Alcune fake news diffuse durante il tentato golpe in Nicaragua

3613
Alcune fake news diffuse durante il tentato golpe in Nicaragua

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



teleSUR
 

Militari nelle strade

 

La partecipazione del corpo militare è stato uno dei punti di maggiore discussione nei social network prima, durante e dopo la crisi. Dal momento quando l'esercito del Nicaragua avrebbe chiesto dimissioni immediate del presidente Daniel Ortega o quando l’Ospedale Militare si sarebbe rifiutato di fornire assistenza medica ai manifestanti feriti.

 

Tuttavia, la stessa istituzione si è incaricata reiteratamente di smentire queste voci. 

 

 

Polemica su presunti cecchini

 

La violenza "esercitata" dai cecchini è stata una delle informazioni più divulgate dai media nazionali e su Internet. Ma quanto c’è di vero in questo?

 

Attualmente, la presenza di cecchini non è stata confermata, non vi sono prove attendibili (video e foto accurate), quindi tutto indica, a partire dai continui comunicati di aziende e personaggi pubblici per negare la circostanza, che le notizie di presunti cecchini siano solo fake news.

 

Tre compagnie nicaraguensi hanno dovuto smentire l'uso della loro infrastruttura da parte di presunti cecchini.

 

 

Falso attacco chimico a Masaya

 

Tra il 3 e il 4 di giugno, venne diffusa l’informazione che Masaya era stata oggetto di un attacco chimico, con aerei leggeri e droni. Una notizia che si diffuse sui social network e attirò immediatamente l'attenzione dei media nazionali e internazionali.

 

Nonostate le pesanti accuse, si trattava solo di una voce non di un atto di violenza di Stato, come emergeva dai social network. Il presunto attacco non è mai stato confermato, né tantomeno è stato ripreso da nessun esponente politico dell’opposizione. 

 

 

Fuga di capitali

 

Quando le ‘notizie’ non riguardavano la violenza, la propagazione della disinformazione virava verso altri temi sensibili per la popolazione, come la questione dell’economia e la presunta ‘fuga di capitali’ durante la crisi. 

 

I messaggi sulla ‘fuga di capitali’ si basavano sull’argomento dell’incertezza economica per la popolazione nicaraguense riguardo i loro risparmi e investimenti. Molot probabilimente lo scopo era di viralizzare i messaggi sulla ‘fuga’ per aumentare la tensione sociale del campo popolare attraverso il settore economico. 

 

Davanti a questa situazione, la Banco de la Producción (Banpro) ha ripetutamente negato la presunta fuga di capitali. 

 

 

‘Il governo controlla internet’

 

Risulta che, durante la crisi, veniva diffusa la notizia che il segnale internet era interrotto a scopi politici, per nascondere all'opinione pubblica certi atti di violenza. 

 

In breve, questo classico esempio di post-verità trovò diffusione. 

 

La compagnia Claro Nicaragua fu costretta a smentire le copiose informazioni false che circolavano nei social network sulle interruzioni "volontarie" e le modifiche delle reti wifi.



(Traduzione de l'AntiDiplomatico)

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti