Thomas Fazi - Bollettino Covid 9 febbraio

Thomas Fazi - Bollettino Covid 9 febbraio

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BOLLETTINO COVID 9 FEBBRAIO 2022 

Benvenuti al nostro ormai consueto bollettino Covid, in cui mi prendo la briga di passare in rassegna le principali notizie della settimana in materia di Covid, così da permettervi di stare sempre sul pezzo con il minimo sforzo. Prego. 

Qui trovate i bollettini precedenti: 

- 13 gennaio: https://www.facebook.com/thomasfazi/posts/4677039362389165. 
- 3 febbraio: https://www.facebook.com/thomasfazi/posts/4763053793787721. 

Partiamo da alcuni studi freschi di stampa. 

Da Israele arriva un (altro) importante studio peer-reviewed sull’utilità della vitamina D nel ridurre il rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19, soprattutto nelle persone più anziane (cioè quelle maggiormente a rischio di ospedalizzazione e/o morte). Cosa in realtà già evidenziata in diversi studi fin dai primi mesi del 2020, ma mai recepita dal nostro Ministero della Salute, che anzi continua tutt’oggi a bollare tutta la questione come “fake news”. Ne ho scritto in maniera più approfondita qui: https://www.facebook.com/thomasfazi/posts/4770204139739353. 

Dall’Inghilterra, invece, arriva l’ennesima conferma che smentisce la campagna terroristica dei media (italiani ma non solo) sulla presunta pericolosità della Omicron per i bambini e sull’aumento di ospedalizzazioni pediatriche che sarebbero causate dalla Omicron. Come si legge in un articolo apparso sulla prestigiosa rivista “Nature”¹: 

«Tali ricoveri pediatrici potrebbero sembrare preoccupanti, ma le stime mostrano che il rischio individuale di un bambino con Omicron di essere ricoverato è, infatti, inferiore – da un terzo a metà – rispetto a quando la variante Delta era dominante. E i bambini ospedalizzati non si presentano con una malattia più grave di quanto non fossero con altre varianti, dice Michael Absoud, uno specialista in salute delle donne e dei bambini al King’s College di Londra. Dati preliminari del Regno Unito mostrano che anche se c’è stato un aumento della percentuale di bambini ospedalizzati con Covid-19 durante l’ondata Omicron – soprattutto quelli con meno di un anno – i bambini hanno richiesto meno interventi medici, come ventilatori e ossigeno supplementare. Questi risultati rispecchiano la tendenza nella popolazione generale: Omicron sembra meno probabile di Delta di causare l’ospedalizzazione o la morte, soprattutto nelle popolazioni immunizzate e più giovani». 

D’altronde sono gli stessi dati dell’ISS a confermare che praticamente nessuno dei pazienti positivi nella fascia 0-9 in Italia presenta sintomi gravi: https://public.flourish.studio/story/722265/ (slide 40). 

Una delle ragioni della minore severità di Omicron, soprattutto negli anziani, l’ha spiegata Massimo Clementi, direttore dei laboratori di microbiologia e virologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano², ovverosia che Omicron non attacca i polmoni: 

«Omicron ha rinunciato alla capacità di infettare le basse vie aeree. Diciamo che se la prende con quelle alte ma non infetta bronchi, bronchioli e alveoli, dove cioè provocherebbe danni maggiori. Insomma, questo virus sta diventando quello che ci aspettavamo dovesse diventare, cioè un virus che, per banalizzare, patologicamente arreca un raffreddore o poco più». 

Sempre dall’Inghilterra arriva uno studio che smentisce un altro tassello della narrazione sul presunto pericolo del Covid per i bambini: il fantomatico “Long Covid”, ovverosia quel fenomeno per cui i sintomi della malattia continuerebbero a manifestarsi anche dopo essere guariti. Da tempo il Long Covid viene utilizzato per giustificare la vaccinazione nei giovanissimi, con l’argomentazione secondo cui il Covid rappresenterebbe una minaccia serissima per la loro salute anche in assenza di qualsivoglia sintomo. 

