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Venezuela, il caso dei 100 emigrati in Perù che il governo ha aiutato e rimpatriato gratuitamente

 

Un caso occultato dai grandi media



di Fabrizio Verde
 

Il Venezuela è tornato ad occupare prime pagine ed aperture dei media internazionali afferenti al circuito mainstream. Questa volta a tenere banco è la questione migratoria. L’obiettivo è sempre lo stesso: accreditare presso l’opinione pubblica l’idea che il Venezuela sia un paese al collasso, in piena crisi umanitaria, un inferno da cui le persone in massa stanno fuggendo. 

 

Certo, in Venezuela la situazione non è di certo rosea. Ma stiamo parlando di un paese assediato, che gli Stati Uniti stanno cercando di affogare attraverso sanzioni e blocchi economici. L’iperinflazione stessa, è frutto della guerra economica, più che di scelte errate compiute dal governo socialista guidato da Maduro. Nonostante questo, non è in atto nessun esodo di massa dal Venezuela, come spiegato da teleSUR in questo articolo (C'è davvero una crisi migratoria in Venezuela?) tradotto in italiano da l’AntiDiplomatico. 

 

Circa 2,3 milioni di venezuelani, dal 2017, avrebbero lasciato il paese a fronte di una popolazione totale di 32 milioni di abitanti. Siamo di fronte a un esodo biblico come raccontato certi media?


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Un caso occultato dai grandi media è quello riguardante i quasi 100 migranti venezuelani in Perù che hanno fatto richiesta di tornare in patria. Il governo ha provveduto al rimpatrio volontario pagando il viaggio in aereo. 

 

Attratti dal canto delle sirene peruviane, molti venezuelani hanno preso la strada di Lima. Anche perché per loro è possibile entrare in Perù senza passaporto e permanervi come rifugiati con un semplice documento d’identità. La strategia è palese: creare le condizioni affinché l’esodo di massa avvenga realmente e così giustificare un qualsiasi tipo di intervento contro Caracas. In ogni caso, tornando ai migranti venezuelani in Perù, questi si sono scontrati in una realtà ben diversa. Fatta di razzismo, xenofobia e sfruttamento quasi di tipo schiavistico. 

 

Così, in molti hanno deciso di chiedere aiuto alla rappresentanza diplomatica di Caracas a Lima per trovare il modo di essere aiutati a far ritorno nel proprio paese. «Dopo essere emigrati nella nazione andina, e dopo aver provato una dura realtà, i venezuelani e le venezuelane hanno chiesto di essere inseriti nel ‘Plan Vuelta a la Patria’ promosso dal presidente Maduro», afferma il ministro degli esteri venezuelano in un comunicato stampa. 

 

Si tratta di un piano annunciato lo scorso aprile da Maduro, con lo scopo di dare sostegno ai cittadini emigrati in altri paesi affinché possano far ritorno in Venezuela e prendere parte al piano di recupero e rilancio dell’economia di Caracas. 

 

Quindi, ricapitolando, la terribile dittatura di Maduro non solo offre sostegno ai propri cittadini emigrati all’estero, ma mette loro a disposizione gli strumenti necessari a far ritorno nel proprio paese, dove potranno godere di tutte le prestazioni sociali che questo offre. Nonostante la dura guerra economica che si trova ormai da anni a fronteggiare. A differenza di qualsiasi regime neoliberista, infatti, il governo Maduro non ha tagliato nemmeno un bolivar destinato alle Missioni Sociali. 

 

Parimenti è accaduto per i cittadini che hanno deciso di trasferirsi in Venezuela: «Nel nostro paese vivono 6 milioni di fratelli colombiani, 600.000 fratelli ecuadoriani e più di 500 mila peruviani, che abbiamo accolto con generosità nella loro condizione di sorelle e fratelli della Patria Grande, offrendo loro cure mediche, istruzione gratuita e tutti i benefici che questa rivoluzione bolivariana fornisce a tutti allo stesso modo, sono giunti in questa Terra in fuga da guerra, paramilitarismo, miseria e fame, qui abbiamo dato loro il paese che oligarchie, l'esclusione e la violenza gli ha negato nel luogo di nascita; questo contrasta, in maniera abissale, con quello che i nostri compatrioti oggi rimpatriati riferiscono», si legge nel comunicato diffuso dal ministero degli Esteri di Caracas. 

 

«Il Venezuela oggi riceve questo gruppo di figli e figlie in modo che possano riprendere le loro vite con gioia». Il governo italiano così ‘attento’ al tema delle migrazioni, potrebbe prendere esempio dal tanto bistrattato Nicolas Maduro, e rivolgere un’offerta simile a tutti quei giovani espulsi dall’infame sistema neoliberista e costretti a sbarcare il lunario lavando piatti e servizi igienici di qualche ristorante di Londra o altre capitali europee. 

 

Sarebbe un gesto di civiltà e giustizia verso tanti giovani (e meno giovani) che si sono visti negare la possibilità di poter condurre una vita degna e qualsiasi possibilità di costruire un’ipotesi di futuro percorribile in quei luoghi che li hanno visti nascere e crescere. Dove si sono formati e vi sono i propri affetti. Tutto questo a causa di una scellerata ideologia neoliberista che ha devastato l’Italia.

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