Verso il 4 marzo. E' il momento di fare gli interessi del paese senza inseguire le chimere (UE)

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Verso il 4 marzo. E' il momento di fare gli interessi del paese senza inseguire le chimere (UE)

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di Danilo Della Valle
 

Il 2017 è stato un anno pesante per l'Italia, pieno di perdite economiche oltre che di problemi politici. Il Paese, liberatosi dal giullare fiorentino Renzi,  non ha saputo risolvere una serie di problemi di cruciale importanza. Sotto il Premier Gentiloni il più importante cambiamento geopolitico Europeo, il Brexit, si sta svolgendo senza alcun intervento italiano. La disoccupazione è ormai alle stelle, la crisi lavorativa, sentita specialmente nel sud Italia, ed una forte stagnazione economica sono le problematiche principali che porta con sé il Paese verso le elezioni del 4 marzo. Solo un reset generale del Parlamento potrebbe portare una ventata di aria fresca. 

 

Intanto, i quotidiani nazionali già trovano lo spauracchio da agitare in caso di pericolo: il fattore che non deve essere trascurato è quello del “Russiagate”. La mania di cercare un’impronta russa ovunque è iniziata dopo le elezioni americane che hanno visto trionfare Donald Trump.  Come abbiamo notato, in quel caso i democratici statunitensi, con l’ausilio dei mass-media, hanno saputo adoperare gli strumenti necessari per creare le pressioni sul Congresso, scatenando innumerevoli sanzioni contro Mosca e rendendo sempre più “servizievole” Trump nelle scelte di politica estera. La questione del Russiagate per il Presidente Americano è diventata il suo tallone d’Achille, ogni passo verso una qualche riappacificazione con Mosca può porre fine al suo mandato con un impeachment. 

 

È sempre duro lo scontro istituzionale americano sul Russiagate, nonostante non vi siano le prove concrete, tutti continuano vanamente a cercare la traccia del nemico russo che avrebbe aiutato Trump a vincere le elezioni nel 2016. L'isteria dei media attorno a questo problema è stata la ragione per cui le autorità statunitensi hanno vietato addirittura la trasmissione di alcuni canali russi (Russia Today). 

 

Il linciaggio mediatico che si è creato attorno al Russiagate ha contagiato come un virus anche l'Europa portando la Russofobia ad un livello superiore.  È diventata quasi una tendenza quella di intravedere ovunque agenti russi che cercano di conquistare il mondo. 

 

Anche in Italia si è sentito l’eco del Russiagate diventando uno dei maggiori strumenti da agitare durante la pre-campagna elettorale. Lo scorso novembre il Consiglio Atlantico , un gruppo di esperti vicini alla NATO con sede a Washington, ha pubblicato un opuscolo nel quale puntava il dito contro alcuni politici italiani, che stranamente sono oppositori del PD, accusati di avere rapporti con la Russia. Nel mirino sono finiti i rappresentati del M5S e della Lega Nord, come anche gruppi della sinistra marxista non allineata, come il Partito Comunista. 

 

Il caso del Russiagate come ad esempio anche il caso dell’esclusione di alcuni atleti russi dai giochi olimpici di Pyeongchang non ha avuto alcuna prova a sostegno delle accuse. La piaga che ha colpito la società occidentale ha scatenato una nuova  “caccia alle streghe” e il crescente livello di russofobia porta a considerare qualsiasi notizia, anche quella più bizzarra, come vera ed attendibile.  L'inattendibilità di queste notizie, ad esempio, sono state recentemente confermate dal Tribunale Arbitrale Internazionale dello Sport che ha riammesso una dozzina degli atleti russi sui quali pendevano le false accuse di doping diffuse dagli USA.

 

Tornando quindi alla vita politica, ogni rappresentante politico che si discosta dalle teorie Statunitensi o della Commissione Europea sul complotto russo finisce subito nella” lista nera” come uno dei suoi sostenitori. 

 

Ad esempio il socialdemocratico e neoeletto presidente della Repubblica Ceca Milos Zeman è finito nel mirino dei maggiori mass-media europei e naturalmente di quelli di Washington. Il suo "crimine" si ridurrebbe al fatto di aver criticato le politiche della Commissione Europea a sostegno delle sanzioni contro la Russia, che hanno causato danni significativi all'economia della Repubblica Ceca favorendo così solo gli interessi politici di Washington. Inoltre Zeman ha proposto di fare dell'Unione Europea un’Unione a tutti gli effetti, ivi compresa anche  la Russia, completando così il processo di formazione di un unico spazio politico ed economico continentale. Zeman ha suggerito al suo popolo di riconsiderare il ruolo dell'UE per la Repubblica Ceca e di svolgere il referendum per uscire da questo tipo di Unione, proprio come hanno fatto gli inglesi nel 2016 con la Brexit.

 

Il processo di accusa è uguale identico a quello che è stato riservato al Presidente Putin, caro amico del mondo Occidentale finché la Russia non ha incominciato a difendere i propri interessi nazionali nello spazio post-sovietico e del Medioriente, discostandosi in tal modo dal disegno europeo. 

 

Appena un leader politico o un’organizzazione cominciano a difendere gli interessi del proprio Paese vengono subito accusati di ogni sorta di peccato, ed in questo momento storico è ormai di moda cercare dei fili di collegamento che riportano alla Russia e a puntare il dito contro gli esponenti non graditi definendoli “agenti russi”. 

 

Un ruolo importante lo giocano appunto i mass media che nell'ultimo periodo insistono molto sulla “dittatura russa”, imponendo questo pensiero senza dare l'opportunità di poter pensare diversamente. Non è forse questo un modo di pensare dittatoriale? Quello dove siamo tutti costretti a pensare allo stesso modo basandoci solo su uno sterile passaparola , privo di fondamento?  l’assurdo sta nel fatto che più problemi ha un Paese e più è sentita questa “caccia alle streghe”. 

 

Intanto Marzo si avvicina oltre che per l'Italia, anche per la Russia, dove ci saranno le elezioni Presidenziali. I risultati delle prossime elezioni in Russia molto probabilmente saranno seguiti da polemiche in Ue ed Usa. Tutto sta nel fatto che agli statunitensi conviene mantenere vivo il conflitto tra l’UE e Russia; una mossa astuta che non permetterà a queste due potenze di allearsi per formare un unico blocco diventando così la terza potenza economica allo stesso livello di USA e Cina.  

 

Per questa stessa ragione, gli Usa, il PD, il Consiglio Atlantico e organizzazioni simili faranno tutto il possibile per screditare le forze politiche Italiane che difendono gli interessi del proprio Paese come la crescita economica, la lotta alla disoccupazione e l'espansione dell’export.


Il PD, nel contesto del continuo calo del rating e delle crisi interne, sta cercando di screditare il più possibile l'opposizione, usando accuse inverosimili.

 

In questo momento un ruolo importante è chiamato a svolgerlo l'opinione pubblica italiana alla vigilia delle elezioni Parlamentari che consegneranno all'Italia o un nuovo governo capace di difendere gli interessi del Paese senza inseguire le chimere, o la porteranno inevitabilmente ad una ulteriore fase di stallo.

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