Maduro a Lula: "Il Venezuela vuole far parte dei BRICS"

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Dopo otto anni di rottura diplomatica tra Venezuela e Brasile, la visita ufficiale del presidente bolivariano Nicolás Maduro al gigante sudamericano segnerà la storia. In questa occasione Maduro ha infatti avanzato la possibilità che il Venezuela entri a far parte del gruppo BRICS. 

"Se ci chiedono: aspirate a essere accettati dai BRICS? Il Venezuela risponde di sì, vorremmo far parte dei BRICS”, ha affermato Maduro in quel di Brasilia. 

In considerazione dell'importante ruolo dei BRICS nella geopolitica globale, il presidente Maduro ha espresso la volontà di "far parte di questa piattaforma internazionale, in modo che il Venezuela possa accompagnare la costruzione di questa nuova architettura, del nuovo mondo che sta nascendo”. 

Il desiderio di Maduro ha trovato il favore di Lula, con il Venezuela che potrebbe unirsi al gruppo BRICS il prossimo 1 di agosto in occasione del Vertice ufficiale che si terrà in Sudafrica. Lula ha ricordato che il gruppo di Paesi BRICS, composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, “sta lavorando alla creazione di una nuova forma di moneta per superare il dollaro statunitense e da utilizzare per il commercio tra i popoli".

Venezuela e Brasile: una visione comune

Una delle questioni affrontate durante l'incontro di lunedì è stata la sicurezza delle frontiere negli oltre 2.000 chilometri di territorio condiviso. Entrambi i presidenti hanno concordato che il coordinamento tra le forze di sicurezza e le Forze Armate inizierà immediatamente per riprendere la cooperazione in questo settore, garantendo così la lotta al narcotraffico al confine.

Maduro ha ribadito che con questo riavvicinamento sta emergendo nuovamente un mondo multipolare, con una visione strategica politica, economica, sociale e militare. "Questo mondo che si sta proponendo richiede un Sudamerica unito; ed è per questo che il Venezuela non permetterà che si imponga un'ideologia intollerante, estremista ed escludente".

Lula ha anche colto l'occasione per informare che le aziende brasiliane che hanno investito in Venezuela anni fa vogliono tornare. Con l'intenzione di rafforzare gli accordi commerciali nel quadro di sane relazioni finanziarie.

Infine, si prevede che martedì 30 maggio, durante l'incontro tra i presidenti sudamericani, si affronteranno vari temi quali:

- La difesa dell’ambiente
- L’integrazione regionale
- Rafforzamento del Sud America come blocco economico

Incontro storico

Con questo vertice i presidenti del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, e del Venezuela, Nicolás Maduro, hanno rilanciato le relazioni bilaterali con l'obiettivo di aprire un nuovo percorso di cooperazione che permetta loro di riprendere l'alleanza strategica che i due Paesi hanno avuto nel primo decennio degli anni 2000 e che è stata significativamente intaccata dal 2016 dopo l'impeachment dell'ex presidente Dilma Rousseff da parte del Parlamento brasiliano.

"Il mio incontro con il presidente Lula è un evento storico, trascendentale e una vittoria per la dignità dei nostri popoli. Il salvataggio e il rilancio dell'unione tra Brasile e Venezuela è la strada giusta che ci porterà verso lo sviluppo e l'integrazione della Grande Patria", ha dichiarato Maduro.

Il leader venezuelano, che ha affermato che il Venezuela è aperto agli investitori brasiliani, ha aggiunto che il rilancio delle relazioni apre un "nuovo percorso" per la "costruzione di una nuova mappa" del lavoro che riguarda l'economia, il commercio, l'alimentazione, l'agricoltura, tra gli altri settori fondamentali, attraverso un "dialogo franco, diretto e permanente" tra i due governi, così come con il resto dei Paesi del Sud America.

Nella conferenza stampa congiunta, Lula ha sottolineato che in questa nuova fase delle relazioni con il Venezuela, il suo interesse non è solo quello di migliorare gli accordi commerciali ed economici tra i due Paesi, ma anche di approfondire gli scambi umani, sociali e culturali per il benessere e la convivenza di entrambi i popoli e, soprattutto, di ricostruire l'integrazione attraverso la concertazione e il dialogo politico, danneggiato dai governi di destra radicale che miravano a dividere la regione.

Il presidente brasiliano si è rammaricato che le comunicazioni tra Caracas e Brasilia siano state rovinate dai governi di destra che lo hanno preceduto dopo l'impeachment della Rousseff e, a questo proposito, ha espresso la volontà di "rinnovare" tutti i legami, sia a livello politico che sociale ed economico, per lasciarsi alle spalle situazioni gravi che hanno portato a una battuta d'arresto nei progressi bilaterali, regionali e globali, in aree strategiche in cui erano avanzati con successo.

L'incontro tra Lula e Maduro, tenutosi al Palazzo del Planalto, sede dell'esecutivo brasiliano a Brasilia, la capitale del Brasile, è storico perché è il primo incontro tra i due leader come capi di Stato e pone fine a otto anni di relazioni interrotte che hanno raggiunto anche momenti di grande tensione e chiusura delle frontiere.

La Presidenza venezuelana ha spiegato che con questo incontro i due leader cercano di consolidare i legami di "cooperazione e fratellanza" che hanno storicamente avuto come Paesi vicini e che ora, oltre alle questioni di interesse comune, cercano di rinnovare le strategie e i meccanismi di integrazione che la regione aveva nei primi due decenni degli anni Duemila, danneggiati dall'arrivo dei governi di destra in Sudamerica.

Lula e Maduro mirano inoltre a far sì che questa nuova fase delle relazioni raggiunga un punto ottimale sperimentato da entrambi i Paesi durante il primo decennio degli anni Duemila, quando l'allora presidente venezuelano Hugo Chávez riuscì a stringere una forte alleanza con il suo omologo brasiliano che proteggeva entrambi i Paesi sia economicamente che politicamente, rendendoli un punto di riferimento per l'integrazione regionale.

Queste strette relazioni tra Lula e Chávez hanno consolidato importanti accordi in settori fondamentali come il petrolio, l'alimentazione, il commercio, l'industria, la sicurezza e la cooperazione regionale, al punto che sono diventati i fondatori dell'Unione Sudamericana delle Nazioni (Unasur) e i precursori della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (Celac).

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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