Botteghe oscure, i falsi eredi

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Botteghe oscure, i falsi eredi

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di Paolo Desogus*

 

Se gli eredi del Pci, approdati al Pd dopo un lungo percorso segnato da miseria e vergogna, avessero veramente avuto a cuore i simboli del comunismo italiano, li avrebbero difesi, non si sarebbero mai vergognati del passato e avrebbero contrastato l’opera di mistificazione sulle figure di Gramsci, Togliatti e Berlinguer, così come sulla vicenda del movimento operaio italiano e su quella dell’Unità.


Hanno invece accettato tutto: hanno accettato che su Gramsci venissero scritte penose idiozie su una sua presunta conversione al liberalismo e addirittura su un quaderno mancante; hanno accetto la demonizzazione di Togliatti; hanno accettato che Berlinguer divenisse un santino moralista e hanno usato alcune sue riflessioni sull’austerità per giustificare l’austerity ordoliberale tedesca, col bel risultato che adesso i critici dell’austerity sono anche i critici di Berlinguer. Hanno poi lasciato che la storia di lotta del movimento operaio italiano venisse letteralmente cancellata. E hanno permesso che l’Unità finisse nelle mani di imprenditori che l’hanno portato al fallimento.


Se in via delle Botteghe oscure, nei pressi della storica sede del Pci, si è trasferita la Lega che provocatoriamente si intesta quell’eredità storica, è solo colpa loro. Che cosa diavolo vogliono adesso? Si sono screditati con le loro stesse mani e hanno dissipato l’eredità materiale e politica del Pci. Ora sono i meno qualificati a difendere la sua storia.
 

Gli uomini i del Pd hanno preso la via del neoliberalismo e rinnegato quella del socialismo. Sono andati a braccetto con Marchionne. Hanno accettato che il sindacato venisse umiliato. Hanno eletto gli imprenditori a loro referente sociale e fatto del libero mercato il loro dogma. Che vogliono? Sono dall’altra parte della barricata. E dato il comportamento di alcuni dirigenti del Pd, come Minniti e Bonaccini (favorevole all’autonomia differenziata), hanno ampiamente dimostrato di avere più storia in comune con la Lega che con i comunisti italiani.


*Professore alla Sorbona di Parigi

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