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Venezuela, con la Rivoluzione centri sanitari aumentati del 458%. Ma le sanzioni impediscono l'acquisto di farmaci

 

La Rivoluzione avviata dal Comandante Hugo Chavez riuscita ad aumentare dai 5.346, nel 1998, agli attuali 24.478, il numero di centri sanitari nel paese per servire la popolazione



di Fabrizio Verde
 

Le sanzioni imposte dai paesi come gli Stati Uniti, i loro complici del continente e l'Unione Europea contro il popolo del Venezuela hanno impedito al paese di effettuare i pagamenti necessari per l'importazione di farmaci che sono richiesti dalla popolazione. Questo è quanto denunciato il viceministro per la ‘Redes de Atención Ambulatoria de Salud de Venezuela’, Indhriana Parada. 

 

La denuncia è arrivata in occasione del suo intervento alla plenaria della 71° Assemblea Mondiale della Sanità, che si terrà fino al 26 maggio a Ginevra, in Svizzera. 

 

Parada ha affermato che dal 2013 il Venezuela è oggetto di una guerra economica e di misure coercitive unilaterali che hanno minato la stabilità e la salute dei venezuelani.

 

«Il blocco finanziario ha impedito al Venezuela - ha affermato la dirigente politica venezuelana - di realizzare le operazioni bancarie necessarie per l'acquisto di vaccini e farmaci attraverso il Fondo di Rotazione e il Fondo Strategico della OPS (Organizzazione Panamericana per la Sanità), che ha causato ritardi nei piani di vaccinazione nel paese». 

 

Spiegando poi che esiste un embargo stabilito dalle grandi compagnie multinazionali farmaceutiche sulla vendita di farmaci al Venezuela.

 

Una circostanza sempre occultata dai media mainstream quando denunciano che il popolo venezuelano non avrebbe la possibilità di curarsi. Quando questo avviene non è per responsabilità del governo. Sono queste sanzioni ed embarghi a bloccare l’arrivo di farmaci nel paese sudamericano. 

 

Guerra economica e guerra mediatica, evidentemente, vanno sempre a braccetto.

 

Il ministro Parada ha inoltre spiegato che al governo di Caracas è stato bloccato un conto internazionale di ben 9 milioni di dollari per l’acquisto di forniture necessarie a 15.000 pazienti che necessitano di emodialisi. Un trattamento che il governo di Caracas offre alla popolazione venezuelana gratuitamente. 

 

«Denunciamo che manovre interventiste lanciano appelli per la soluzione di una presunta crisi umanitaria. Chiedono canali umanitari ma, a loro volta, bloccano l’acquisto di medicinali e prodotti alimentari per il popolo venezuelano». 

 

Davanti a una siffatta situazione, mirante a provocare malcontento e accreditare l’immagine di un Venezuela in piena crisi umanitaria.

Causata, ça va sans dire, dall’inefficacia delle politiche di stampo socialista promosse da Maduro, il governo di Caracas ha risposto con la stipula di una serie di accordi a livello internazionale. Smentendo chi dipinge un paese isolato sullo scenario internazionale. 

 

Il governo venezuelano ha firmato accordi con Cuba, Uruguay, Portogallo, Russia, Iran, India, Bielorussia, Palestina, Turchia e Cina, per la produzione, l'acquisto e la fornitura di medicinali gratuiti per i pazienti con malattie croniche non trasmissibili e ad alto costo.

 

La Rivoluzione ha ristrutturato e rilanciato la sanità pubblica in Venezuela

 

Altro tema sempre occultato nelle cronache che riguardano la situazione in Venezuela. La Rivoluzione avviata dal Comandante Hugo Chavez è riuscita ad aumentare dai 5.346, nel 1998, agli attuali 24.478, il numero di centri sanitari nel paese per servire la popolazione, il che significa un aumento del 458% e dimostra il sostegno che negli ultimi anni ha ricevuto il sistema sanitario gratuito e pubblico in Venezuela. 



 

Come ha spiegato il viceministro Indriana Parada, in occasione della già citata plenaria della 71° Assemblea Mondiale della Sanità. 

 

Inoltre, a nome del Movimento dei Non Allineati (NAM), la cui presidenza di turno è presieduto dal Venezuela, ha sottolineato l'importanza della Missione Barrio Adentro: «In termini di accesso e copertura sanitaria universale, in Venezuela oggi abbiamo la copertura del 100% di Mission Barrio Adentro, dove c'è un medico con una squadra sanitaria di base per ogni 1.337 abitanti per le aree più vulnerabili e di difficile accesso». 

 

La Mission Barrio Adentro è nata in Venezuela nel 2003 e da allora sono stati fatti enormi sforzi per proseguire questo programma sociale, rivolto a tutta la popolazione e, in particolare, ai settori storicamente non assistiti. 

Fonte: AVN
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