Gaza: l'accusa di Genocidio del Pulitzer Chris Heddges

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Gaza: l'accusa di Genocidio del Pulitzer Chris Heddges

 

 

 

La situazione umanitaria a Gaza ha raggiunto un tale angoscioso livello di orrore che anche importanti voci, a tutti i livelli, non riescono più a tacere. In  questo contesto va considerata la forte presa di posizione di condanna della condotta israeliana da parte della sempre prudentissima Diplomazia Vaticana. Allo stesso modo vanno considerati anche gli appelli alla fine delle ostilità della storicamente filo israeliana diplomazia britannica. Ma anche a livello giornalistico voci storicamente appartenenti al mainstream scrivono sempre di più articoli e reportage (anche sotto forma di libro) di forte condanna dell'azione militare di Israele.

Pregevole e coraggiosa – sotto questo aspetto – è la denuncia, il furente ma lucido appello (tale va considerato), scritto dal premio Pulitzer americano Chris Hedges che osa l'inosabile per un giornalista del mainstream occidentale: accusare lo stato di Israele di genocidio nei confronti del popolo palestinese di Gaza.

La pregevolezza dell'opera di Hedges, pubblicata dall'editore Fazi, consiste nel fatto che con una scrittura evocativa catapulta il lettore nelle strade di Gaza tra bombardamenti, fame e terrore, consegnandolo ad una angoscia opprimente. «Quello che sto descrivendo sta accadendo qui ed ora. Fate qualcosa!» sembra dire Hedges ai lettori.

Pregevole, e molto importante, soprattutto per i lettori più freddi e profondi, anche la disamina, tra il giuridico ed il filosofico, che spiega il perché la condotta politico-militare dell'operazione in corso a Gaza è da ritenersi come un genocidio: condotta genocidiaria è quella di Israele – argomenta Hedges – non solo perché uccide indiscriminatamente la popolazione di Gaza usando tutte le armi disponibili, dai bombardamenti aerei, alla fame, alla assenza di medicinali ma anche perché Israele intende cancellare la traccia etnica della presenza delle popolazioni palestinesi in questa terra che Tel Aviv brama. A rafforzare questa visione in appendice vi è il Rapporto alle Nazioni Unite del 1° Ottobre 2024 redatto da Francesca Albanese e dal titolo eloquente «Il genocidio come cancellazione coloniale».

A proposito di colonialismo, nel testo vi è anche una riflessione dell'autore che è anche una ulteriore dura accusa: l'ideologia sionista come una ideologia colonialista; e infatti è da considerare lo stato di Israele come l'ultima operazione coloniale occidentale della storia (almeno fino ad ora).

Dunque siamo di fronte ad un opera pregevole, perché con un raffinato intreccio riesce a far convivere, riflessione storica, filosofica e anche giuridica con il racconto concreto delle “piccole” (ma simboliche!!!) storie delle persone che tutti i giorni, sulla propria pelle, subisce il Male che ottusamente e ferocemente viene perpetrato in quelle terre martoriate.

 

Chris Hedges, Un genocidio annunciato, Fazi Editore

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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