Vincenzo Costa - C'era una volta un'Europa cosmopolita, lavoratrice, pacifista

2566
Vincenzo Costa - C'era una volta un'Europa cosmopolita, lavoratrice, pacifista


di Vincenzo Costa*


C'era una volta un'Europa cosmopolita che la guerra come scelta, per qualsivoglia ragione, non la contemplava nemmeno. Era l'Europa dei viaggiatori che considerava la pace tra i popoli come unica opzione e questo non per bontà d’animo, ma perché costoro avevano vissuto in più città, in più Paesi: non avevano una sola identità culturale, linguistica, geografica.

Era la Mitteleuropa di Joseph Roth, Zweig, Kraus, Canetti, quella di Herzog sulla frontiera franco-tedesca, di Brokken che ci racconta la vita di Dostoevskij e la magia eterogenea dei Baltici, della Zambrano e di Neruda esiliati, di Ernesto Sabato argentino, calabrese, arbëreshë che visse a Parigi innamorato della fisica e della filosofia. L'Europa dell'esule Tönle di Mario Rigoni Stern, caratterizzato dall'istintiva resistenza ad accettare come normale ciò che invece è determinato dalle dinamiche della Storia (la prima guerra mondiale), quella
di Ungaretti poeta della pace in trincea -si sta come d'autunno sugli alberi le foglie- e dello sradicamento geografico e interiore:"in nessuna parte di terra mi posso accasare, a ogni nuovo clima che incontro mi trovo languente che già gli ero stato assuefatto, e me ne stacco sempre straniero (...) cerco un paese innocente"

Non era dunque solo il vecchio continente degli ebrei erranti e degli intellettuali giramondo, era anche quello dei lavoratori uniti dalla fatica quotidiana come monito all’eccesso che la promessa di vittoria insita in ogni guerra cela. Lavoratori che potevano anche essere senza patria, come quell’uomo semplice del romanzo di Roth, il maestro “Giobbe”, diviso tra città e lingue (passa dal russo all’inglese) da non poterne abbracciare nessuna in modo assoluto: ‘’più la vita lo spoglia e lo sradica da tutto, più egli appare fermo, con lo sguardo lucido e una forza segreta di resistenza’’.

Era forse una fuga senza fine, una partita a scacchi giocata sul filo del rasoio, la nostalgia per un mondo che moriva, come sta morendo la nostra Europa, tradita dalle élites che ci avevano raccontato una storia diversa, nella quale l’odio per il nemico non c’era, dove la caccia alle streghe era un retaggio del passato, mera materia storica.
 
*Post Facebook del 3 aprile 2025
 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"Ma perché Israele non viene fermato?" - Fabio Massimo Parenti (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti "Ma perché Israele non viene fermato?" - Fabio Massimo Parenti (VIDEO)

"Ma perché Israele non viene fermato?" - Fabio Massimo Parenti (VIDEO)

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia di Giuseppe Masala File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia

File Epstein, la crisi dell'Occidente e la russofobia

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica... di Francesco Santoianni Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Ha stato Putin! Epstein e il "giornalismo" di Repubblica...

Cortina 2026, la neve e i Nativi “invisibili” di Raffaella Milandri Cortina 2026, la neve e i Nativi “invisibili”

Cortina 2026, la neve e i Nativi “invisibili”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La vera lezione del caso Epstein di Paolo Desogus La vera lezione del caso Epstein

La vera lezione del caso Epstein

Una risposta al professor Giovanni Rezza di Alessandro Mariani Una risposta al professor Giovanni Rezza

Una risposta al professor Giovanni Rezza

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti