"L'uomo nuovo creato in Grecia dal regime della Troika". Panagiotis Grigoriou

Il "regime di totalitarismo di tipo obliquo" imposto ad Atene secondo Panagiotis Grigoriou

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"L'uomo nuovo creato in Grecia dal regime della Troika". Panagiotis Grigoriou



 
Nel suo intervento per la Conferenza "Un'Europa senza euro" tenutosi a Roma sabato 12 aprile e organizzato da A-simmetrie, l'antropologo greco Panagiotis Grigoriou descrive la situazione sociale drammatica in corso in Grecia utilizzando il paragone che si ha in tempo di guerra, dove esiste un prima e dopo guerra.
 
Nella Grecia di oggi la padronanza del tempo è stata distrutta, tanto che i cittadini non possono prenotare più un viaggio o un prepensionamento. Tutto quello che accade è stato già deciso altrove e Atene deve solo adempiere.



 
I dati sono drammatici e noti ricorda Panagiotis: il Pil ha perso un quarto del suo valore e, con il 30% di disoccupazione  -  65%  quella giovanile - si tratta di una vera e propria guerra: la troika dal maggio del 2010 per mezzo del "sistema politico per satelliti" ha concentrato il suo potere e occupato tutti gli aspetti della vita quotidiana del paese, anche quelli più futili. In Grecia si parla ormai di regime del Memorandum: partita come entità intangibile, la troika è riuscita a imporre un "programma di deterioramento che ha creato un modello antropologico d'attuazione di un uomo nuovo". Un uomo nato dalla modifica della vita quotidiana per il dimezzamento degli stipendi, se sono ancora pagati, i pignoramenti e sequestri  - la "spoliazione dei beni simile a quelli durante la guerra" - l'abolizione dei contratti di lavoro collettivi e, infine, un sistema sanitario al collasso. Tutto questo è avvenuto simultaneamente e i rapporti umani sono divenuti antropofagici.
 
In Grecia, prosegue Panagiotis, si ha una "nuova socializzazione causata dalla crisi", un nuovo modo di sopravvivere che è come una sconfitta, come ad esempio un ritorno a riscaldare la casa con la legna. Una sconfitta per cui la gente muore. Il numero dei suicidi è, infatti, enorme: ogni persona conosce nel suo gruppo di amici o nucleo familiare allargato delle persone che hanno deciso di togliersi la vita per la mancanza di visione del futuro. "Non sono solo numeri, cifre ma barriere endemiche di una società". I rapporti tra vita e morte non sono più gli stessi dall'avvento della troika.
 
Ha senso una divisione tra destra e sinistra dopo un tale shock della società?, chiede Panagiotis. Il regime oggi in Grecia è chiaramente contro-costituzionale: la Costituzione non viene più considerata. Con due articoli, il Memorandum ha distrutto centinaia di pagine di legislazioni frutto di lotte sindacali e diritti sociali acquisiti. Il problema è che se i cittadini si occupano della loro sopravvivenza non sono interessati a questi cambiamenti politici e si consolida la "Vassalizzazione del paese"  e la parte visibile dell'iceberg è la Germania.

L'antropologo compie poi un bel parallelo della situazione attuale della Grecia con la "Colonizzazione degli Stati Uniti d'America", dove gli europei non hanno trovato un ambiente selvaggio, ne hanno creato uno". Ma il problema non è solo economico e non è solo in Grecia – Pangiotis dichiara di vedere a Roma quello che vedeva a Atene nel 2009 - dove è stato introdotto un "regime di totalitarismo di tipo obliquo": si tratta di una novità che sta nascendo in Europa sotto impulso delle elite che stabiliscono un totalitarismo (neo Europa), un nuovo mondo frutto di un caos organizzato e una nuova visione del futuro sulla padronanza: "può durare anni, decenni ma in ogni caso credo sia difficile capire cosa accadrà".

Come cambiare lo stato attuale delle cose?, si domanda a conclusione del suo intervento. Devono cambiare le coscienze soprattutto nei paesi centrali dell'Ue - Francia, Germania e Italia – gli unici a poter imprimere un cambiamento. La visita blindata di Angela Merkel a Atene, come ogni volta che una personalità tedesca arriva in Grecia, dimostra come le relazioni tra i due paesi sono evoluti in qualcosa di diverso. Si tratta di una fase successiva della storia europea.

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