Che tale argomentazione facesse acqua da tutte le parti lo si era già capito, ma adesso ne abbiamo una conferma importante: si tratta di uno studio di coorte effettuato su 40.000 bambini/ragazzi britannici nella fascia 0-17 da cui emerge in maniera inequivocabile che «il Long Covid nel bambini è raro e di breve durata»². Insomma, cari genitori, potete stare tranquilli: nei bambini sani, il Covid è del tutto innocuo. 

Se da un lato questo è motivo di sollievo, dall’altro non fa che rendere ancora più vergognosa la scelta del governo di costringere i minori non solo a vaccinarsi, tramite il ricatto e la discriminazione, ma addirittura a fare una terza dose di booster, pena la scadenza del super green pass, come per il gli adulti.

Come ricorda infatti Silvia Epicoco, project manager nell’ambito delle sperimentazioni cliniche dei farmaci, sulla pagina di Goccia a goccia. A scavar pietre e nutrire arcobaleni (seguite la pagina se non lo fate già), ad oggi l’EMA *non* raccomanda la dose booster nei bambini e negli adolescenti: https://www.ema.europa.eu/en/news/ema-evaluating-data-booster-dose-covid-19-vaccine-comirnaty-adolescents. E allora perché l’AIFA ne autorizza l’uso? 

Scrive Epicoco: «Oggi il governo italiano con l’obbligo del super green pass anche per i minori sta forzatamente spingendo, pena esclusione dalla vita sociale, milioni di giovani e adolescenti italiani sani ad effettuare una terza dose booster di vaccino mai testata sulla popolazione pediatrica, per la quale non esiste nessuno studio clinico a supporto, che EMA stessa non raccomanda e sulla quale EMA non ha fatto alcuna valutazione rischio/beneficio. I nostri figli non hanno già pagato un prezzo altissimo? Perché oltre al ciclo primario delle due dosi, sottoporli anche ad una terza dose ed esporli a mio avviso a questo inutile ulteriore rischio?». 

Già, perché? Soprattutto se consideriamo che stiamo parlando di vaccini sperimentali di cui sappiamo veramente poco. Fino all’altro giorno entrambe queste affermazioni – che i vaccini siano sperimentali e che di essi sappiamo poco – erano un tabù assoluto, tali da comportare come minimo un ban di 24 ore da Facebook. A quante pare, però, non è più così. 

Che il vaccino sia sperimentale – cioè in corso di sperimentazione –, infatti, lo ha ribadito l’altra sera in televisione nientedimeno che Andrea Crisanti: https://www.la7.it/piazzapulita/video/lintervista-integrale-ad-andrea-crisanti-momento-migliore-per-liberalizzare-ora-siamo-protetti-04-02-2022-421573?fbclid=IwAR3LVXIp4b8bgC-ayXPFxnb_jcVu3OetbnWjKbxv0BafFzvZsMtkMkaChqM. 

Alla domanda del conduttore su quanto dovrebbe durare «questa benedetta protezione» nei trivaccinati, Crisanti risponde: 

«Questo non si sa ancora. E questa è una domanda che non dovrebbe fare a me, ma bisognerebbe che chiamasse qualche responsabile scientifico di Pfizer o Moderna, perché loro lo sanno. Perché il trial è ancora in corso, non scordiamocelo. Questa è una domanda che dovremmo fare a loro e la dovrebbero fare anche i nostri politici». 

Nel caso non fosse chiaro, trial = sperimentazione. Quindi, sì, stiamo “sperimentando” il vaccino sui bambini (in Italia, a differenza di molti paesi, addirittura dai 5 anni in su) nonostante per questi il rischio da Covid sia praticamente inesistente e nonostante non vi siano evidenze che la vaccinazione dei bambini abbia effetti rilevanti sulla diffusione del virus, come ribadito di recente dall’Agenzia per la sanità pubblica svedese (vedi mio post: https://www.facebook.com/thomasfazi/posts/4763053793787721). 

In questo scenario da incubo, in cui tutte le istituzioni preposte alla tutela dei bambini rimangono drammaticamente silenti di fronte a tutto questo, leggere la missiva inviata al governo e all’Autorità garante per l’infanzia da Fabio Biasi, Garante dei minori di Trento, è stato a dir poco rincuorante: https://www.orizzontescuola.it/sistema-quarantene-differenziate-e-green-pass-per-accedere-al-diritto-studio-e-discriminatorio-a-dirlo-il-garante-dei-minori-di-trento-scarica-la-lettera-originale/. Nel testo viene duramente attaccata la quarantena differenziata a seconda dello stato vaccinale degli studenti (di fatto una forma di ricatto vaccinale): 
  
«È semplicemente inammissibile, per un Garante dei diritti dei minori, non dare voce a quelle che sono le espressioni di grave disagio e legittima protesta a causa delle ulteriori e gravi limitazioni dei diritti fondamentali della persona. Rivolgo il mio personale disappunto e indignazione per quello che si può definire come un cervellotico e assurdo meccanismo di controllo sociale, il cosiddetto green pass nelle sue molteplici declinazioni. I provvedimenti introdotti dall’esecutivo centrale, purtroppo con il generale sostegno delle autonomie locali, comportano in un continuo crescendo, gravi, violente e ingiustificate limitazioni ai diritti fondamentali di tantissimi ragazzi. Il tutto viene scientemente alimentato da una perdurante e martellante narrazione mediatica tesa a indicare i bambini quali diffusori della malattia con conseguente loro colpevolizzazione. Ricordo che le persone non sono numeri anonimi e freddi da inserire in tabelle per far fronte a compiti decisionali. Il solo pensiero di condizionare il diritto allo studio al possesso di un lasciapassare da dover esibire sui mezzi pubblici, per accedere alle attività sportive e culturali costituisce non solo una gravissima ferita allo spirito della carta costituzionale ma anche un insulto all’intelligenza della generalità dei consociati. Queste norme, espressione di un potere esecutivo che pretende di disporre autoritativamente delle vite delle persone fino nei minimi dettagli, hanno comportato un generale clima di smarrimento e una pericolosa frattura nelle relazioni tra i cittadini, minando severamente le basi costituzionali per la promozione della pacifica convivenza civile». 

Una sola parola: grazie. 

A confermare che di questi vaccini sappiamo veramente poco, poi, ci ha pensato Peter Doshi, senior editor del prestigiosissimo “British Medical Journal”, che in un’intervista al “Fatto Quotidiano” ha affermato quanto già scritto sulle pagine del BMJ³, ovverosia che ad oggi le case farmaceutiche produttrici del vaccino non hanno ancora resi pubblici «i dati originali e dettagliati raccolti nel corso delle sperimentazioni cliniche» – che rischiano di rimanere secretati per anni. 

Tutto quello che sappiamo sui vaccini, ha sottolineato Doshi, viene da ciò che hanno dichiarato le stesse case farmaceutiche. Questo è inaccettabile. «Sono dati che condizionano le nostre scelte di politiche sanitarie, non possiamo basarci solo sulla fiducia. Ci deve essere un modo per verificare in modo indipendente», ha detto Doshi, invocando trasparenza per tutti i tipi di dati, compresi quelli di farmacovigilanza nel periodo post-autorizzazione del vaccino. Il ricercatore ha messo in risalto che le evidenze andrebbero analizzate «da chi non ha alcun interesse finanziario nelle sperimentazioni. Avere i dati grezzi dovrebbe essere una preoccupazione di tutti, anche del Ministero della Salute. Ma la maggior parte dei governi si affida ai “grandi” enti regolatori come FDA o EMA». 

Se tutto ciò non vi inquieta, avete probabilmente un bidone al posto del cervello. Soprattutto considerando il curriculum delle aziende in questione, come ribadito da Doshi sul BMJ: 

«Big Pharma è l’industria meno degna di fiducia al mondo. Almeno tre delle aziende che producono i vaccini contro il Covid-19 hanno subito condanne civili e penali in passato che gli sono costate miliardi di dollari. Oggi le compagnie farmaceutiche stanno guadagnando miliardi di dollari senza che vi sia un adeguato controllo indipendente delle loro affermazioni scientifiche. Il BMJ sostiene che le politiche di vaccinazione debbano essere basate su prove solide. È semplicemente ingiustificabile che si chieda al pubblico di fidarsi “del sistema”, nella lontana speranza che i dati sottostanti possano diventare disponibili per un controllo indipendente a un certo punto nel futuro. Lo scopo delle autorità di regolamentazione non è quello di ballare al ritmo delle multinazionali e aiutarle ad arricchirsi ulteriormente; è proteggere la salute delle loro popolazioni. Abbiamo bisogno della completa trasparenza sui dati di tutti gli studi effettuati finora; ne abbiamo bisogno nell'interesse pubblico e ne abbiamo bisogno ora». 

