Forum Economico di San Pietroburgo. Intervista di Andrej Polunin a Gennady Zyuganov

Forum Economico di San Pietroburgo. Intervista di Andrej Polunin a Gennady Zyuganov

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

 

(traduzione di Aginform da Svobodnaia Pressa https://svpressa.ru/politic/article/376954/)

 E’ iniziata una nuova fase dell'Operazione speciale: dobbiamo passare all'offensiva. La quinta colonna liberale ancora parla di privatizzare, ma senza socialismo non pci sarà vittoria né rinascita

 Il Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF) ha terminato i suoi lavori sabato 17 giugno. Il programma è stato impressionante: 140 eventi, migliaia di relatori. Gli ospiti dell'evento questa volta erano rappresentanti dei paesi della CSI, dall’India, Cuba e la Cina. Il momento centrale dello SPIEF è stato il discorso del presidente russo Vladimir Putin alla sessione plenaria. Il capo dello Stato ha fornito una valutazione dello sviluppo della Russia e dei suoi piani in vari campi, e ha parlato in dettaglio della situazione in Ucraina.

Gennady Zyuganov, presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista della Federazione Russa, parla qui delle principali conclusioni che si possono trarre dallo SPIEF-2023.

“Tradizionalmente lo SPIEF non solo attira l'attenzione degli ambienti economici e politici, ma influenza anche in modo fondamentale la vita di ogni cittadino", afferma Gennady Zyuganov. - “Alla vigilia le voci di corridoio facevano filtrare che gli americani e la NATO sarebbero riusciti a isolare completamente questo evento e a privarlo del suo status internazionale. Non ho avuto questa impressione ma solo che si parlasse meno in inglese. Il forum si è rivelato molto rappresentativo: oltre 17mila partecipanti da 130 paesi. Naturalmente, l'attenzione si è concentrata sui problemi della crisi globale, dell'economia globale e del superamento delle sanzioni. Il tutto all'insegna della modernizzazione, della sostituzione delle importazioni e del rafforzamento della sovranità. Questi tre temi sono stati affrontati in tutte le sedi. La delegazione dalla Cina era molto solida e seria. I paesi BRICS e tutte le regioni russe erano ampiamente rappresentati. Ho preso visione della relazione e sono lieo di constatatre  che ci sono progressi in numerosi settori industriali della Federazione Russa. In particolare  l'aeronautica, la produzione di mezzi di trasporto, l'elettronica e la produzione agricola. Ho anche apprezzato il fatto che fosse rappresentata la Novorussia con le repubbliche di Donetsk e Lugansk e le regioni di Zaporozhye e Kherson.

Ci sono state discussioni animate nei vari forum e abbiamo constatato che i partecipanti si dividevano in due campi. Da un lato coloro che capiscono che il Paese ha bisogno di modernizzazione, che è necessario sviluppare le industrie e la produzione di base e si preoccupano soprattutto di come concludere accordi commerciali e investimenti diretti allo sviluppo della Russia. Il secondo campo era rappresentato dai resti dell'era Eltsin, da quelli stessi che hanno portato il Paese a una crisi sistemica e hanno preso le decisioni che alla fine hanno portato al conflitto armato in Ucraina scatenato da quelli che erano i burattinai dei liberali russi che siedono a Washington. Allo SPIEF, i liberali hanno nuovamente cercato di imporre la loro agenda, per nulla imbarazzati dall’avere le mani sporche del sangue che scorre in Ucraina. Il tono è stato dato da German Gref in un’intervista rilasciata alla vigilia del forum a RBC. Secondo lui, non c'è bisogno di cambiare nulla nel Paese. Ci siamo integrati come fornitori di materie prime nell'economia mondiale e questo, secondo lui, è positivo. Però bisogna continuare a privatizzare. "I problemi possono essere risolti vendendo alcune parti di proprietà statale", come afferma il direttore di Sberbank. Purtoppo non è il solo a ragionare così. La stessa idea di un'ulteriore vendita di proprietà demaniali è stata espressa al forum di San Pietroburg da rappresentanti dell'oligarchia e da alcuni funzionari.

Di quali proprietà si tratterebbe?

