Russia, Cina e futuro UE: vademecum sulle elezioni Usa

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Russia, Cina e futuro UE: vademecum sulle elezioni Usa

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di Giuseppe Masala

 

Problema strategico numero 1 degli Usa: come fermare l'ascesa dell'asse Mosca-Pechino che minaccia l'egemonia mondiale degli Usa perche integra la formidabile potenza miliare e l'inesauribile disponibilità di materie prime della Russia con l'enorme apparato industriale cinese?


Risposta: Spaccando l'asse Mosca-Pechino.


1. Se vincono i democratici di Biden riprende la strategia di Obama progettata da Zbigniew Brzezinski: Pressione militare moderata su Pechino per portare i cinesi a trattare (Pivot to Asia) e muovere guerra alla Russia fomentando sia una rivoluzione colorata interna o comunque destabilizzandola e facendo scoppiare guerre ai suoi confini (abbiamo già visto quella Ucraina e quella georgiana).


2. Se vincono i repubblicani di Trump si ribalta la strategia rispetto ai democratici così come progettato da Henry Kissinger: pressione militare moderata su Mosca per portare i russi a trattare e guerra con i cinesi sia a livello economico e finanziario sia con continue provocazioni militari nel Mar Cinese Meridionale e magari nel confine sino-indiano. Non vengono disdegnate neanche le destabilizzazioni interne come per esempio la rivoluzione colorata in corso ad Hong Kong.
 

Corollario Europeo al "Grande Gioco".


1. Se vincono i democratici di Biden si avranno buoni rapporti Usa-Ue e quindi con la Germania che ne è il Dominus perchè la Ue e la Nato servono per aggredire la Russia. La cosa sta benissimo alla Merkel che potrà coltivare i suoi ottimi rapporti con la Cina e in caso di vittoria sulla Russia allargherà la sua influenza fino a Mosca come dividendo della vittoria. Ah, il vecchio sogno di Guglielmo II e di Adolf Hitler che torna con la Merkel realizzato usando gli Usa come testa d'ariete!


2. Se vincono i repubblicani di Trump la Ue non serve a nulla visto che gli Usa puntano su un accordo con la Russia e dall'altro lato è addirittura un'entità nemica esistendo ormai in maniera palese un'asse Berlino-Pechino (basta vedere l'interscambio commerciale tra Germania e Cina). Sotto questo aspetto è evidentissima e già in corso la spaccatura tra il paese egemone dell'Europa e gli Usa.


Un ultimo appunto. Chi spera in un ritorno dei ruggenti anni '90 e della prima decade del 2000 se ne faccia una ragione, quei tempi non terneranno più. Il mondo è cambiato a livello geostrategico esistendo un blocco euroasiatico in grado di contrastare l'egemonia Usa e occidentale e, dall'altro lato, la crisi del 2008 e quella ancora peggiore che è scoppiata nel 2020 a causa della pandemia hanno chiuso un'epoca per sempre. Il barometro volge al brutto. Indipendentemente da chi vincerà le elezioni in Usa.

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