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Eguaglianza economica e rigido controllo dello Stato sull'economia: il progetto da cui potrebbe ripartire la sinistra

 


di Francesco Erspamer*

È davvero deprimente, o peggio, tragico, vedere come la sinistra dura e pura o sedicente tale, malgrado le continue batoste elettorali, le divisioni interne e il conseguente trasformismo (reso evidente dalle innumerevoli e spesso ridicole sigle adottate e dagli altrettanto ridicoli leader a cui si è affidata), proprio non riesca a fare l'unico cambiamento indispensabile per non scomparire del tutto malgrado gli errori degli avversari e le condizioni storiche favorevoli: parlo della individuazione di un progetto populista e di ampio respiro quale l'eguaglianza economica e (sua condizione necessaria e forse sufficiente) il rigido controllo dello Stato sull'economia, ma che sia anche, il progetto, concreto e realizzabile e dunque ancorato, per cominciare, all'Italia e ai cittadini italiani.

Invece questi gruppetti (e non solo i suddetti dirigenti, anche buona parte dei loro militanti e simpatizzanti) preferiscono continuare a preoccuparsi (migranti a parte) soltanto del TAP e degli F35, questioni importanti ma secondarie anche per loro, visto che a suo tempo non gli impedirono di fare da stampelle al Pd, che approvò entrambi gli accordi e certamente non li denunciò. È patetico vedere che apertamente preferiscano chi volle il TAP e gli F35 rispetto a chi li ha criticati ma che oggi si trova nell'impossibilità di rinnegare gli impegni dei precedenti governi, almeno per un po', se non a un prezzo finanziario e politico sproporzionato.
Come mai questa sinistra dura e pura non parla mai del reddito di cittadinanza o del decreto anticorruzione, come mai quando parla della rivalutazione delle pensioni ripete le menzogne dei giornali liberisti? Come mai non interviene in modo costruttivo, elencando le riforme di sinistra (e non liberal) che potrebbero essere fatte nei prossimi quattro anni e si adopera invece per far cadere immediatamente il governo con la scusa che non fa tutto e subito (tipico short-termism liberista), dopo aver dato ai renziani mano libera per un quinquennio e pur sapendo benissimo che l'unica alternativa sarebbe il ritorno del partito della nazione di Renzi e Berlusconi? Il massimalismo è sempre stato usato per non fare il bene facendo finta di pretendere il meglio. Contro di esso, io credo che come Parigi valeva bene una messa, così il TAP e gli F35 valgano riforme che arrestino o rallentino l'americanizzazione e privatizzazione del paese. 

Prigioniera di un antifascismo irrimediabilmente datato e di un internazionalismo che puzza di globalizzazione, la sinistra italiana (non tutta ma troppa) sta perdendo una grande opportunità, che una volta mancata non si ripresenterà per una generazione o due. Continuerò a lavorare per la sua rinascita, sempre più consapevole però che non riuscirò a vedere alcun risultato.

*post Facebook del 26/12/2018
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