Non so cos'altro privatizzeranno. Tutte le industrie di base della Federazione Russa sono già state privatizzate. Anche nelle industrie delle materie prime, fino alla metà dei beni è controllata, anche dai nostri attuali avversari, che stanno pompando armi in Ucraina. Significativamente, nel suo discorso, durato 1 ora e 20 minuti, Putin non ha detto una parola sulla nuova privatizzazione. Ma per qualche ragione, la sua cerchia ristretta - Siluanov, Gref, Oreshkin, Reshetnikov - continua a difendere questa idea disgustosa e assolutamente distruttiva.

Perché distruttiva?

Tutti sanno a cosa ha portato la privatizzazione degli "affascinanti anni '90". Permettetemi di ricordarvi che nel corso dell'impeachment di Eltsin, avviato da noi alla Duma nel 1999, abbiamo indagato sui dettagli di quella privatizzazione assolutamente criminale che fu realizzata da Chubais, ma sotto dettatura dei banchieri americani. Gli Yankees hanno dettato i prezzi per i beni russi soggetti a denazionalizzazione. Enormi fabbriche furono vendute al prezzo di due o tre auto straniere. Navi e imprese militari andarono all’asta. Nell'interesse di un'azienda americana, furono vendute in blocco 15 tra le maggiori imprese del complesso della difesa. Intere filiere industriali furono distrutte in Russia. Siamo rimasti senza i nostri aerei, senza telefoni, senza sistemi di comunicazione. Abbiamo promosso un'inchiesta parlamentare sulla privatizzazione presso la Corte dei conti, che all’epoca era guidata da Stepashin e ci ha fornito tutti i documenti necessari. Ne è venuto fuori che le principali risorse del paese arano state vendute  a meno del 3% del loro valore reale. Di conseguenza, la gente si è ritrovata senza stipendi e pensioni, i giovani senza borse di studio e il Paese senza produzione reale. Sono cose di dominio pubblico, eppure l'ondata di privatizzazioni viene riproposta come se niente fosse. Bisogna opporle un rifiuto molto forte perché con nuove privatizzazioni, rischieremmo di rimanere senza niente, anche senza le nostre risorse naturali e questo nel contesto della guerra scatenata dalla NATO contro la Russia!

I paesi occidentali oggi rappresentano il 40% dell'economia mondiale, mentre la quota dell'economia russa è inferiore al 3%. In tali condizioni, svendere l'ultima cosa che può proteggerci, permetterci di concentrare le risorse e assicurarci la vittoria è semplicemente vergognoso! Il problema chiave oggi è l'impoverimento della popolazione: metà del Paese vive con meno di 20.000 rubli al mese. Ma invece di pensare a come aumentare la spesa sociale, rendere il Paese di nuovo intelligente e sano, si ripropone di dare nuovi beni all'oligarchia! Ci sono 22 nuovi miliardari in dollari in appena un anno di operazione speciale. Il capitale totale degli oligarchi russi è passato da 350 a 505 miliardi di dollari, ma non vogliono neanche pagare le normali tasse e portano miliardi oltre confine. E nonostante tutto si propone ancora di  privatizzare, dissanguando completamente il bilancio dello Stato! Durante il forum, gli stessi oligarchi e funzionari della "scuola" Eltsin-Gaidar hanno detto che le tasse sul reddito dei super ricchi non dovrebbero essere aumentate in nessun caso. Il fatto di avere un’aliquota fissa, grazie alla quale sia i poveri che i miliardari danno al tesoro la stessa percentuale del loro reddito, sarebbe secondo loro la chiave per uno sviluppo economico di successo. Ma queste sono favole per ingenui e ignoranti! È chiaro a qualsiasi persona sana di mente che praticamente tutte le principali economie mondiali sono proprio quelle in cui le tasse più significative vengono riscosse dai più ricchi. E questa politica è una delle condizioni chiave per uno sviluppo di successo, assicurato, tra l'altro, da entrate fiscali aggiuntive al bilancio. Reddito a spese dei ricchi, e non a spese di chi riesce già a malapena a sbarcare il lunario.

Ci vien detto che grazie alla nuova privatizzazione, l'iniziativa privata consentirà la ripresa della Russia.

- Perché non l’ha fatto negli anni ‘90 o nel decennio successivo? In 30 anni sono state distrutte 80mila imprese. Di conseguenza, abbiamo dovuto affrontare le sanzioni su larga scala imposte dall'Occidente producendo 15 volte meno macchine utensili e 20 volte meno cuscinetti a sfere rispetto alla quantità prodotta nel 1990! La nostra ingegneria meccanica si è rivelata totalmente dipendente da componenti importate. Di conseguenza, a causa delle sanzioni, i volumi di produzione si sono ridotti a un terzo! Un altro risultato dell'ultima privatizzazione: 40 milioni di ettari di seminativi abbandonati. Rispetto al 1990, la produzione di latte è diminuita di 2 volte, la carne bovina di 2,5 volte, la lana di 4 volte! Durante l'invasione fascista il nostro Paese ha perso 20 milioni di persone. Ebbene nel corso dei tre decenni di capitalismo criminale che ci è stato imposto grazie al tradimento di Gorbaciov, Eltsin, Yakovlev e alla politica dei ladri Gaidar, Chubais e simili, le perdite demografiche della popolazione della Federazione Russa - eccesso di mortalità più diminuzione nel tasso di natalità – sono arrivare a 25,3 milioni di persone! Nel 1941-1945, l'industria sovietica perse il 41%. Ebbene le perdite dell'industria russa in seguito delle riforme degli anni '90 sono arrivate al 66%! Ma nel caso della Grande Guerra Patriottica, le perdite erano giustificate: abbiamo difeso il Paese, alzato la bandiera della Vittoria su Berlino. È poi siamo riusciti a realizzare la parità missilistica nucleare e siamo diventati la potenza più rispettata e sicura del pianeta.

Ma adesso come si possono giustificare perdite così gravi? Il sangue scorre di nuovo, hanno provocato uno sontro tra noi e l’Ucraina, paese fratello. siamo stati contrapposti alla fraterna Ucraina. I globalisti americani - i mentori dei Chubais e dei Gaidar - hanno  scatenato di fatto un massacro contro gli slavi, contro l'intero mondo russo. E in queste condizioni, i massimi eredi degli anni '90 continuano ancora a resistere con tutte le loro forze al cambiamento della rotta socio-economica che ci ha causato danni così gravi! In questo contesto i liberali hanno anora il coraggio di parlare al principale forum economico! In gennaio avevano rinunciato all’idea di tenere il Forum Gaidar, ma poi sono strisciati fuori come scarafaggi dalle fessure e hanno intonato la vecchia cantilena dei "riformatori" - distruttori”: mettete in vendita i beni dello stato  prima che vengano rivenduti per un pezzo di pane ... Invece di queste farneticazioni, è giunto il momento di approvare le leggi che abbiamo proposto sulla nazionalizzazione, la pianificazione strategica, il sostegno alle industrie chiave, la regolamentazione dei prezzi dei beni di prima necessità, l'abolizione del cannibalismo pensionistico, il sostegno ai figli della guerra, la legge "Istruzione per tutti "! Per fornire un supporto completo alle imprese sociali, la cui brillante esperienza deve essere estesa a tutta la Russia! E infine per fermare la fuga incontrollata di capitali all'estero! Trovo assolutamente oltraggioso l'attacco dei liberali allo SPIEF. E ora dobbiamo vigilare attentamente affinché questa quinta colonna non intorbidi nuovamente le acque provocando disordini all'interno della Russia!

Che linea dovremmo seguire?

“I nostri ospiti, i compagni cinesi, hanno dato l'esempio. Ecco da chi imparare! Per 10 anni, hanno raddoppiato il PIL, la Cina è diventata una delle principali potenze mondiali!

Dobbiamo nuovamente imparare dal paese dei Soviet, facendo affidamento sulla grande esperienza della nostra Vittoria! È da lì che dobbiamo trarre ispirazione per nuove imprese! Adesso dobbiamo fare di tutto per vincere sul campo di battaglia ora. A Putin sono state poste molte domande su questo argomento. Ha risposto con franchezza e ha detto senza mezzi termini: non possiamo permetterci di essere minacciati dal territorio dell'Ucraina. Va notato che al forum di San Pietroburgo, il presidente, nelle sue risposte alle domande riguardanti l’operazione speciale politico-militare, ha mostrato in modo assolutamente convincente come su impulso dell’Occidente si sia formato in Ucraina un regime apertamente nazista e come le sue sanguinose attività minaccino non solo noi, ma anche la sicurezza internazionale in generale.

Dobbiamo ricordare le lezioni della storia. L'obiettivo principale dei nazisti nel secolo scorso era il socialismo. E i loro principali oppositori, contro i quali i nazisti scatenarono per primi la guerra, furono i comunisti e lo Stato sovietico. E solo i comunisti riuscirono a spezzare la schiena alla bestia fascista, grazie alla quale tutta l'umanità fu salvata dalla peste bruna.

Oggi, proprio come 80 anni fa, l'unica alternativa a quella peste è la rinascita del socialismo, un nuovo corso basato sulle idee di uguaglianza e giustizia sociale. È necessario ammetterlo finalmente, invece di continuare a nutrire la società con falsi miti antisovietici!

Questi non contribuiscono certo all'unità e alla mobilitazione di tutte le nostre risorse, che sono vitali per vincere! Credo che sia iniziata una nuova fase dell’operazione speciale Dobbiamo passare all'offensiva, liberare la fraterna Ucraina dal regime nazista-banderista - da quel farabutto che ha preso il potere a Kiev e che è guidato dagli americani. Il momento della verità sta arrivando ed è necessario unire gli sforzi il più possibile, unendoci di fronte a una minaccia storica.

Abbiamo preparato il nostro programma e con esso andremo alle elezioni. A fine giugno inizia a Orel il III Forum Economico Internazionale, dove approveremo le disposizioni del programma. I nostri governatori stanno lavorando attivamente su questo: Klychkov a Orel, Russkikh a Ulyanovsk, Konovalov in Chakassia, il sindaco Lokot a Novosibirsk. La cosa principale oggi è sviluppare con fiducia la nostra economia. E per farlo assumere l’eredità dell'esperienza unica del paese dei Soviet e della modernizzazione cinese.

Senza socialismo non vinceremo e non rinasceremo!

Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein? di Francesco Erspamer  Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein?

Francesco Erspamer - Vittoria di Meloni? Successo di Schlein?

Lo squallore di chi accusa di "antisemitismo" Melenchon di Paolo Desogus Lo squallore di chi accusa di "antisemitismo" Melenchon

Lo squallore di chi accusa di "antisemitismo" Melenchon

Gli attacchi ad Orban e il vero volto dell'UE di Fabrizio Verde Gli attacchi ad Orban e il vero volto dell'UE

Gli attacchi ad Orban e il vero volto dell'UE

In Bolivia, tornano i carri armati di Geraldina Colotti In Bolivia, tornano i carri armati

In Bolivia, tornano i carri armati

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi di Giovanna Nigi "11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

"11 BERSAGLI" di Giovanna Nigi

Anche in Kenya l’imperialismo non è che una tigre di carta di Leonardo Sinigaglia Anche in Kenya l’imperialismo non è che una tigre di carta

Anche in Kenya l’imperialismo non è che una tigre di carta

Il ritorno del blairismo e le fake news contro Corbyn di Giorgio Cremaschi Il ritorno del blairismo e le fake news contro Corbyn

Il ritorno del blairismo e le fake news contro Corbyn

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri di Savino Balzano L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

L'austerità di Bruxelles e la repressione come spettri

La mannaia dell'austerity di Giuseppe Giannini La mannaia dell'austerity

La mannaia dell'austerity

Elezioni in Francia. Il precedente Pflimlin di Antonio Di Siena Elezioni in Francia. Il precedente Pflimlin

Elezioni in Francia. Il precedente Pflimlin

"L'Urlo" adesso è davvero vostro di Michelangelo Severgnini "L'Urlo" adesso è davvero vostro

"L'Urlo" adesso è davvero vostro

La Russia e Trump: un esercizio di memoria di Andrea Puccio La Russia e Trump: un esercizio di memoria

La Russia e Trump: un esercizio di memoria

La foglia di Fico di  Leo Essen La foglia di Fico

La foglia di Fico

Lenin fuori dalla retorica di Paolo Pioppi Lenin fuori dalla retorica

Lenin fuori dalla retorica

LA SINISTRA CHE SCONFIGGE LE DESTRE E MACRON di Michele Blanco LA SINISTRA CHE SCONFIGGE LE DESTRE E MACRON

LA SINISTRA CHE SCONFIGGE LE DESTRE E MACRON

 Gaza. La scorta mediatica  Gaza. La scorta mediatica

Gaza. La scorta mediatica

Il Moribondo contro il Nascente Il Moribondo contro il Nascente

Il Moribondo contro il Nascente

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti