Vincenzo Costa - L'ordine neo-liberale sta crollando. Pezzo a pezzo...

Vincenzo Costa - L'ordine neo-liberale sta crollando. Pezzo a pezzo...

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Pezzo dopo pezzo l'ordine neoliberale sta crollando. Non poteva non crollare: era mal costruito, basato sulla menzogna, sulla creazione del disagio, sul blocco della mobilità sociale, sull'impoverimento delle persone.

Serviva, tra le altre cose, a mantenere al potere alcune vecchie dinastie nobiliari (e basta dare un'occhiata ai commissari UE per rendersi conto di quanto fosse un'istituzione ancien regime, sino a Ursula e al Conte Gentiloni).

Le commissioni UE sembrano dei circoli delle vecchie famiglie nobiliari europee, abilmente aggiornate come agenti del sistema bancario internazionale.

La sconfitta di Macron in Francia può essere lo scivolone che genera una slavina. Ma il dissesto era già in atto da anni, e il dissesto si chiama "astensione". In Francia, paese iperpoliticizzato da secoli, ha raggiunto il 54%. 

Sull'astensionismo hanno puntato i partiti elitario-neoliberali (da noi il PD): se le periferie non votano votano però le ZTL, e quelle votano PD. Il sogno del PD era la democrazia delle ZTL, un mondo in cui il popolo, scoraggiato e umiliato, rinunciava volontariamente all'uso del voto. 

Nonostante l'astensionismo, tuttavia, in Francia la sinistra popolare toglie la maggioranza a Macron, raggiunge risultati eccellenti, forse 180 deputati (ma su questo staremo a vedere). Macron resta molto al di sotto della maggioranza necessaria per governare da solo. 

Nonostante l'astensione la sinistra cresce, diviene decisiva per fare un governo. 

Ma che cosa ci dicono queste elezioni?

1) La manfrina "fermiamo le destre" non se la fila più nessuno. E' chiaro a tutti che serve a immunizzare politiche antipopolari, elitarie. E poi, le manganallate di Macron somigliano troppo a quelle della destra che si intende fermare. I Francesi hanno detto a Macron: "Peggio di te non c'è nessuno". 

E' ora che gli italiani dicano: Peggio del PD non c'è neanche l'inferno. Questa sarà la sfida per la vita del paese. Sin quando il PD esiste il paese è destinato alla morte lenta, alla colonizzazione, alla deindustrializzazione.

2) L'astensione è stata, per una certa fase, espressione di dissenso. Ora non lo è più: ora serve solo a mantenere il dominio di elites che avrebbero bisogno di dosi massicce di prozac o, alternativamente, di antidepressivi. 

Bisogna tornare a votare. Se in Francia una parte degli astenuti avessero votato, Mélenchon avrebbe avuto la maggioranza dei saggi, i francesi avrebbero avuto un governo di sinistra, oggi Assange sarebbe stato naturalizzato: si sarebbe riaperto un orizzonte.

In Italia bisognerà votare, perché solo votando si potrà arrestare il totalitarismo del PD (e del campo largo, che include quella perla di Renzi e di Calenda).

3) Il M5s non so se avrà un futuro. Ma se immagina un futuro con il PD sarà solo un fantoccio per drenare qualche voto, sempre meno voti, per sostenere le politiche neoliberali. Morirà da solo, ancora qualche giorno e neanche se ne parlerà più. 

Il poco di futuro il M5s se lo gioca in questi giorni. O sfiducia Draghi, DI Maio, chiede che sia il  parlamento a decidere dell'invio di armi, che il parlamento sia informato sul tipo di armi che si inviano, oppure sarà ancora un volta evidente che Conte sta solo cercando di prendere per il culo gli elettori. E quel tempo è passato.

La destra la si ferma solo costruendo una sinistra che non dialoga con il PD. Chi dialoga col PD, con questo PD, è di destra, come di destra è il PD. Ricordo agli asini che Zanone fece la sua ultima legislatura come deputato del PD, e che tutto il partito liberale (che era un partito di destra nella prima repubblica) confluire nel PD.

Dalla Francia arriva un messaggio a Letta: Enrico, stai sereno!

Sta a tutti noi ricordarglielo.

Vincenzo Costa

Vincenzo Costa

Vincenzo Costa è professore ordinario alla Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, dove insegna Fenomenologia (triennale) e Fenomenologia dell’esperienza (biennio magistrale). Ha scritto molti saggi in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo, apparsi in numerose riviste e libri collettanei. Ha pubblicato 20 volumi, editato e co-editato molte traduzioni e volumi collettivi. Il suo ultimo lavoro è Psicologia fenomenologica (Els, Brescia 2018).

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