Treni "Covid free": far fallire e privatizzare Trenitalia?

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Treni "Covid free": far fallire e privatizzare Trenitalia?

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Il demone della Bancarottocrazia.
 
Anche le Ferrovie organizzeranno treni "covid free". Evidentemente c'era il rischio che le Ferrovie in questo paese rimanessero in piedi, bisognava provvedere aggravandone i costi: organizzare nelle stazioni centri di tamponamento covid con infermieri e medici addetti costa soldi. Magari uno deve fare un viaggio regionale da 5 euro di biglietto e le Ferrovie ne spendono 10 euro per fargli il tampone rapido (peraltro totalmente inutile per l'individuazione del virus). Senza contare il deterrente verso la clientela che ovviamente pur di non sottoporsi a questa cavolata cercherà altri mezzi diminuendo così i flussi d'incasso dell'azienda.
Ci siamo fumati le casse dello Stato, ci siamo fumati il Sistema Sanitario (in Italia si può crepare di tutto, tranne che di un cazzo di influenza), ci siamo fumati la Scuola, ci siamo fumati l'Università, ci siamo fumati le banche, ci siamo fumati milioni di posti di lavoro, ci siamo fumati porti per passeggeri e aeroporti, ci siamo fumati il turismo, ci siamo fumati il tessuto delle piccole imprese di servizi (pensiamo a bar, ristoranti e palestre), ci siamo fumati il settore culturale (teatri, cinema, librerie, ecc.). Mancavano le Ferrovie per completare l'opera. Cento anni di sviluppo economico mandati letteralmente a carte e quarantotto. 
 
Questa è follia. Quale demone si è impossessato di questa nazione?

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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