Vincenzo Costa - C'era una volta un'Europa cosmopolita, lavoratrice, pacifista

2572
Vincenzo Costa - C'era una volta un'Europa cosmopolita, lavoratrice, pacifista


di Vincenzo Costa*


C'era una volta un'Europa cosmopolita che la guerra come scelta, per qualsivoglia ragione, non la contemplava nemmeno. Era l'Europa dei viaggiatori che considerava la pace tra i popoli come unica opzione e questo non per bontà d’animo, ma perché costoro avevano vissuto in più città, in più Paesi: non avevano una sola identità culturale, linguistica, geografica.

Era la Mitteleuropa di Joseph Roth, Zweig, Kraus, Canetti, quella di Herzog sulla frontiera franco-tedesca, di Brokken che ci racconta la vita di Dostoevskij e la magia eterogenea dei Baltici, della Zambrano e di Neruda esiliati, di Ernesto Sabato argentino, calabrese, arbëreshë che visse a Parigi innamorato della fisica e della filosofia. L'Europa dell'esule Tönle di Mario Rigoni Stern, caratterizzato dall'istintiva resistenza ad accettare come normale ciò che invece è determinato dalle dinamiche della Storia (la prima guerra mondiale), quella
di Ungaretti poeta della pace in trincea -si sta come d'autunno sugli alberi le foglie- e dello sradicamento geografico e interiore:"in nessuna parte di terra mi posso accasare, a ogni nuovo clima che incontro mi trovo languente che già gli ero stato assuefatto, e me ne stacco sempre straniero (...) cerco un paese innocente"

Non era dunque solo il vecchio continente degli ebrei erranti e degli intellettuali giramondo, era anche quello dei lavoratori uniti dalla fatica quotidiana come monito all’eccesso che la promessa di vittoria insita in ogni guerra cela. Lavoratori che potevano anche essere senza patria, come quell’uomo semplice del romanzo di Roth, il maestro “Giobbe”, diviso tra città e lingue (passa dal russo all’inglese) da non poterne abbracciare nessuna in modo assoluto: ‘’più la vita lo spoglia e lo sradica da tutto, più egli appare fermo, con lo sguardo lucido e una forza segreta di resistenza’’.

Era forse una fuga senza fine, una partita a scacchi giocata sul filo del rasoio, la nostalgia per un mondo che moriva, come sta morendo la nostra Europa, tradita dalle élites che ci avevano raccontato una storia diversa, nella quale l’odio per il nemico non c’era, dove la caccia alle streghe era un retaggio del passato, mera materia storica.
 
*Post Facebook del 3 aprile 2025
 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa di Giuseppe Masala La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti