No Muos ai sindacati di base: l'11 ottobre mettere in risalto la questione militare

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Riceviamo e pubblichiamo

l Movimento NO MUOS nella sua ultima assemblea del 7 agosto ha deciso di prendere parte alle iniziative territoriali che verranno organizzate nel corso dello sciopero generale del prossimo 11 ottobre.  

La lettura della piattaforma dello sciopero mette tuttavia in evidenza una vistosa lacuna: vi manca infatti un punto dedicato alla questione militare: spese per armamenti e forze armate, fabbriche e commercio di armi, missioni militari e guerre, militarizzazione dei territori, intromissione degli interessi della macchina bellica sia italiana che NATO e americana nella società, a partire dal mondo dell’università e della ricerca; crescente presenza dell’elemento militare nella vita sociale del paese.

Che non si tratti di questioni secondarie, è, a parere nostro, evidente. Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza il ministero della Difesa ribadisce il ruolo delle Forze Armate quale contributo e stimolo essenziale alla crescita del “sistema Paese”. Le Forze Armate saranno fra le principali beneficiarie dei fondi del PNRR, sia attraverso l’innovazione digitale, sia attraverso la transizione ecologica; le risorse economiche che vengono destinate al settore bellico hanno come conseguenza l’abbassamento della qualità della vita. Le ripercussioni negative sul piano economico (si pensi al drenaggio di risorse pubbliche verso percorsi di sfruttamento e di morte) sono tantissime, e la classe lavoratrice, come pure tutto il vasto mondo del precariato, dei non garantiti, dei pensionati, ne subiscono direttamente le conseguenze. Altrettanto pesanti sono quelle sul piano politico e culturale, sapendo tutti noi come le strategie di conquista di spazi fisici (i territori ricchi di risorse di Africa, Medio oriente, ecc.) marcino di pari passo con un’aggressività sul piano militare, magari camuffata da “missione umanitaria”; e come, per far digerire tutto ciò alla popolazione, si alimentino narrazioni false e si inoculi una cultura militarista fin dalle scuole di primo grado, oltre che attraverso i mass media.

Nel nostro paese interi territori, specie nel Sud e nelle isole, subiscono il ricatto occupazionale che impone produzioni di morte o nocive; altri territori sono stati condannati ad ospitare, piuttosto che realtà produttive utili, pulite, necessarie al decollo sociale delle aree interessate, imponenti impianti militari che attorno a loro creano il vuoto economico e sociale.

Nel cuore del Mediterraneo, ad esempio, la Sicilia subisce l’imposizione di fungere da portaerei naturale super armata da dove gli USA e la NATO pianificano, organizzano e gestiscono le loro guerre nel Pianeta e in particolare nell’area che va dall’Afghanistan all’Oceano Atlantico, dall’Africa Sub Sahariana all’Est Europa. Negli stessi spazi si conduce la sporca guerra ai migranti, che provoca vittime, condizioni disumane di detenzione/trattenimento, clandestinità e conseguente sfruttamento di milioni di esseri umani.

Questi motivi, che tutti voi conoscete a fondo, ci inducono a rivolgervi questa “lettera aperta” il cui scopo è quello di indurvi a porre in risalto, per l’11 ottobre e per il futuro - la questione militare con tutte le sue implicazioni, essendo essa inscindibile da tutti i punti che il sindacalismo di base porta avanti quotidianamente nei luoghi di lavoro.

La guerra è tornata ad essere centrale nelle politiche estere (e quindi anche interne) degli Stati; essa spiana la strada alle disavventure economiche delle multinazionali e del capitalismo rampante, alimenta le diseguaglianze, fomenta gli odi e i fondamentalismi, e, oltre a creare morte e distruzione, impoverisce l’umanità intera. Opporvisi è una necessità; farlo senza settorializzare e ghettizzare la problematica e i movimenti che se ne fanno portavoci, è altrettanto necessario.

Una piattaforma di rivendicazioni generali che includa anche un taglio drastico alle spese militari per reperire risorse per le spese sociali; la chiusura e riconversione delle industrie belliche; la fine del commercio di armamenti; la smilitarizzazione dei territori; la cancellazione della guerra dalla storia, sarà senz’altro una piattaforma più completa e inclusiva.

Vi ringraziamo per l’attenzione.

Movimento NO MUOS

13-09-2021

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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