Il problema è l'euro, non il MES

3940
Il problema è l'euro, non il MES



di Thomas Fazi
 

Tutto il dibattito sul MES è surreale. A voler dar retta ai due principali schieramenti - i proconsoli europei del PD da un lato e i sovran-confusi ed altreuropeisti di Lega-FdI dall'altro - il destino dell'Italia si giocherebbe intorno al MES: a seconda dei punti di vista, l'Italia sarebbe spacciata in caso di non approvazione (i primi) o di approvazione (i secondi) del trattato in questione.


Ora, sulla posizione del PD c'è poco da dire: da bravi proconsoli, si limitano a ripetere a pappagallo le direttive che arrivano da Bruxelles. Che altro dovrebbero fare? A volerla dire tutta, c'è anche un fondo di verità in quello che dicono: non è da escludere, infatti, che la mancata ratifica del MES possa creare turbolenze sui mercati finanziari.


Più ipocrita, invece, la posizione dei sovran-confusi della Lega e affini: se da un lato, infatti, è indubbio che l'approvazione del MES peggiorerebbe la situazione dell'Italia (aumentando il rischio di una ristrutturazione forzata del debito), è però altrettanto indubbio che la situazione dell'Italia rimarrebbe assolutamente critica anche se la riforma del MES venisse cestinata domani (cosa che comunque non accadrà).


Ciò che Lega e FdI non dicono, infatti, è che in caso di rischio di insolvenza sul debito pubblico - un'eventualità a sua volta resa possibile unicamente dall'assenza di un'esplicita e incondizionata garanzia del debito da parte della BCE - già oggi l'Italia sarebbe costretta a chiedere alla BCE l'attivazione di un cosiddetto programma OMT (Outright Monetary Transactions), che già oggi richiederebbe l'accettazione, da parte dell'Italia, di un programma di aggiustamento dei conti pubblici all'interno della cornice... del MES. Insomma, riforma o non riforma del MES, in caso di crisi l'Italia verrebbe comunque commissariata.


Cosa ci fa capire questo? Che il problema non è la riforma del MES ma l'architettura stessa dell'eurozona. E che, dunque, chi vorrebbe farci credere che il destino dell'Italia dipende dall'approvazione o meno della riforma sta continuando a prendere per i fondelli gli italiani.


Più in generale, la riforma del MES rappresenta la normale evoluzione dell'architettura dell'eurozona: pensare che l'Italia possa tirarsene fuori od ottenere chissà quali modifiche è semplicemente ridicolo. Questa è la direzione in cui va l'eurozona, l'unica direzione possibile: sarebbe anche il momento che l'Italia decidesse, una volta per tutte, cosa fare da grande, se stare dentro o fuori.


L'ultima cosa di cui ha bisogno questo martoriato paese sono dei sedicenti sovranisti che continuano a raccontare al carcerato che il problema è la grandezza delle finestre della sua cella, e non il fatto stesso di trovarsi in una cella senza motivo.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz di Fabrizio Verde Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

La strategia del pitone di Donald Trump di Giuseppe Masala La strategia del pitone di Donald Trump

La strategia del pitone di Donald Trump

Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West di Raffaella Milandri Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West

Dark Winds, il noir Navajo che ribalta lo sguardo sul West

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles di Marco Bonsanto Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles

Gran Teatro delle Ombre di Bruxelles

Liquidazione del nazista Kapustin di Marinella Mondaini Liquidazione del nazista Kapustin

Liquidazione del nazista Kapustin

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale di Giuseppe Giannini Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Trump, la fine del diritto e la nuova egemonia occidentale

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Democrazia statunitense e come dovrebbe essere di Michele Blanco Democrazia statunitense e come dovrebbe essere

Democrazia statunitense e come dovrebbe essere

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti