La fine del merito con l'assoluta ereditarietà della ricchezza e del prestigio

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La fine del merito con l'assoluta ereditarietà della ricchezza e del prestigio

 

di Michele Blanco

In Italia si registra una delle più basse mobilità sociali tra i Paesi membri dell’OCSE: le condizioni economiche alla nascita influenzano in modo assoluto e significativamente le opportunità di ascesa sociale ed economiche delle persone.
 
Inoltre solo il 5% più ricco delle famiglie italiane detiene il 47,7% della ricchezza nazionale. In questo contesto il 63% della ricchezza dei miliardari italiani è frutto solo di eredità. Inoltre, la stragrande maggioranza della ricchezza nazionale (il 75%) è detenuta da individui over 50, di cui il 40% da pensionati (over 65).
 
La conclusione ri guarda la falsa narrazione meritocratica che distorce completamente il concetto di merito, ignorando il dato di fatto che l'origine della ricchezza dei sempre piu pochissimi ricchi proviene quasi esclusivamente da eredità ricevute, da posizioni di potere dovute alle condizioni sociali di provenienza e di nascita.
 
Una tendenza che si proietta anche nel prossimo futuro e condiziona le aspettative di una posizione sociale migliore per i figli, con una tendenza generale in peggioramento e con differenze in relazione al ceto di appartenenza.
 
 Tra gli appartenenti al ceto medio, solo il 32% (era il 35% nel 2022) pensa che i figli potranno migliorare la posizione rispetto alla famiglia di provenienza; il 52% (1 punto in meno) che la manterranno invariata; il 15% (3 punti in più) che scenderanno più in basso nella scala sociale.
 
Gli appartenenti al ceto soiale più debole temono, a ragione, un possibile peggioramento per il futuro dei figli.
Nel ceto popolare, cala drasticamente, di 10 punti, la percentuale di chi esprime aspettative di miglioramento per i figli, che passa dal 37% al 27%; e cala di 5 punti, passando dal 40% al 35%, anche la quota di chi pensa che potranno mantenere la stessa posizione. Ma il dato che più colpisce nel ceto popolare è l’aumento di 15 punti, dal 23% al 38%, di chi ritiene che i figli scenderanno più in basso rispetto alla posizione sociale della famiglia di origine. Ecco la vera e tristissima realtà italiana. 

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