Mattarella smentisce Renzi sui rapporti con la Russia:«Pronti a confermare le sanzioni»

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Mattarella smentisce Renzi sui rapporti con la Russia:«Pronti a confermare le sanzioni»

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di Eugenio Cipolla

 
L’annuncio, come sempre in pompa magna, il premier Matteo Renzi stavolta ha preferito darlo attraverso la propria enews: «Giovedì 16 partirò per una giornata in Russia dove fino a venerdì parteciperemo al Business Forum di San Pietroburgo. Tutti conoscete la complessa situazione russo-europea. E tutti ricorderete come abbiamo sempre lavorato nella direzione di ricostruire pazientemente occasioni di confronto, alimentando il dialogo e non lo scontro come altri nostri partner europei invece vorrebbero fare». Il messaggio, dunque, non è solo di pace, diretto a Mosca, ma anche di sfida a quei “partner europei” che a Bruxelles continuano a sostenere la linea della tolleranza zero nei confronti di Vladimir Putin.
 
«La Russia – ha scritto ancora il premier italiano - deve rispettare i paletti degli accordi di Minsk e noi siamo impegnati in questa direzione. Pensiamo anche che la comunità internazionale sia più forte nella lotta al terrorismo e nella gestione dei vari dossier se il governo di Mosca è coinvolto. Per questi motivi la nostra missione in Russia, cui parteciperà anche un altro leader europeo, il presidente Juncker, è una occasione di dialogo che spero sia utile per recuperare stabilmente le relazioni del passato».  
 
A dire il vero le premesse per un percorso simile c’erano tutte. A S.Pietroburgo quest’anno l’Italia è un paese ospite, al quale è stato interamente dedicato un padiglione, dove si svolgeranno incontri politico-economici strategici e verranno firmati contratti per diversi miliardi di euro tra aziende russe e italiane. «Le aziende italiane – ha detto Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e dell'Associazione Conoscere Eurasia -  in un primo momento hanno risposto con molta timidezza, non freddezza. Cammin facendo vedo un miglioramento dell'umore c'è un grande entusiasmo di partecipare e inizia ad esserci richiesta di partecipazione. Ci sono moltissime aziende che parteciperanno al padiglione. Uno dei due partner per il padiglione italiano è il gruppo Intesa Sanpaolo e l'altro Finmeccanica».
 
Ospite di onore è proprio il nostro premier. «E’ la prima volta – continua Fallico - che un premier del G8 viene invitato e accetti invito a questa grande manifestazione che è il Forum di San Pietroburgo, la Davos russa. E' previsto che il premier Renzi apra insieme a Putin la sessione plenaria del Forum stesso ed è previsto che nel Padiglione ci sia quella tavola rotonda a cui prenderanno parte i due presidenti».
 
Ma proprio in queste ore è arrivata la doccia fredda da Bucarest, dove il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è in visita ufficiale dall’omologo romeno Klaus Iohannis. Durante la conferenza stampa Iohannis ha chiesto che «siano mantenute le sanzioni nei confronti della Russia in seguito alla vicenda Ucraina fino all'attuazione degli accordi di Minsk», sollecitando «una presenza di truppe Nato molto forte su tutto il fianco dell'Alleanza come risposta alle azioni destabilizzanti che la Russia sta compiendo nel Mar Nero». Parole non solo accolte ma anche sottoscritte da Mattarella, secondo il quale «l’Italia si rende pienamente conto delle preoccupazioni della Romania per i confini orientali dell'Unione e della Nato. Noi - ha ricordato - abbiamo applicato con rigore le sanzioni nei confronti della Russa e siamo pronti a continuare se dovessero essere confermate». Insomma, la linea conciliante di Renzi è stata smentita quasi subito da quella filo-NATO di Mattarella, confondendo e non poco i funzionari nei corridoi del Cremlino.
 
Anche perché l’Italia, secondo quanto riportato oggi dal segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha accettato di dispiegare in Turchia sistema di difesa anti-missilistica Samp/T, cosa che in Russia, dopo l’incidente dei caccia abbattuti dai turchi sui cieli della Siria, non vedono di buon occhio, quanto piuttosto come l’ennesima provocazione dell’Alleanza Atlantica. Come è possibile, ci si chiede al Cremlino, che in pubblico Renzi dica una cosa e in privato faccia l’opposto? Forse anche a Mosca hanno iniziato ad accorgersi che tra il dire di Renzi e il fare c’è di mezzo il mare.  

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