Veniamo adesso all’evoluzione delle politiche (pseudo-)sanitarie nel mondo e in Italia, forse l’argomento che sta più a cuore a tutti. Come già evidenziato in altre occasioni (vedi https://www.facebook.com/thomasfazi/posts/4756779577748476), tutto il mondo comincia ad abbandonare green pass e restrizioni. Alla lunga lista di paesi che hanno già abbandonato tutte o quasi le restrizioni (Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Svezia ecc.) si aggiungono adesso la Finlandia? e Israele?. Mentre la Svezia elimina le restrizioni anche per gli stranieri in ingresso dai paesi nordici e dalla UE?. 

E in Italia? È di ieri la notizia che, mentre tutti gli altri paesi tornano alla normalità, l’Italia ha scelto di intestarsi l’ennesimo record in materia di fascismo pandemico. Su proposta del presidente Roberto Fico, infatti, la conferenza dei capigruppo della Camera ha stabilito che dalla settimana prossima non sarà più possibile entrare a Montecitorio senza il super green pass. L’Italia sarà quindi l’unico paese al mondo a negare l’accesso alle aule parlamentari ai deputati privi di vaccino, persino a quelli disposti a fare tamponi ogni due giorni pur di continuare a onorare il proprio mandato. 

E per quanto riguarda le misure che riguardano i comuni cittadini? 

L’unica cosa certa, ad oggi, è che quasi sicuramente lo stato di emergenza non verrà prorogato oltre il 31 marzo, ma che, nonostante ciò, le relative misure “emergenziali” (green pass e obbligo vaccinale per gli over-50) rimarranno in vigore. E questo nonostante il decreto del 7 gennaio che ha istituito il super green pass chiarisca esplicitamente che la durata delle norme è valida fino al 31 marzo 2022, data corrispondente con la fine dello stato di emergenza. Ma ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che nel regime di Draghistan le leggi e la stessa Costituzione valgono meno della carta su cui sono scritte. 

Il governo, comunque, sarà certamente aiutato dalla decisione della UE di prolungare il passaporto digitale UE almeno fino al 30 giugno del 2023: https://www.adnkronos.com/green-pass-proroga-ue-fino-al-30-giugno-2023_37Bg8IG9GVuVLxmYRpGBpS. Se è vero, infatti, che formalmente il green pass europeo ha una funzione molto diversa dall’utilizzo che poi ne è stato fatto in diversi paesi – cioè quello di normare gli spostamenti tra paesi e non *all’interno* dei paesi stessi –, è altresì vero che esso rappresenta per certi versi il presupposto, anche legale, dei vari green pass nazionali.  

Fino a quando rimarranno in vigore le misure italiane, comunque, non ci è dato saperlo. “Open” oggi scrive che il green pass potrebbe essere eliminato a fine giugno?. Ma vi sono molte ragioni per dubitarne. Locatelli, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico (CTS), per esempio, l’ha detto chiaramente: «L’obbligo lo manterrei per la fascia oltre i 50 anni anche dopo la fine di giugno, non vedo la ratio di toglierlo. Allo stesso modo manterrei la premialità associata al green pass: ha senso che resti anche oltre quella data. Vaccinarsi è un segno di elevato sviluppo e di civiltà di un paese»?.  

