Botteghe oscure, i falsi eredi

5674
Botteghe oscure, i falsi eredi


di Paolo Desogus*

 

Se gli eredi del Pci, approdati al Pd dopo un lungo percorso segnato da miseria e vergogna, avessero veramente avuto a cuore i simboli del comunismo italiano, li avrebbero difesi, non si sarebbero mai vergognati del passato e avrebbero contrastato l’opera di mistificazione sulle figure di Gramsci, Togliatti e Berlinguer, così come sulla vicenda del movimento operaio italiano e su quella dell’Unità.


Hanno invece accettato tutto: hanno accettato che su Gramsci venissero scritte penose idiozie su una sua presunta conversione al liberalismo e addirittura su un quaderno mancante; hanno accetto la demonizzazione di Togliatti; hanno accettato che Berlinguer divenisse un santino moralista e hanno usato alcune sue riflessioni sull’austerità per giustificare l’austerity ordoliberale tedesca, col bel risultato che adesso i critici dell’austerity sono anche i critici di Berlinguer. Hanno poi lasciato che la storia di lotta del movimento operaio italiano venisse letteralmente cancellata. E hanno permesso che l’Unità finisse nelle mani di imprenditori che l’hanno portato al fallimento.


Se in via delle Botteghe oscure, nei pressi della storica sede del Pci, si è trasferita la Lega che provocatoriamente si intesta quell’eredità storica, è solo colpa loro. Che cosa diavolo vogliono adesso? Si sono screditati con le loro stesse mani e hanno dissipato l’eredità materiale e politica del Pci. Ora sono i meno qualificati a difendere la sua storia.
 

Gli uomini i del Pd hanno preso la via del neoliberalismo e rinnegato quella del socialismo. Sono andati a braccetto con Marchionne. Hanno accettato che il sindacato venisse umiliato. Hanno eletto gli imprenditori a loro referente sociale e fatto del libero mercato il loro dogma. Che vogliono? Sono dall’altra parte della barricata. E dato il comportamento di alcuni dirigenti del Pd, come Minniti e Bonaccini (favorevole all’autonomia differenziata), hanno ampiamente dimostrato di avere più storia in comune con la Lega che con i comunisti italiani.


*Professore alla Sorbona di Parigi

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria di Giuseppe Masala Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria

Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria

Robot umanoidi: dalla Cina una rivoluzione incredibile in un anno   Una finestra aperta Robot umanoidi: dalla Cina una rivoluzione incredibile in un anno

Robot umanoidi: dalla Cina una rivoluzione incredibile in un anno

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La geopolitica del tifoso e il pragmatismo chavista di Geraldina Colotti La geopolitica del tifoso e il pragmatismo chavista

La geopolitica del tifoso e il pragmatismo chavista

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il mestiere della guerra di Giuseppe Giannini Il mestiere della guerra

Il mestiere della guerra

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti