Universi orwelliani: Scienza e Big Data

Universi orwelliani: Scienza e Big Data

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Ho visto un lavoro di tre economisti dove si utilizzano i big data e ho iniziato a riflettere su una questione. Quando inizieranno ad applicare le reti neurali (quella che volgarmente viene chiamata Intelligenza Artificiale) si potrà essere economisti senza prendersi l'incomodo di conoscere almeno la Legge di Say. In altri termini si potrà essere economisti senza conoscere nulla - e dico nulla - di economia. Basta conoscere il concetto di derivata parziale e avere un po' di competenze con Python (o pagarsi eventualmente uno sviluppatore che lavori in incognito).

 

Poi ho fatto mente locale e ieri ho letto il titolo di un intervista al Corriere della Sera di Roberto Battiston, fisico, ex presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana oltre che nipotone di Romano Prodi. Costui parlava di epidemie e varie ed eventuali sul tema. Naturalmente senza sapere una mina di cosa sia un'epidemia, un virus e un batterio. Tutto ciò grazie all'analisi dei Big Data tramite programmazione e utilizzo probabile di reti neurali.

 

Ma che cos'è la Scienza se chiunque può essere scienziato di una scienza dove non conosce manco l'Abc della materia di cui parla?

 

Ma che cosa sarà la Giustizia quando i processi saranno fatti tramite intelligenza artificiale? In Cina già nel 2018 i processi che hanno usato questo strumento sono stati oltre 3 milioni per dire.

 

Ma che saremo noi umani se tutto sarà deciso tramite Hal9000?

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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