In pratica, secondo Locatelli, i diritti costituzionali non sono una cosa che viene garantita a tutti i cittadini «senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali», come stabilito dalla Costituzione, ma un “premio” che ci si deve guadagnare dimostrando la propria adesione ai canoni morali decisi di volta in volta dal governo. Ma non solo: Locatelli – che di professione, lo ricordiamo, fa il medico – non vede alcun problema nell’esprimersi su questioni prettamente politiche che riguardano la vita di milioni di persone. Se anche questo non vi terrorizza, allora forse il problema è sempre del bidone di cui sopra. Ma non scandalizzatevi se qualche plebeo si permette di parlare di “dittatura sanitaria”. Sulla stessa linea di Locatelli anche Ricciardi: https://www.adnkronos.com/green-pass-italia-ricciardi-giusto-mantenerlo-oltre-estate_72h26Y9Q1i6EAkfMO245Gv. 

C’è da dire, però, che anche il fronte delle virostar si va incrinando sempre di più. Crisanti ha dichiarato che non c’è più nessuna giustificazione per il green pass e l’obbligo vaccinale, visto che «dal punto di vista della trasmissione del virus l’impatto è zero», e che questi andrebbero eliminati al più presto: https://www.open.online/2022/02/02/covid-19-crisanti-green-pass-obbligo-vaccinale/. 
 
Ancora più esplicito Bassetti, secondo cui «con la fine dell’emergenza deve finire il green pass. Prorogarlo oltre il 31 marzo la ritengo una stupidaggine, che finirà per penalizzare pesantemente il nostro paese rispetto al resto d’Europa. E il conto, quando saremo un paese che la gente non vorrà visitare, bisogna vedere a chi presentarlo»?. Prorogare il green pass oltre il 31 marzo, ha dichiarato Bassetti, «sarà una decisione politica, non sanitaria e dovranno spiegarlo agli italiani. Però a quel punto non ci sarà soltanto chi c’è stato fino ad oggi in piazza, ma ci saranno tutti perché non avranno più nessuno che li difende». 

Ritrovarsi Bassetti in piazza a protestare contro il green pass? Di questi tempi nulla è impossibile. Una cosa è chiara: i medici più furbi hanno capito che la nave sta affondando e si affrettano ad abbandonarla. Rimane da vedere se questo basterà ad assolverli dalle loro responsabilità per la follia degli ultimi due anni. 

Concludiamo infine con una chicca: l’ammissione da parte di Massimo Clementi, direttore dei laboratori di microbiologia e virologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, che ad essere falsati non sono solo i numeri dei ricoverati Covid (come già segnalato qui: https://www.facebook.com/thomasfazi/posts/4677039362389165), ma anche quelli dei decessi Covid: :[«I morti per Covid in Italia] li stiamo calcolando male. Non di rado una persona che entra in un ospedale per un problema ortopedico e che poi perde la vita a causa di complicazioni, viene inserita nell’elenco dei decessi per Covid semplicemente perché, all’ingresso, era risultata positiva al tampone. Francamente questo non ha senso». 

E invece un senso ce l’ha, se uno ci pensa. Ma certi pensieri meglio tenerseli per sé. Per oggi è tutto. 

¹ https://www.nature.com/articles/d41586-022-00309-x.

² https://www.avvenire.it/attualita/pagine/i-troppi-morti-sbagliamo-a-contarli. 

³ https://www.bmj.com/content/376/bmj.o102?int_source=trendmd&int_medium=cpc&int_campaign=usage-042019. 

? https://www.orizzontescuola.it/covid-finlandia-dal-14-febbraio-via-a-tutte-le-restrizioni-green-pass-gia-abolito-dal-20-gennaio/.

? https://www.adnkronos.com/green-pass-israele-non-servira-piu-in-ristoranti-cinema-e-palestre_4d2pugj2on4MFGvaVUH5GM.

? https://www.facebook.com/svtnyheter/posts/5345866048776225. 

? https://www.open.online/2022/02/09/covid-19-green-pass-obbligo-fine-giugno.

? https://www.dire.it/06-02-2022/705351-locatelli-obbligo-vaccinale-e-green-pass-restino-anche-in-estate/. 

? https://www.adnkronos.com/bassetti-green-pass-in-estate-se-resta-come-tutti-in-piazza_5NSG4ZJpITlrVc6q49I6T5.

Thomas Fazi

Thomas Fazi

Economista e saggista. Autore con W. Mithchell di "Sovranità e barbarie" (Meltemi). Su twitter:  @battleforeurope

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