anche sul sito.

In quest'articolo a firma Francesco Santoianni che vi consigliamo di leggere trovate nel dettaglio tutto l'iter tragicomico dell'articolo di Ciovoni.



Dal momento che Ciovoni ha avuto il coraggio di sfidare i sette anni di menzogne del suo quotidiano sulla Siria e credendo di fare un'opera giusta per la libertà d'espressione del giornalista di Repubblica e in generale di questo paese, ripubblichiamo per intero il suo articolo del 4 gennaio. Ognuno di voi è libero poi di farsi l'opinione che ritiene.


Siria, le narrazioni fasulle dell"'Osservatorio siriano sui diritti" che copre i crimini dei cosiddetti "ribelli"

Sottotitolo
Da più parti è stata svelata la scarsa o nulla attendibilità, essendo di fatto gestito da una sola persona, peraltro finanziata, a quanto pare, da una non meglio precisata agenzia britannica.

di CARLO CIAVONI - Repubblica

Testo Articolo

ROMA - Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, almeno 28 civili sono morti in seguito a raid condotti da aerei di Damasco e russi contro una roccaforte dei cosiddetti "ribelli" nel Ghouta orientale, non lontano dalla capitale siriana. I caccia russi avrebbero hanno bombardato nella notte la città di Misaraba, provocando la morte di 19 civili, stando sempre alle informazioni diffuse dall"'Osservatorio", di cui però da più parti è stata svelata la scarsa o nulla attendibilità, essendo di fatto gestito da una sola persona, peraltro finanziata, a quanto pare, da una non meglio precisata agenzia britannica.
Altre nove persone sarebbero poi rimaste uccise nei raid condotti dagli aerei governativi siriani contro le città di Arbeen e Beit Sawa. 

Sono i "ribelli" che usano i civili come scudi umani. Sempre a proposito dell'"Osservatorio", le accuse che lo riguardano parlano dei fatti mai raccontati e che riguardano la galassia di formazioni armate dal blocco dei Paesi sunniti, definiti "ribelli". Fatti che dovrebbero parlare di civili usati dai mercenari come scudi umani negli scontri e come protezione di installazioni militari e check- point; di come i “ribelli” hanno impedito alla popolazione di allontanarsi dalle città, di abbandonare la zona di guerra o anche solo la linea degli scontri; o ancora di come le pressioni di interessi internazionali hanno impedito ai "ribelli" di trovare un accordo, che avrebbe permesso loro di lasciare la città con le loro famiglie. Del resto lo stesso portavoce del Comitato internazionale della Croce Rossa in Siria, Powell Krzisaan, dichiarò alla televisione libanese Al-Manar che la Croce Rossa non era in grado di conferma le notizie pubblicate dai media relative alla responsabilità dell'Esercito siriano sulla grave crisi umanitaria nella città di Madaya.

Il doppiopesismo fazioso. Dunque, la verità a quanto pare, è che sono i cosiddetti “ribelli”, terroristi senza scrupoli, ad affamare i civili, privandoli degli aiuti a loro inviati, usandoli come scudi umani e come oggetto di un'ignobile mistificazione della realtà. Una trappola nella quale molti media sono caduti. Trappola che ha fatto sì che sin’ora non sia stato scritto nulla sulla sorte dei villaggi sciiti di Nubbul, al-Zahraa, Kfarya e al-Foaa nel Nord del Paese, assediati dai terroristi e che resistono in condizioni disperate per evitare il massacro. Un doppiopesismo fazioso e interessato, dunque che - secondo gli accusatori dell'Osservatorio - "fa della disinformazione la regola e lo strumento degli interessi dei veri sponsor del Terrore".
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