L'asse storico dell'Ue si sfalda?

Più che alleati, Francia e Germania sembrano ad un passo dalla rottura

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Nella settimana si è prodotta una incrinatura forte nei rapporti tra Germania e Francia. Oggetto del contendere è stato un rapporto interno della direzione del partito socialista francese di domenica scorsa, che denunciava direttamente la Germania di indebolire l'Europa, di incentivare “l'intransigenza egoista” ed accusava direttamente Angela Merkel di pensare solo alla bilancia commerciale di Berlino ed alla sua vittoria elettorale di settembre. Questo documento ha, da un lato, spaccato il partito socialista francese: il primo ministro Jean-Marc Ayrault ha chiesto a Germania e Francia di avere un dialogo intensivo ed onesto, mentre il ministro delle finanze Pierre Moscovici ha sostenuto come uno scontro con Berlino è contro produttivo. 
D' altro lato, il documento ha generato un clima molto ostile in Germania. Nella sua edizione di martedì il quotidiano tedesco Handelsblatt scriveva senza mezzi termini che "La relazione amichevole con la Francia è finita". In un rapporto interno del ministero delle finanze tedesco, inoltre, si legge come Berlino consideri Parigi un caso problematico per il futuro dell'Unione Europea, in relazione alla gestione della propria economia: in particolare, l'eccessivo costo del lavoro, il secondo tasso lavorativo più basso d'Europa ed il più alto carico fiscale dell'Ue. Il leader del partito liberale FDP, Rainer Brüderle, ha presentato un rapporto dal titolo "Francia: il grande problema d'Europa" del suo gruppo all'interno della coalizione di governo di Angela Merkel ed ha utilizzato toni altrettanto critica di un mercato del lavoro di Francia e delle sue politiche sociali in un'analisi interna critica. In un'intervista con Bild di giovedì, il leader del Fdp nella coalizione del governo di Angela Merkel ha dichiarato come il governo socialista francese ha gestito male l'economia del paese in un modo tale che oggi Parigi non può più essere considerata un pari della Germania. 

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