Perché Israele attacca la Siria e si impadronisce di una zona di confine che non controllava da 50 anni?

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Con la caduta dell’ormai ex Presidente siriano Bashar al Assad e la sua partenza, l’occupazione israeliana ha bombardato decine di obiettivi in Siria, come la stessa capitale siriana, Damasco. Inoltre, per la prima volta dopo 50 anni, Teal Aviv ha preso il controllo di un’area di confine con il paese arabo.

A questi raid, il gruppo mediatico israeliano Kann ha dato una spiegazione.

In pratica, oltre ad avere distrutto i sistemi antiaerei, le officine di produzione e i depositi di missili balistici, come elencato in un video, Tel Aviv sta cercando di assicurarsi “la futura libertà d’azione nel cielo siriano".

L’agenzia Reuters ha confermato che ci sono stati attacchi contro gli edifici della dogana e dell'intelligence militare situati in un complesso di sicurezza della capitale siriana. Inoltre, secondo l'agenzia, Tel Aviv ha bombardato un centro di ricerca a Damasco, sospettato che fosse utilizzato dall'Iran per sviluppare missili guidati.

Il The Times of Israel aggiunge che sono stati presi di mira, tra l'altro, la base aerea di Mezzeh, vicino a Damasco, depositi di munizioni e armi nella base aerea di Khalkhala a Suwayda, nel sud della Siria; così come diversi siti nel Governatorato di Daraa.

Sui social sono state pubblicate le immagini degli attacchi, in cui si vedono nubi di fumo denso.

Incursione senza precedenti dal 1973

Ieri mattina, oltre ad infierire contro presunti obiettivi militari, l’occupazione israeliana ha approfittato della situazione caotica per schierare delle sue forze nella zona cuscinetto siriana per "garantire la sicurezza degli insediamenti delle alture del Golan e dei cittadini israeliani", assicurandosi che "non interferiscano negli eventi che si verificano in Siria".

"L'IDF continuerà a operare finché necessario per mantenere la zona cuscinetto e proteggere lo Stato di Israele e i suoi cittadini", si legge in nota.

Le forze israeliane sono entrate nell'area di Quneitra e hanno lanciato colpi di artiglieria per "impedire ad elementi ostili di avvicinarsi al confine", ha riferito il canale israeliano N12. Il media saudita Al Hadath ha spiegato, a sua volta, che le forze israeliane hanno preso la postazione militare siriana sul Monte Hermon.

Due funzionari del governo israeliano hanno confermato  al New York Times, a condizione di anonimato, che le forze israeliane sono entrate nel territorio siriano oltre la zona smilitarizzata per la prima volta dalla guerra arabo-israeliana del 1973. 

L'accordo "è crollato"

Non ha nascosto il suo entusiasmo per la destituzione di Assad il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu definendola un "giorno storico" per il Medio Oriente, in quanto "crea nuove possibilità molto importanti per la nazione di Israele", anche se ha messo in guardia dai rischi derivanti dall’attuale vuoto di potere.

Il capo del governo israeliano si è anche preso il merito di aver innescato una serie di eventi che hanno portato al cambio di potere in Siria. "Questo è il risultato diretto dei colpi che abbiamo inferto all'Iran e [al movimento libanese] Hezbollah, i principali sostenitori di Assad", ha spiegato, riferendosi alle operazioni di guerra contro il Libano e agli attacchi aerei contro l'Iran.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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