L'opportunità "formidabile" per l'UE

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L'opportunità "formidabile" per l'UE

 

di Alessandro Volpi*

 

Il problema e la soluzione? Gli Stati Uniti sono in una crisi profonda determinata, tra gli altri motivi, dall'enorme debito federale e dalla "guerra" dichiarata alla Cina.

I numeri dell'indebitamento sono impressionanti: dal 20 gennaio a metà aprile il debito Usa è passato dal 103% al 123%, con un deficit che è sostanzialmente raddoppiato al 6,3%. Questo significa che il Tesoro Usa deve trovare, nel corso del 2025, un collocamento per altri 2000 miliardi di dollari di debito e la copertura di 500 miliardi di interessi che si aggiungono ai 1000 miliardi che già paga ogni anno.

Si tratta di cifre enormi, difficili da reperire in presenza di un indebolimento della fiducia nel dollaro, che va ben oltre il mero recupero di competitività con la svalutazione, e di un vero e proprio conflitto con i grandi fondi del risparmio gestito.

C'è poi, come accennato, la guerra daziaria con la Cina, trasformata da Trump in scontro ideologico, a cui l'ex impero celeste ha fatto chiaramente capire che intende rispondere in modo duro.

In un simile quadro, l'Europa avrebbe un'opportunità formidabile, cercando accordi commerciali con la Cina, di natura realmente complessiva, in maniera tale da convincere le autorità di quel paese che il debito in euro può essere la destinazione dei formidabili attivi della banche pubbliche cinesi, stimati intorno ai 20 mila miliardi di dollari.

Nella stessa ottica sarebbe opportuno cercare di spostare dalle Borse americane i 300 miliardi di dollari delle società cinesi che sono ancora quotate in tali listini.

Questa grande mobilitazione di risorse in direzione dell'euro o di attività denominate in euro dovrebbe servire però non certo ad alimentare una bolla costruita sul riarmo, in cui peraltro la Cina continua ad essere rappresentata come un "alleato russo", o ad una "diversa" finanziarizzazione, ma ad avviare un grande programma di investimenti e di spesa pubblica volto ad abbattere le disuguaglianze, a favorire la transizione ambientale e a migliorare i consumi sociali.

In questo senso lo spostamento dell'asse economico e finanziario dagli Stati Uniti all'Europa, grazie alla scelta cinese dovrebbe avere il valore politico esplicito di superamento del modello costruito sulla ricerca del profitto come elemento pressoché esclusivo dell'esistenza individuale e collettiva. Soprattutto dovrebbe riportare in vita una dimensione pubblica di cui la Cina pare aver fatto propri, nel corso del tempo, molti tratti.

Per questo ci serve una nuova classe politica?

 

*Post Facebook del 13 aprile 2025

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