"La pagina è a rischio". Facebook censura la pagina (da oltre 200 mila persone) de l'AntiDiplomatico

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"La pagina è a rischio". Facebook censura la pagina (da oltre 200 mila persone) de l'AntiDiplomatico

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di Vito Petrocelli - direttore editoriale de l'AntiDiplomatico

Oggi celebriamo con voi un traguardo per noi storico. La pagina Facebook de l’AntiDiplomatico ha superato questa settimana la cifra delle 200 mila persone.





200 mila compagni di viaggio che ringraziamo uno ad uno. E' un traguardo, tuttavia, amaro per lo shadowbanning imposto da fact checker autoproclamati “indipendenti” alla Guaidò, che in realtà lavorano per giornali con una visione del mondo diversa dalla nostra.

La nostra pagina Facebook rischia la chiusura. 



200 mila persone a cui i fact checker hanno tolto il diritto di informarsi attraverso voci alternative al pensiero dominante. E i nostri articoli non sono condivisibili e sono altamente penalizzati, come annunciato da Facebook, anche per le persone che seguono la pagina. Il tutto senza appello possibile al Ministero della Verità.

Dal giorno della sua fondazione, la missione de l’AntiDiplomatico è sempre stata chiara: dare voce a coloro che non avevano diritto di parola per il regime mediatico neoliberista. In politica estera. Sui diritti sociali che via via venivano distrutti. Sulle rivendicazioni di sovranità, libertà e autodeterminazione nel mondo. Dopo l’invasione della Libia, l’aggressione della Siria e memori delle guerre terroriste della NATO degli anni precedenti - tutte preparate e fondate su fake news rese virali da quei giornali che allora come oggi si vogliono ergere a unici detentori del diritto di parola - abbiamo deciso che era il momento di agire. Per questo è nato l’AntiDiplomatico. Grandi traguardi sono stati raggiunti da allora e l’affetto con cui ci premiate ogni giorno è il volano più forte per tutti noi per proseguire la nostra Lunga Marcia. Un cammino ricco di tanti compagni di viaggio straordinari e di altrettanti ostacoli creati ad hoc dai veri padroni dell’informazione.

E' noto come la maggior parte delle notizie in Italia venga filtrato dal duopolio Google (che controlla Youtube) e Meta (Facebook in particolare). E’ giusto, lecito che due multinazionali Usa possano controllare la diffusione della maggioranza netta delle notizie in Italia attraverso i loro algoritmi? E’ possibile che da parte politica non ci sia una reazione? Il governo nato “sovrano” e divenuto montiano preferisce non rispondere. E le opposizioni?

Google ha deciso da anni di censurare i nostri articoli che sono impossibili da trovare sul motore di ricerca di fatto monopolio. I nostri video di Youtube vengono oscurati preventivamente. Censura totale. Attraverso “Google Discover”, inoltre, il motore di ricerca controlla le notizie che vi arrivano direttamente sul cellulare. Quando scorrete sul cellulare e trovate quelle notizie (e non altre) sul vostro monitor, la scelta l’ha già fatta per voi l’algoritmo di Google.  E l’AntiDiplomatico non c’è volutamente mai. Dal 2022 Google ha deciso la censura totale de l’AntiDiplomatico per l’azione di una agenzia statunitense, Newsguard, che ha dato bollini rossi e verdi ai media italiani sulla base di domande surreali che vi abbiamo riproposto e denunciato qui. E’ giusto, lecito che un’agenzia dei poteri forti statunitensi possa condizionare gli algoritmi di chi controlla la diffusione della maggioranza delle notizie in Italia attraverso i loro algoritmi?

Lo scenario futuro è ancora più cupo. Dal Digital Act allo “Scudo democratico”, l’Unione Europea sta lavorando per rendere preventiva la censura a tutte quelle voci critiche del sistema neoliberista dominante. L’Ue sta lavorando perché non ci siano in Italia voci che sostengano le ragioni del Venezuela nell’aggressione Usa in corso, le ragioni della Cina nella vicenda Taiwan, le ragioni della Russia nell’aggressione della NATO che ha portato al conflitto in Ucraina, le ragioni di Traorè che in Africa sta guidando l’ultima fase della decolonizzazione. Le ragioni di chi non vuole andare in guerra contro una potenza nucleare seguendo le follie di due barzellette della storia come Kallas e Von Der Leyen. E ancora, le ragioni dei lavoratori che vedono i loro diritti sociali smantellati uno ad uno.

Quando abbiamo deciso di iniziare questa avventura, sapevamo che saremmo stati osteggiati, combattuti. Oggi abbiamo raggiunto il loro timore, la loro censura al massimo livello. E questo è per noi il segnale più importante della bontà del nostro lavoro. La censura di una pagina Facebook di oltre 200 mila iscritti è un colpo che ci obbliga ad una reazione e un invito a tutti voi a starci ancora più vicini. Non siamo soli. Quello che sta accadendo in queste ore al Prof. D’Orsi, censurato per l'ennesima volta nella sua città a Torino con un evento con un altro luminare dell'accademia italiana come il prof. Barbero, è il segnale di come a rischio ci siano le basi democratiche più elementari. E’ il momento di reagire. Tutti insieme.

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