Vertice Russia-USA a Budapest? La risposta di Lavrov

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Vertice Russia-USA a Budapest? La risposta di Lavrov

 

Le prospettive per la tenuta di un vertice ad alto livello tra Russia e Stati Uniti nella capitale ungherese dipendono interamente dalla controparte americana, che per prima ha avanzato la proposta. Lo ha dichiarato il Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in un’intervista al canale YouTube ungherese Ultrahang, secondo quanto riporta l'agenzia russa TASS

L'alto diplomatico ha ricostruito le fasi della trattativa, sottolineando l'origine americana dell'iniziativa. "Il presidente [degli Stati Uniti Donald] Trump ha suggerito al presidente [della Russia Vladimir] Putin di incontrarsi a Budapest. Il presidente Putin ha risposto: sì, procediamo con i preparativi", ha affermato Lavrov.

Il Ministro ha poi espresso una certa perplessità sull'evoluzione della situazione, osservando: "Noi siamo persone educate. E quando veniamo invitati, diciamo sì, mettiamoci d'accordo su come, dove e quando. E poi questo invito viene annullato, come ha detto ieri il presidente Trump alla Casa Bianca". Lavrov ha precisato che, in seguito, la posizione americana è stata ritoccata, con Washington che ha chiarito come "annullare" significhi in realtà "rinviare". "Spetta a chi ha avviato il processo decidere", ha concluso il capo della diplomazia russa.

Secondo il resoconto di Lavrov, non è stato lui a essere invitato personalmente a un incontro, ma ha comunque avuto “una buona conversazione con [il Segretario di Stato americano] Marco Rubio”. Tuttavia, ha ribadito che "l'iniziativa è partita dagli Stati Uniti" e ha commentato le conseguenze del dialogo: "Come ho detto, ho sentito che il Dipartimento di Stato ha rilasciato un comunicato in cui afferma che è stata una conversazione telefonica positiva e produttiva tra Rubio e Lavrov. Ed è stata così positiva che, per il momento, non abbiamo bisogno di alcun incontro".

La posizione di Mosca sembra quindi allinearsi con le dichiarazioni del Presidente Vladimir Putin, il quale aveva già precisato ai giornalisti lo scorso 23 ottobre che il vertice di Budapest era da considerarsi più "rinviato" che "annullato", ricordando ancora una volta come la proposta di incontrarsi fosse originariamente americana.

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