/ Le pressioni degli USA sulla Germania per bloccare i fondi dell'I...

Le pressioni degli USA sulla Germania per bloccare i fondi dell'Iran

 

Gli Stati Uniti cercano di impedire al governo tedesco di consentire alle banche di trasferire 300 milioni di euro all'Iran.


Le autorità tedesche stanno prendendo in considerazione la richiesta dell'Iran di ritirare una parte dei loro fondi nel Europäische-Iranische Handelsbank (Eihbank) per compensare qualsiasi carenza di valuta estera, dopo l'entrata in vigore di nuove sanzioni degli Stati Uniti contro il settore finanziario iraniano. Lo riferisce il quotidiano tedesco 'Bild'.
 
Dopo la sua uscita unilaterale dall'accordo nucleare firmato con l'Iran nel 2015, gli Stati Uniti hanno recentemente annunciato nuove sanzioni anti-iraniane e pretendono che tutti i paesi smettano di comprare petrolio iraniano al più tardi fino a novembre prossimo. Inoltre, hanno anche minacciato le compagnie straniere che continuano a fare affari con Teheran includendole nella loro lista nera.
 
Il governo iraniano ha spiegato a Berlino di aver bisogno dei fondi in Eihbank per soddisfare le esigenze "dei cittadini iraniani che hanno bisogno di avere denaro per i loro viaggi all'estero, a causa della impossibilità di accedere alle principali carte di credito.
"
 
Diversi alti funzionari dell'amministrazione statunitense e alcuni membri del Congresso repubblicani stanno facendo pressioni su Berlino per bloccare i fondi iraniani.
 
"Stiamo incoraggiando il governo tedesco ai massimi livelli per intervenire e fermare questo trasferimento di denaro", ha dichiarato Richard Grenell, l'ambasciatore statunitense in Germania.
 
Germania e Stati Uniti attualmente vive relazioni tese, tra l'altro per il sostegno di Berlino e il resto dei firmatari dell'accordo nucleare con l'Iran a questo documento internazionale.
 
Fonte: BILD
Notizia del:
Notizia del:
 
Copyright L'Antiplomatico 2013 all rights reserved - Privacy Policy
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa