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Venezuela, tra esortazioni al saccheggio e avvisi di sfratto a Maduro continuano le provocazioni del golpista Guaidó

 
 

Continuano senza sosta le provocazioni del golpista Juan Guaido. Il burattino di Washington ha dichiarato di essere pronto ad andare a occupare l’ufficio presidenziale presso il Palazzo di Miraflores, a Caracas, sede del governo venezuelano.

 

«Parlo con responsabilità: presto necessiteremo di un ufficio dove lavorare. Molto presto quando avremo la costruzione, le Forze Armate totalmente allineate, andremo a prendere il mio ufficio che è lì a Miraflores».

 

Durante la sua partecipazione a una manifestazione a Santa Monica, in quel di Caracas, il leader del partito di estrema destra Voluntad Popular  (VP) ha esortato i sostenitori dell'opposizione a non cadere nella disperazione e nella frustrazione. 

 

Come affermavamo in apertura le provocazioni continuano. Il golpista ha inoltre invitato una popolazione già provata dal lungo blackout causato dall’attacco informatico al sistema elettrico portato dagli USA a compiere saccheggi. 

 

L’appello golpista e destabilizzante ha però incontrato la riprovazione di esponenti della stessa opposizione come il giornalista Leocenis García. 

 

«Fratello, stai diventando pazzo? Chiedo come venezuelano, che rettifichi questo messaggio.

La proprietà privata è inviolabile. Saccheggiare vuol dire rubare. E questo non è giustificabile in nessuna circostanza». 

 

Così, in seno alla destra, l’agenda golpista va ad infrangersi contro la sacra proprietà privata.

 

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