Quando faremo i conti con il Codice Rocco e le legislazioni emergenziali?

Foto SiCobas

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Quando faremo i conti con il Codice Rocco e le legislazioni emergenziali?

 

di Federico Giusti

Codice Rocco, Legge Reale e Legge Cossiga, perchè su di loro è calato un lungo silenzio?
 
Forse dovremmo fare finalmente i conti con il Testo unico di pubblica sicurezza  firmato nel 1931 da Vittorio Emanuele II, Rocco e Mussolini.
 
Il codice Rocco è rimasto al suo posto anche in epoca Repubblicana e nell'Italia antifascista, se ne parla ben poco come del resto delle Leggi Reale e Cossiga che proprio dal Codice Rocco prendevano spunto per iniziare la stagione delle legislazioni emergenziali. 
 
E vorremmo anche ricordare agli alfieri della Costituzione che proprio il suo codice indica il preavviso della manifestazione tre giorni prima e in caso contrario i manifestanti incorrono in un verbale di contravvenzione . 
 
 Le dichiarazioni in Parlamento di Piantedosi sono invece propedeutiche, indicano il viatico della maggioranza di centro destra che  davanti alla scelta se privilegiare i dettami della Costituzione o  il codice di sicurezza emanato in epoca fascista non sembrano nutrire dubbi di sorta. 
 
Anche altri governi non sono stati teneri con i manifestanti, dal centro sinistra sono arrivati gli odiosi Pacchetti sicurezza, una gara incredibile tra chi si proponeva più securitario agli occhi della popolazione, tuttavia questa ossessione per il preavviso è forse un fatto nuovo che fa presagire futuri interventi legislativi in una logica securitaria e repressiva.
 
L'intervento del ministro degli interni in Parlamento giustifica l'operato della polizia, smentisce la premeditazione e la direttiva politica per reprimere i manifestanti di Pisa e Firenze ossia studenti delle medie inferiori manganellati senza pietas. 
 
Piantedosi è lo stesso del decreto contro il rave o dei provvedimenti emanati contro i cosiddetti eco vandali , una formula assai discutibile e tesa a sminuirne la denuncia ecologista.
 
La polizia – precisa il ministro – non segue indicazioni del livello politico.
 
Ma per giorni, anzi per settimane, sono arrivate proprio dalla politica segnali inequivocabili, chi invocava il divieto di manifestare contro il genocidio del popolo palestinese, chi scambiava, e non solo per mera ignoranza delle norme, il preavviso con  l'autorizzazione, chi se la prendeva con gli studenti di sinistra di atteggiamenti prevaricatori e anti democratici.
 
Mentre esponenti della destra facevano a gara a ergersi amici delle forze dell'ordine il Presidente del Consiglio ha atteso le parole di Mattarella prima di prendere posizione, ovviamente a  favore delle forze dell'ordine invocando il sostegno delle istituzioni alla polizia come se dalla Presidenza della Repubblica fosse arrivato un invito alla insurrezione.  
 
E mentre partiva una inchiesta interna, e quella della Magistratura, sull'operato dei reparti celere nella piazza Pisana e fiorentina del 23 Febbraio, sono arrivate le prime notizie di stampa sulla identificazione di alcuni antagonisti al corteo, denunciati per vari reati e a conferma di quella lettura offerta dal centro destra ossia cortei pieni di infiltrati , avvezzi allo scontro fisico e onnipresenti per sobillare i giovani contro le forze dell'ordine.
 
E' arrivato il momento di prendere atto che proprio il codice di Epoca fascista rappresenta un problema insormontabile perchè permette a esecutivi securitari di agire secondo logiche atte a restringere le già fin troppo ristrette maglie della democrazia.
 
E anni di governi tecnici e di centro sinistra non hanno mai fatto i conti con il Codice Rocco come del resto con tutta la legislazione emergenziale.
 
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