Nel mondo grande e terribile/Documenti Covid, politica contro tecnici

Documenti Covid, politica contro tecnici

 

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di Paolo Desogus*


La polemica del momento, dopo la desecretazione dei documenti sul Covid e sul confinamento, riguarda il mancato rispetto delle indicazioni del governo fornite dagli esperti, i quali chiedevano la chiusura di determinate aree e non il lockdown di tutto il paese. Non ho gli strumenti per dire la mia su questo tema, e francamente non mi interessa nemmeno pensarci più di tanto. Mi interessa invece il fondo ideologico su cui il fronte dei critici del governo sta costruendo la sua polemica: ovvero l’idea che il parere degli esperti doveva essere seguito dalla politica. Siamo alle solite e cioè alla classica riduzione neoliberale della politica a tecnica, a prassi stabilità da procedure, da indicazioni formali individuate da gruppi di competenti.

Ripeto, non so come il governo avrebbe dovuto agire. Non spetta a me dirlo. Mi preoccupa invece il dilagare dell’ideologia che intende sopprimere l’autonomia politica. La tecnica, gli esperti, i comitati scientifici hanno certamente competenza su determinati ambiti, si servono del loro sapere - mai neutrale - per analizzare determinate situazioni e proporre soluzioni. Ma il loro ambito resta confinato al caso di loro competenza. È dunque sempre parziale. L’arte della politica si misura invece sulla totalità dei fenomeni sociali, deve tenere conto delle conseguenze generali prodotte dalle proprie scelte. In altre parole la politica, liberata dalle cretinate postmoderne, all’opposto della tecnica fa prevalere il tutto sulla parte.

Nell’immaginario post storico costruito dalla cultura neoliberale concepire la politica nella sua autonomia è sempre più difficile. Eppure è uno sforzo che va fatto. Il giorno in cui la politica verrà ridotta a tecnica non ci saranno più margini democratici. Non ci saranno più governi che esprimono una determinata volontà popolare. Ciò che è bene e ciò che è male per una determinata comunità politica non saranno stabiliti da coloro che ne fanno parte, ma saranno definiti dall’esterno, da gruppi di tecnici svincolati dal potere democratico. La riduzione della politica a tecnica è infatti l’anticamera della dittatura.

PS. Il M5S è stato agli esordi il più strenuo nemico dell’autonomia della politica. I suoi sostenitori dovrebbero fare una profonda autocritica, soprattutto ora che il loro governo è vittima della loro propria ideologia.

*Professore alla Sorbona di Parigi
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