Il (vero) partito della guerra

5304
Il (vero) partito della guerra


di Paolo Desogus*

La posizione dell'UE sulla guerra in Ucraina ribadisce un dato su cui non credo che ci possano essere più dubbi è cioè la trasformazione della Commissione nel partito della guerra. Dal suo secondo incarico Ursula Von Der Leyen ha concentrato tutta la sua attenzione sul conflitto in Ucraina e sull'esigenza di un riarmo per non si sa quali obiettivi. Il paradosso è che tale impulso non ha prodotto alcun vero progetto. Diremmo, anzi, tutto il contrario. La stessa idea di un esercito comune europeo è ostacolata degli stessi provvedimenti della Commissione, la quale sostiene il riarmo nazionale, cioè dei singoli stati senza dare vere indicazioni per un coordinamento o, come era stato proposto, un indirizzo per rafforzare al livello nazionale singoli settori da integrare in seno all'Europa.
 
L'UE alza i toni bellicosi, grida al pericolo russo e tutto quello che produce sono politiche neonazionaliste tra le quali spicca il progetto di ricostituzione della leva militare lanciato da Macron per la Francia, subito seguito da Crosetto in Italia. L'idea di tornare alla naia è in realtà un vecchio pallino delle destre continentali. Ma se prima era adombrato per ragioni che diremmo nostalgiche per quel vecchio ordine morale che sapeva impartire l'esperienza militare, il ritorno alla leva si inserisce in un quadro politico che sta gradualmente prendendo forma e che riguarda la ridefinizione della funzione dello stato.
 
A dispetto di quello che hanno affermato i cantori della fine della storia, lo stato nazionale non ha mai cessato di esistere. In Europa è stato semmai ridimensionato, in parte smantellato e soprattutto depurato degli elementi democratici e di socialismo che dopo la Seconda guerra mondiale erano divenuti parte della stessa idea di stato.
 
Dopo trent'anni di globalizzazione e di smantellamento, socialismo e socialdemocrazia non rientrano più nel perimetro di possibilità storiche dell'azione dei governi europei. Questo risultato è stato ottenuto in parte anche sul piano formale: l'equiparazione di nazismo e comunismo votata dall'UE serve a quello.
 
Oggi, dunque i partiti che professano ancora un legame con il socialismo o il comunismo sono infatti stati resi marginali e qualora anche dovessero avvicinarsi alla stanza dei bottoni del governo, anche solo nelle vesti di partiti moderati, verrebbero allontanati, come accaduto in Francia recentemente.
Il riarmo sta riabilitando lo stato nazionale in una cornice molto particolare, quella in cui l'UE conserva il suo ruolo di garante dell'ideologia neoliberale nella sua attuale declinazione radicalmente antisocialista, guerrafondaia e filoatlantica. Tale ritorno sta dunque maturando da destra, senza gli anticorpi delle forza laburiste, socialiste e comuniste del secondo dopoguerra. Certo è un equilibrio precario. L'equilibrio tra stato e sovrastato può cedere da un momento all'altro. Vedremo, non escludo comunque anche un ritorno al nazionalismo e un incremento del razzismo, per la verità già molto forte nella forma del razzismo antiarabo. In Europa il genocidio a Gaza ha di fatto ridato respiro all'ideologia secondo cui ci sono esseri umani di serie A e di serie B.

*Post Facebook del 28 novembre 2025

Paolo Desogus

Paolo Desogus

Professore associato di letteratura italiana contemporanea alla Sorbonne Université, autore di Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema per Quodlibet.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Il casus belli della Groenlandia di Loretta Napoleoni Il casus belli della Groenlandia

Il casus belli della Groenlandia

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz di Fabrizio Verde Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

L'economia Usa cola letteralmente a picco di Giuseppe Masala L'economia Usa cola letteralmente a picco

L'economia Usa cola letteralmente a picco

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

Che fine ha fatto la democrazia? di Giuseppe Giannini Che fine ha fatto la democrazia?

Che fine ha fatto la democrazia?

Dal commercio al check-in... una storia già vista di Antonio Di Siena Dal commercio al check-in... una storia già vista

Dal commercio al check-in... una storia già vista

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Trump un pericolo per il mondo intero di Michele Blanco Trump un pericolo per il mondo intero

Trump un pericolo per il mondo intero

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti