Washington Post: 'Erdogan sta spingendo la Turchia in un buco sempre più profondo da cui non c'è scampo'

"Quello che sta accadendo in Siria è una questione di sopravvivenza per Erdogan, quindi non si può escludere niente"

4169
Washington Post: 'Erdogan sta spingendo la Turchia in un buco sempre più profondo da cui non c'è scampo'


La Turchia si trova di fronte ad un vero e proprio "incubo strategico" con le sue città che sono sotto attacco da parte dei terroristi, all'interno del paese prosegue il confronto con i curdi, i suoi confini sono diventati insicuri, l'economia turca è in depressione e i suoi principali alleati ignorano le sue richieste, scrive il Washington Post.
 
Fino a quattro anni fa, questo paese che sembrava destinato ad essere uno dei principali vincitori della primavera araba, era considerato dall'Occidente come modello e nella regione era visto come uno dei paesi leader. Ma tutto è cambiato a causa di cambiamenti nel panorama geopolitico e il conflitto siriano, si legge nell'articolo del quotidiano americano.
 
Una "catastrofe multiforme" in vista
 
"La Turchia deve affrontare una catastrofe multiforme. Questo è un paese che ha spesso avuto problemi in passato, ma la grandezza di ciò che sta accadendo ora è al di là della capacità di Ankara", scrive il giornale citando le parole del docente di Relazioni internazionali presso l'Università Ipek della capitale turca, Gokhan Bacik.
 
Questa settimana Ankara non ha ottenuto il pieno sostegno del suo principale alleato (USA) per un'operazione contro la milizia curda in Siria che combatte contro il Stato islamico . La Turchia "è completamente isolata, intrappolata in un labirinto di problemi, alcuni dei quali creati da lei stessa", dice professore di Relazioni Internazionali presso l'Università Kadir Has di Istanbul, Soli Ozel.
 
"E ha rovinato i rapporti con tutto il mondo e ora non può convincere nessuno a fare qualcosa. E' un paese le cui parole non hanno più alcun peso. Si vanta, ma non mantiene le promesse. Non può proteggere i suoi interessi vitali, è in disaccordo con tutti, anche con i suoi alleati. Per un paese che fino a poco tempo era visto come una potenza regionale emergente, questi fatti sono disastrosi ", si lamenta Ozel.
 
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha lasciato intendere che è pronto a lanciare un'operazione militare in territorio siriano, ma non ha il sostegno dell'opinione pubblica o delle Forze Armate. 
 
Erdogan sta spingendo il paese in un "buco sempre più profondo da cui non c'è scampo", e sembra che il presidente abbia elaborato male la sua strategia, aggiunge il 'Washington Post'.
 
Il Presidente turco "ha gestito male la politica estera a causa della sua arroganza. Nel 2010 era troppo fiducioso e questo gli ha dato alla testa", ha detto Henri Barkey, esperto di Turchia presso il Centro Wilson di Washington.
 
Uno scenario non incoraggiante per la Turchia
 
Bacik ritiene che "non si possono escludere altri passi falsi" di Erdogan. Non si può dire che "la Turchia ha perso la testa ed è pronta per la guerra, ma la posizione di Ankara è molto strana e potrebbe portare delle sorprese", ha detto l'accademico.
 
"Quello che sta accadendo in Siria è una questione di sopravvivenza per Erdogan, quindi non si può escludere niente. Per la Turchia, non si prospetta uno scenario futuro molto incoraggiante", ha detto Bacik 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria di Giuseppe Masala Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria

Guerra del Golfo: infuria la battaglia finanziaria

Robot umanoidi: dalla Cina una rivoluzione incredibile in un anno   Una finestra aperta Robot umanoidi: dalla Cina una rivoluzione incredibile in un anno

Robot umanoidi: dalla Cina una rivoluzione incredibile in un anno

La ridicola fake news dei media mainstream sugli F35 abbattuti di Francesco Santoianni La ridicola fake news dei media mainstream sugli F35 abbattuti

La ridicola fake news dei media mainstream sugli F35 abbattuti

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La geopolitica del tifoso e il pragmatismo chavista di Geraldina Colotti La geopolitica del tifoso e il pragmatismo chavista

La geopolitica del tifoso e il pragmatismo chavista

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il mestiere della guerra di Giuseppe Giannini Il mestiere della guerra

Il mestiere della guerra

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti