In Germania 5 euro al giorno in più per chi lavora in smartworking

896
In Germania 5 euro al giorno in più per chi lavora in smartworking

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 
 
In Germania in tante attività pubbliche e private verrà istituita l’indennità di 5 euro al giorno, un po’ più di 100 euro al mese, per chi lavora in smart working.
 
Questo riconoscimento è motivato con il fatto che chi lavora a casa mette a disposizione dell’azienda per cui opera il suo ambiente famigliare, le sue risorse, persino i tempi e l’organizzazione della vita della sua famiglia. È un riconoscimento dovuto, perché chiunque abbia sperimentato il lavoro a distanza sa quanto esso sia impegnativo e pervasivo e come in fondo occupi tutta la residenza e chi vi abita. Ed è anche un riconoscimento parziale, perché tutte le rilevazioni confermano che il lavoro a distanza abbia una produttività superiore a quello sul posto, produttività che viene oggi integralmente incamerata dalle aziende come profitti o come risparmi di personale.
 
Mentre in Germania si discute se 5 euro al giorno non siano pochi per remunerare il disagio del lavoratore e redistribuire i guadagni dello smart working, in Italia si è scatenata una nuova campagna per ridurre i salari. Naturalmente la campagna parte dai pubblici, che i liberisti confindustriali usano sempre a pretesto quando si preparano a colpire tutto il mondo del lavoro. Ma il concetto di fondo vale per tutti: lo smart working non è lavoro vero, come ha detto il sindaco di Milano Sala, con eco entusiaste nella vera destra e nella finta sinistra.
 
Questa mancanza di rispetto per chi lavora, accompagnata alla venerazione dell’imprenditore e del suo diritto al massimo profitto.
 
Questo disprezzo per il salario assieme al culto della ricchezza, che emerge subito violento quando si propone di tassarla. Questa ottusità sociale che accomuna i padroni, i principali schieramenti politici, gli economisti di palazzo e i mass media, è la carta d’identità del capitalismo italiano. Un sistema straccione e reazionario, che al momento buono rivela sempre la sua anima: quella del barone agrario. Anima che traspare anche tra le luci e i suoni delle nuove tecnologie, accompagnate da un profluvio di parole inglesizzanti che poi possono essere ricondotte ad un solo termine: sfruttamento.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti