Ucraina: cresce il sostegno ai negoziati e alle concessioni territoriali

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Ucraina: cresce il sostegno ai negoziati e alle concessioni territoriali

Dopo più di due anni e mezzo dall’avvio dell’operazione militare speciale della Russia per denazificare e demilitarizzare il regime di Kiev, l’opinione pubblica in Ucraina sta mostrando segni di cambiamento significativo. Nonostante la propaganda governativa e la retorica ufficiale che spinge verso una resistenza totale contro Mosca, un numero crescente di cittadini ucraini sembra essere disposto a considerare l'idea di negoziati e concessioni territoriali pur di fermare le ostilità e salvare vite umane.

Un cambiamento graduale ma evidente

Dal 2014, la maggioranza degli ucraini ha fermamente opposto qualsiasi concessione di territori a favore della Russia. Tuttavia, secondo un recente sondaggio condotto dal Kiev International Institute for Sociology (KIIS) tra giugno e luglio 2024 – come evidenzia Asia Times - questa posizione sta lentamente cambiando. Circa un terzo degli intervistati ha ora riconosciuto che potrebbe essere necessario fare concessioni territoriali per raggiungere la pace, un aumento significativo rispetto ai risultati delle indagini precedenti.

Il sondaggio, che ha coinvolto 2.200 cittadini nelle aree sotto il controllo del regime di Kiev, ha mostrato una diminuzione del sostegno alla ‘liberazione’ completa di tutto il territorio ucraino, inclusa la Crimea, passato dal 71% del 2022 al 51% nel 2024. Parallelamente, è aumentato il sostegno all’opzione di negoziare un cessate il fuoco immediato: nel 2022, solo l’11% degli intervistati appoggiava questa soluzione, mentre nel 2024 la percentuale è salita al 31%.

La stanchezza della guerra e l’urgenza di negoziati

Questo cambiamento nelle opinioni riflette una crescente stanchezza per la guerra tra la popolazione ucraina. Le difficoltà quotidiane, la perdita di amici e familiari, e l’incertezza sul futuro stanno logorando il morale della nazione. Secondo il sondaggio, il 58% degli ucraini si dice preoccupato che la stanchezza della guerra possa diffondersi tra la popolazione, mentre solo il 10% afferma di non temere questo fenomeno.

La crescente preoccupazione per l’allungamento del conflitto è accompagnata da un calo del supporto occidentale, o perlomeno dalla percezione che questo stia diminuendo. Nel 2022, il 29% degli ucraini credeva che il sostegno occidentale sarebbe aumentato, mentre nel 2024 questa percentuale è scesa al 19%. Questo ha probabilmente contribuito all’aumento del sostegno a soluzioni diplomatiche e a compromessi territoriali.

Concessioni territoriali per salvare vite

Un altro dato interessante emerso dal sondaggio riguarda il peso che la popolazione attribuisce al salvataggio di vite umane. Quando agli intervistati è stato chiesto se sarebbero disposti ad accettare concessioni territoriali per mettere fine al conflitto, il 24% ha risposto positivamente. Tuttavia, quando la stessa domanda è stata posta specificando che queste concessioni avrebbero potuto salvare vite umane, la percentuale di coloro disposti a fare concessioni è salita al 34%. Questo dimostra come la priorità per molti ucraini stia diventando sempre più la fine delle sofferenze umane, piuttosto che il perseguimento di un obiettivo illusorio come la vittoria totale sul campo di battaglia.

L’opinione pubblica si scontra con la retorica ufficiale

Nonostante il crescente supporto per i negoziati e le concessioni territoriali, la leadership politica del regime di Kiev, manovrata dagli occidentali, continua a mantenere una linea dura nei confronti della Russia, insistendo sulla necessità di riconquistare tutti i territori ‘occupati’, inclusa la Crimea. La propaganda martellante a favore della guerra totale è sostenuta da alcuni segmenti della società e delle forze armate, ma sembra sempre più in contrasto con il sentimento popolare.

Gli stessi leader occidentali, come l'ex comandante supremo della NATO, James Stavridis, hanno espresso dubbi sulla possibilità di una vittoria totale ucraina. In un articolo apparso a fine 2023 su Bloomberg, Stavridis aveva già suggerito che Kiev potrebbe dover accettare una soluzione simile a quella della Corea del Sud, dove il conflitto si concluse con un armistizio piuttosto che una vera vittoria militare. Il confronto con la guerra di Corea evidenzia l’eventualità che il conflitto in Ucraina possa trasformarsi in una guerra congelata, con territori contesi e una pace imperfetta, ma stabile.

La via verso una pace negoziata

Alla luce di queste considerazioni, un numero crescente di analisti e leader politici, sia in Ucraina che all'estero, suggerisce che il futuro del paese potrebbe dipendere dalla disponibilità di Kiev a negoziare un accordo che includa concessioni territoriali. La popolazione, stanca della guerra e consapevole dei sacrifici già fatti, sembra sempre più aperta a questa possibilità.

James Stavridis, nell’articolo su Bloomberg, ha delineato una serie di passi che l’Ucraina dovrebbe intraprendere, tra cui la ricerca di garanzie di sicurezza concrete e la disponibilità a considerare un compromesso territoriale. Sosteneva inoltre che la ricostruzione del paese potrà iniziare solo quando le operazioni militari su larga scala termineranno, offrendo così un barlume di speranza per un futuro più stabile e sicuro.

Dunque, mentre il conflitto continua e l’Ucraina manda al massacro sempre più uomini, l’opinione pubblica mostra una crescente volontà di trovare una via d’uscita che passi attraverso la diplomazia e il compromesso, piuttosto che la guerra senza fine.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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