“Bambini sbagliati". La risposta di Savenkova di Lugansk a Papa Francesco dal Lugansk

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“Bambini sbagliati". La risposta di Savenkova di Lugansk a Papa Francesco dal  Lugansk

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Sono stati resi noti i risultati del referendum nel Donbass e nelle due regioni del sud-est ucraino: la popolazione ha deciso di uscire dall’Ucraina e aderire alla Russia con un plebiscito. Sanno bene chi li bombarda da 8 anni e il presidente Zelenskij inasprendo i bombardamenti dei civili ha dimostrato il vero valore del suo governo.

Tira le somme anche la giovane scrittrice del Donbass, Faina Savenkova di Lugansk.

Ecco la mia traduzione del suo testo:

“Bambini sbagliati"


Da tre anni racconto ciò che accade da noi a Lugansk. Della guerra nella quale vivo, dei dolori e delle gioie. Un anno fa, il sito "Mirotvorez" ha reso i miei dati personali di pubblico dominio.

Ho scritto molte lettere ai leader mondiali, a personaggi pubblici dei paesi occidentali chiedendo solo due cose: rimuovere i dati di tutti i bambini dal "Mirotvorez" e aiutare affinché i bambini del Donbass potessero riavere una vita pacifica, fare in modo che si smettesse di ucciderli. Quando è iniziato il confronto con il "Mirotvorez", i miei amici giornalisti ucraini mi hanno chiesto perché non ho scritto a Zelensky, ma l'ho solo menzionato nella mia intervista. Allora per me era difficile rispondere, ingenuamente credevo sempre che tra l’Ucraina e il Donbass fosse possibile la pace e che il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Guterres e l'UNICEF, in qualità di famose organizzazioni internazionali, mi avrebbero aiutato. 

Purtroppo mi sono sbagliata. Tutto ciò che ho chiesto è stato da loro ignorato e l'Ucraina aveva deciso che noi potevamo essere presi con la forza.

I miei sforzi e i miei sogni sono così rimasti sogni. L'unica cosa di cui sono contenta è che non ho scritto a Zelenskij. E ora capisco perché: non si può scrivere e chiedere di non uccidere i bambini a chi dà gli ordini di bombardare Donetsk, Gorlovka, Alcevsk e altre città. Non si può scrivere a un presidente che manda a morire i suoi soldati a migliaia senza alcuna pietà, che impartisce gli ordini di compiere atti terroristici e di assassinare i bambini. Non si può scrivere a un presidente che ha dato inizio a questo massacro e ha perso metà del suo paese. Non si può scrivere a un perdente. I bambini muoiono tutti i giorni nel Donbass, a Kherson e Zaporozhye.

E di questo ha colpa solo lui, un presidente che perderà tutto...E che dire dell'UNICEF, dell'ONU, di Amnesty International? Hanno forse detto qualcosa dei bambini uccisi dall'esercito ucraino? Ovviamente no. Così come con la storia del "Mirotvorez". Loro sanno. Ma rimangono in silenzio oppure esprimono preoccupazione. Tacciono sempre e ovunque.  Come quando sono stati uccisi i bambini della Jugoslavia, Siria, Palestina, Afghanistan, Iraq e Libia. E se tali rispettose organizzazioni chiudono un occhio sui brutali omicidi dei bambini, possono mai dire qualcosa sulla storia del “Mirotvorez"? Penso di no. Perché secondo l'UNICEF e Amnesty International noi siamo “bambini sbagliati”, che sono nati e vivono nel posto sbagliato. In uno dei miei saggi ho scritto che i bambini della guerra sono silenziosi, perché gli adulti non li sentono. Così è. Purtroppo noi bambini a loro non interessiamo.Noi non siamo come loro. Secondo il loro parere, noi possiamo essere uccisi, dobbiamo essere uccisi in silenzio, così da non disturbare gli altri con le nostre grida di aiuto. Mi dispiace che stia succedendo questo.

Mi dispiace che il paese in cui io sono nata, stia bombardando e cercando di distruggere tutto ciò che mi è caro e che amo, con il sorriso di approvazione di chi può, ma non vuole fermare questa guerra. Purtroppo, tutti coloro che aiutano l'Ucraina non capiscono che la guerra arriverà da loro.


La gente comune negli Stati Uniti e in Europa il più delle volte non è a conoscenza delle brutalità dell'esercito ucraino, degli atroci bombardamenti e uccisioni dei civili. Là alla gente dicono che siamo noi che ci spariamo da soli oppure che è l'esercito russo che ci sta bombardando da 8 anni.Sarà per questo che abbiamo così tanto aspettato il suo arrivo nel 2022! Dipingono un’altra realtà.Ma sono sicura che non sarà per sempre così. La verità vincerà comunque. La cosa più difficile è non perdersi d'animo quando tutto quello che fai non porta i risultati. Non ti sentono. E quando già pensi che tutto sia stato inutile, accade un evento che ti aiuta a credere di nuovo che ciò che stai facendo, non lo stai facendo invano. Così è successo con la lettera del Papa.

Quando ero a Mosca, mi hanno trasmesso la risposta di papa Francesco.

Secondo i miei amici italiani, lui raramente risponde, ma lui mi ha proposto di pregare con lui per la pace. Non so se ha risposto egli stesso o se la risposta è stata scritta per lui, ma l'importante è che il Papa per la prima volta ha prestato attenzione alla richiesta di un bambino del Donbass e che ha voluto pregare insieme a chi è considerato un nemico in Ucraina. Ha proposto di pregare a me, bambina che non è considerata una persona in Ucraina. E io sicuramente pregherò con lui per le centinaia di bambini uccisi dall'Ucraina e per la vita pacifica di cui tutti abbiamo così bisogno.

Trad. Marinella Mondaini

 

Marinella Mondaini

Marinella Mondaini

Scrittrice, giornalista, traduttrice. Vive e lavora a Mosca

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