L'UE abbandona il piano di eliminare i veicoli benzina e diesel prevista per il 2035
In una significativa revisione della propria politica climatica per il settore dei trasporti, l'Unione Europea sarebbe sul punto di abbandonare l'obiettivo di una eliminazione totale dei motori a combustione interna entro il 2035. La notizia, anticipata dal parlamentare europeo Manfred Weber, leader del Partito Popolare Europeo (PPE), indica un'importante correzione di rotta rispetto ai piani precedentemente annunciati.
Secondo quanto riferito al quotidiano tedesco Bild, Bruxelles si appresta a formalizzare la decisione già nella prossima settimana. Il piano originario, concordato nel 2023, prevedeva una riduzione del 100% delle emissioni di CO2 per auto e furgoni nuovi entro il 2035, imponendo de facto il passaggio alla sola mobilità a zero emissioni. La nuova proposta modificherebbe tale soglia a una riduzione del 90%.
"Dal 2035, una riduzione del 90% delle emissioni di CO? sarà ora obbligatoria per gli obiettivi delle flotte delle case automobilistiche", ha dichiarato Weber, confermando una sostanziale diluizione del regolamento.
Le Pressioni dell'Industria e il Contesto Economico
La normativa stringente, adottata formalmente nel marzo dello scorso anno, aveva da tempo incontrato la ferma opposizione dei principali costruttori automobilistici continentali, tra cui i tedeschi Mercedes-Benz e BMW. Le critiche si sono intensificate di fronte a un contesto economico sempre più difficile per il settore.
Un mese fa, come riportato dall'agenzia Reuters, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha scritto una lettera ufficiale alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, sollecitando maggiore flessibilità. Merz ha sottolineato come "gran parte dell'industria automobilistica in Europa, compresa la Germania... si trovi in una situazione economica estremamente difficile", aggiungendo la necessità di "correggere il più rapidamente possibile le condizioni quadro in Europa affinché questo settore abbia un futuro".
I dati delle consegne del 2024 sembrano confermare le preoccupazioni: colossi come Volkswagen, BMW e Mercedes-Benz hanno registrato cali significativi, trainati dal crollo della domanda nei mercati asiatici e dall'aggressiva concorrenza dei produttori locali di veicoli elettrici.
Il Peso delle Crisi Energetiche e Commerciali
Alla complessa congiuntura industriale si sommano ulteriori fattori di pressione. Le case automobilistiche europee devono affrontare non solo normative climatiche stringenti, ma anche l'aumento dei dazi statunitensi e, soprattutto, i persistenti effetti della crisi energetica.
A seguito dell'escalation del conflitto in Ucraina nel febbraio 2022, l'UE ha infatti drasticamente ridotto le importazioni di petrolio e gas dalla Russia, rivolgendosi a fornitori alternativi a costi notevolmente più elevati. Questo shock sui prezzi dell'energia ha gravato pesantemente sulla competitività dell'industria manifatturiera europea, incluso il comparto auto.
La prevista revisione al ribasso degli obiettivi di CO? rappresenta dunque il riconoscimento, da parte delle istituzioni comunitarie, di una serie di sfide geopolitiche ed economiche intervenute dopo l'approvazione della norma originale. Segna un tentativo di bilanciare gli ambiziosi traguardi del Green Deal con le esigenze di sopravvivenza competitiva di un settore industriale cardine per il continente.

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