Le bugie di Biden sul Donbass

Le bugie di Biden sul Donbass

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Dopo i colloqui degli scorsi giorni tra il presidente russo e il presidente statunitense, il Donbass è tornato al centro dell’attenzione mediatica.

La Russia ha richiesto la fine dello sconfinamento della NATO, simbolo del blocco occidentale in questa nuova guerra fredda. A seguire, non sono mancati affondi da parte degli Stati Uniti: “Se Putin invadrà l’Ucraina, se ne pentirà”, ha affermato pochi giorni dopo il presidente statunitense Biden, in una conferenza stampa, a un anno dall’insediamento alla Casa Bianca.

Affermazione con la quale, inevitabilmente, ha disconfermato quanto finora sostenuto, circa la presunta e già avvenuta, ma di fatto mai provata, invasione russa nel territorio del Donbass.

Bugie su bugie si susseguono, e in pochi hanno la memoria e la lucidità per intercettare le continue prove di incoerenza dei cosiddetti leader fidati.

A innsecare e mantenere vivi i conflitti vi sono dunque affermazioni in continua contraddizione con i principi elementari della logica, in grado di bypassare ogni esame critico, grazie alla martellante propaganda con cui anche la più imbarazzante menzogna viene rivestita con l’aurea della sacrosanta verità: dalle inesistenti armi di distruzione di massa in Iraq alla presunta invasione russa del Donbass.

“Ho dato ordine di inviare equipaggiamento militare per un valore di 600 milioni di dollari all’Ucraina”, ha chiosato lo stesso Biden.

Ebbene, è drammatico pensare al fatto che questi dollari mieteranno vittime in un conflitto in cui a morire, oltre alle persone, continuerà ad essere la verità.

 

Sara Reginella

Sara Reginella

Psicologa a indirizzo clinico e giuridico, psicoterapeuta, regista e autrice di reportage di guerra. I suoi lavori integrano l’interesse per le dinamiche psicologiche con l’attenzione per l’attualità e uno sguardo che mai dimentica le frange socialmente più vulnerabili.

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