La guerra al salario ha lasciato solo macerie

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La guerra al salario ha lasciato solo macerie

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di Pasquale Cicalese 

Quando il capitale non si valorizza, quando non incontra l'altra da sé che lo valorizza, che sono le varie classi sociali, il capitale si blocca, i canali si ostruiscono, lo sfogo di mercato viene meno.

Ecco il senso di ieri di Confcommercio sul dramma della diminuzione dei saldi. Chi può taglia, i salari sono quelli, e non hanno nessuna intenzione di aumentarli, tutti scaricano sullo "Stato", che da 50 anni non fa altro che politica di offerta.

La Germania l'aveva anticipata, l'Asia non può raccogliere tutto ed in ogni caso ha la sua produzione, anzi, se può, la scarica.

La miseria avanza e persino la Lagarde, accusando le imprese di alto profitto, invita ad aumentare i salari.

Il capitalismo delle bollette fa il resto, la guerra conta, la guerra al salario ha lasciato solo macerie. Viene la crisi, ma nessuno ha proposte innovative, chi può si rifugia nella carta, illudendosi che moltiplichi. I piccoli capitali vengono distrutti, le multinazionali diventano monopoli, e lo scenario ottocentesco fa da cornice. E' la guerra di tutti contro tutti, la barbarie è con noi.

Keynes e Beveridge inventarono lo stato sociale per questo, ma qui si mandano solo navi nel Pacifico. II Brics si allontanano. E' voluto, è segno di incapacità? Non so, ma so che è così.

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