Il governo del meno peggio è il peggio

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Il governo del meno peggio è il peggio

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di Giuseppe Masala
 

Il mantra del militante di sinistra è quello della valutazione di un governo in relazione a cosa sia "il meno peggio per lavoratori e pensionati". Un mantra mi permetto di dire che ci ha rovinati. Un mantra che non è veramente di sinistra ma profondamente egoista oltre che assolutamente miope e frutto di un analisi incentrata sul presente (senza pensare che ognuno di noi è polvere).


Non si può valutare un governo sulla base di una logica bottegaia incentrata sull'oggi: chi da uno strapuntino (ottanta euro, l'indicizzazione all'inflazione della pensione ecc) alla classe da cui provengo merita il mio voto. 
I governi prendono decisioni - molto spesso nel più totale silenzio - che impegnano un popolo per decenni. E quando dico impegnano intendo proprio dire che ipotecano la carne e il sangue di un popolo per intere generazioni.


Così è stato con l'Euro. La decisione di entrare nell'Euro raccattando il consenso del popolo su una pura operazione di marketing incentrata sul paradiso europeo, presunto, molto presunto ci è costata carissima. "L'euro ci farà guadagnare come se lavorassimo un giorno di più ma lavorando un giorno di meno" diceva Prodi, ricordate? 
Eppure tutto era già scritto, fior di economisti, da Hahn a Dornbusch avvertivano dell'enorme pericolo che l'Italia andava a correre. Si preferì non studiare. Si preferì credere alle favole di Prodi è ora vediamo i risultati.


E attenzione, la cosa più grave, è che le generazioni che subiscono da anni gli effetti e i danni più gravi dall'entrata nell'euro non sono quelle che appladivano a Prodi quando spiegava che l'Euro era "il paradiso". Chi ne paga e ne ha pagato il prezzo più alto a quell'epoca non era in età di prendere decisioni.


Oggi siamo di fronte allo stesso dilemma: far nascere un governo filoeuropeo vuol dire dare il via libera ad un governo che potrebbe prendere decisioni che impegneranno le prossime generazioni. Penso per esempio alla decisione di entrare nel costituendo esercito unico europeo.Oppure più in generale, scegliere l'allenza franco-tedesca sancita dal Trattato di Aquisgrana (nella posizione subalterna alla quale l'Italia è destinanata) vuol dire schierarsi automaticamente contro altri attori (penso agli anglosassoni). Queste sono decisioni che impegneranno (e potrebbero farlo in maniera anche drammatica) le future generazioni. Accettare tutto questo semplicemente perchè questo governo - con la benedizione di Ursula van der Leyen - potrebbe dare dieci euro a "lavoratori e pensionati" ovvero in cambio di una pizza al mese non significa essere di sinistra. Significa essere miopi. Nella migliore delle ipotesi.


Io ad un governo filoeuropoide per l'asservimento ad Aquisgrana, dirò sempre no. Grazie, ho già dato.

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