"Il lungo abbraccio tra Draghi e Landini" e le domande senza risposta della giornata di sabato

"Il lungo abbraccio tra Draghi e Landini" e le domande senza risposta della giornata di sabato

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Oggi, lunedì 11 ottobre, giorno dello sciopero generale, Skytg 24 apre con il "lungo abbraccio tra Draghi e Landini".

E annuncia una stretta sulla possibilità di manifestare liberamente il dissenso, anche "in vista del G20 che si terrà a Roma", a causa del quale, d'altronde, già la questura nega i permessi per pacifici sit-in ai comitati pro Assange.

Nessun accenno allo sciopero generale indetto dai sindacati di base, con i lavoratori GKN e i portuali di Trieste, con gli studenti, in tutte le più importanti città contro le misure da macelleria sociale del Draghistan, né in apertura né nell'approfondimento.

Si accenna in chiusura solo ai "grandi disagi provocati" dallo sciopero generale, aggiungendo soltanto che dal palco è stato condannato l'assalto alla CGIL.

Si annuncia, invece, in pompa magna, la "grandissima mobilitazione antifascista" di sabato, sempre contro l'assalto alla sede della CGIL.

Bene, hanno raggiunto lo scopo.

E' il capolavoro finale di quella guerra tra poveri permanente creata ad arte. Screditare quei 150.000 cittadini disperati, che non hanno più un soggetto politico di riferimento, che possa canalizzare la rabbia, il disagio, la paura, la discriminazione socioeconomica e l'esaltazione di quegli stessi soggetti che hanno abbandonato ogni ruolo di rappresentanza.

Restano queste domande che speriamo qualche parlamentare di buona volontà tra i pochissimi non allineati ai diktat del Draghistan vorranno far arrivare al ministro degli interni attraverso una interrogazione urgente.

La polizia sabato ha caricato cittadini inermi, picchiando persone indifese ma lasciando che un manipolo di esaltati sfasciasse la sede del sindacato. Perché? Perché quel pestaggio, i lacrimogeni su anziani, bambini, donne?

Nei video si distinguono persone in borghese che commettono molti atti vandalici e picchiano a sangue alcuni manifestanti. Alcuni sarebbero poliziotti. Lamorgese deve chiarire. 

E poi ci sono le due domande politiche che si devono porre coloro che non vogliono cadere nella trappola della guerra tra poveri permanenti che confinerebbe l'Italia a decenni di Draghistan incondizinato.

Perché non vi chiedete cosa volessero quelle 150.000 persone in piazza?

Erano tutti fascisti?

Sabato abbiamo assistito a scene degne di una dittatura, repressioni violente che, se fossero state filmate in Venezuela, in Russia, in Cina, a Cuba, in Siria... avrebbero portato ai caschi bianchi e poi la CNN a chiedere interventi urgenti.

Difficile, comunque, infiltrare nell'epoca dei cellulari. A Genova avevamo solo le polaroid...

Agata Iacono

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Sociologa e antropologa

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