Onu: 19 milioni di yemeniti soffrono la fame. Usa e Gran Bretagna inviano armi e istruttori militari

Onu: 19 milioni di yemeniti soffrono la fame. Usa e Gran Bretagna inviano armi e istruttori militari

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

 

 

Chiediamo scusa ai lettori. Abbiamo più volte scritto che la guerra condotta dall’Arabia Saudita contro lo Yemen con il supporto di armi dell’Occidente, Usa e Gran Bretagna in testa, non interessa mediaticamente e politicamente. Non è così, è tutto mirato, c’è tutto l’interesse, dal 2015, quando la monarchia saudita avviò questa aggressione, con Barack Obama Presidente Usa, per provocare un genocidio, con bombardamenti, blocchi navali, furto di risorse, in particolare petrolio, per cancellare ogni traccia del popolo yemenita e appropriarsi delle sue risorse.

Il popolo yemenita ha resistito eroicamente in questi anni nonostante le terribili sofferenze. Ma mentre l’attenzione dell’opinione pubblica è stata dirottata sulla guerra in Ucraina, l’Onu ha lanciato un allarme che fa rabbrividire.

Secondo l'ultimo rapporto delle Nazioni Unite, 19 milioni di yemeniti stanno attualmente affrontando una carestia alimentare, il numero più alto dall'inizio dell'invasione della coalizione a guida saudita.

L'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha commentato: "Più di 19 milioni di persone stanno soffrendo la fame, di cui oltre 160.000 sull'orlo della carestia... I tagli ai fondi stanno ostacolando la nostra capacità di aiutare le persone bisognose".

L'ufficio ha aggiunto che il Programma alimentare mondiale (WFP) ha ridotto le razioni di cibo per otto milioni di persone nel dicembre dello scorso anno a causa della mancanza di fondi, introducendo un altro giro di tagli il mese scorso.

Si stima che cinque milioni di persone ricevano meno della metà del loro fabbisogno alimentare giornaliero, con otto milioni che ricevono meno di un terzo del loro fabbisogno giornaliero.

Nella relazione si evidenzia, inoltre, che otto milioni di donne e bambini hanno bisogno di aiuto nutrizionale, con oltre 500.000 bambini gravemente malnutriti.

I resoconti dei media suggeriscono che potenzialmente ulteriori tagli ai finanziamenti inizieranno il 1° luglio.

Il rapporto delle Nazioni Unite arriva pochi giorni dopo che una petroliera degli Emirati Arabi Uniti è partita dal porto di Radhum, nella provincia meridionale di Shabwa, nello Yemen, il 26 giugno, dopo aver rubato più di 400.000 barili di petrolio greggio dalla regione ricca di questo prezioso idrocarburo.

Un funzionario yemenita, all'agenzia di stampa yemenita Saba aveva riferito che il costo stimato del carico rubato era di 43,640 milioni di dollari, secondo i prezzi del petrolio alla borsa internazionale.

Una cifra enorme, importante che avrebbe potuto salvare milioni di yemeniti acquistando cibo e medicine.

La Mossa “umanitaria” di Usa e Gran Bretagna

Mentre la popolazione yemenita è allo stremo, ecco che arrivano Usa e Gran Bretagna ad infierire ancora di più su quello che già prima della guerra era il paese più povero del mondo arabo.

Non bastassero i miliardi di dollari e sterline in armi fornite alla Casa di La Saud che, come ha denunciato all’agenzia Saba, Al-Qatabi Ali Husein al-Farayi, il governatore della provincia di Al-Mahra, situata nello Yemen orientale, grandi carichi di armi a bordo di navi militari sono sbarcati nel porto di Nishtun e addestratori militari britannici e americani sono di stanza all’Aeroporto internazionale di Qaydah.

Avvertendo dei pericolosi complotti della coalizione di occupazione saudita-emiratina contro Al-Mahra e il suo popolo, ha indicato che gli aggressori e le loro milizie alleati stanno cercando di far precipitare la provincia nel caos e nella totale confusione, perché i locali si oppongono alla presenza delle forze straniere.

"La coalizione di aggressione a guida saudita è coinvolta nel contrabbando e nel commercio di stupefacenti nell'area per perpetuare l'insicurezza, portare avanti i loro piani diabolici e dissuadere la popolazione locale dall'affrontare gli invasori”, ha avvertito il governatore.

Non c’è contraddizione rispetto a quello che succede in Ucraina. Per salvaguardare i loro interessi, soprattutto Usa e Gran Bretagna, sono pronte, con motivazioni di facciata diverse a sacrificare fino all’ultimo ucraino o yemenita di turno prolungando guerre e caos.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

Il golpe economico del 1992 e i suoi autori di Giorgio Cremaschi Il golpe economico del 1992 e i suoi autori

Il golpe economico del 1992 e i suoi autori

Gianni Riotta e il fondo del water del giornalismo di Francesco Santoianni Gianni Riotta e il fondo del water del giornalismo

Gianni Riotta e il fondo del water del giornalismo

Cara Meloni, i veri patrioti non strisciano di Savino Balzano Cara Meloni, i veri patrioti non strisciano

Cara Meloni, i veri patrioti non strisciano

Sulla Denazificazione dell'Ucraina di Daniele Lanza Sulla Denazificazione dell'Ucraina

Sulla Denazificazione dell'Ucraina

Gli aiuti non sono per il popolo ucraino di Alberto Fazolo Gli aiuti non sono per il popolo ucraino

Gli aiuti non sono per il popolo ucraino

Draghi o non Draghi, resta la gabbia dell'eurozona di Thomas Fazi Draghi o non Draghi, resta la gabbia dell'eurozona

Draghi o non Draghi, resta la gabbia dell'eurozona

Recensione alla seconda edizione del libro Piano Contro Mercato di Pasquale Cicalese Recensione alla seconda edizione del libro Piano Contro Mercato

Recensione alla seconda edizione del libro Piano Contro Mercato

La nuova psicologia del Totalitarismo di Damiano Mazzotti La nuova psicologia del Totalitarismo

La nuova psicologia del Totalitarismo

In Germania siamo già al "razionamento dell'acqua calda"... di Antonio Di Siena In Germania siamo già al "razionamento dell'acqua calda"...

In Germania siamo già al "razionamento dell'acqua calda"...

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti