Bernard-Henri Lévy profetizza: "la presidenza Trump durera' un anno"

8212
Bernard-Henri Lévy profetizza: "la presidenza Trump durera' un anno"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


PICCOLE NOTE


La prima mossa del nuovo Presidente americano è stata quella di firmare il decreto che istituisce il controverso Muro tra Stati Uniti e Messico. La foto che immortala un sorridente Trump che ostenta le Tavole della nuova legge ha fatto il giro del mondo. Assurgendo a valore simbolico.

 

Certo, tale iniziativa ha un particolare valore socio-politico, dal momento che rappresenta la prima concretizzazione del programma elettorale riguardante la restrizione  del flusso migratorio che ha guadagnato tanti consensi al nuovo presidente.

 

Come conferma l’emanazione parallela di una lista di Paesi i cui migranti non sono più graditi sul suolo degli Stati Uniti d’America anche per supposti motivi di sicurezza (bizzarro manchino sauditi e qatarioti, sponsor ufficiali dello jihadismo internazionale…)

 

Ma al di là delle controversie riguardo le questioni migranti e sicurezza, non esauribili in questo povero scritto, quell’immagine icastica che rilancia al mondo le nuove tavole della legge ha ben altro e alto significato.

 

L’Imperatore ha deciso di erigere un Muro. Un Muro come quello che fece costruire l’imperatore Adriano in Britannia, quel Vallo che ancora oggi segnala l’esistenza di un antico confine, che indicava un di qua e un di là.

 

Certo, il Vallo di Adriano aveva funzioni difensive, dovendo arginare le incursioni dei barbari del Nord. Ma in fondo non era quella la sua vera funzione: se avesse voluto, l’Impero avrebbe risolto la questione dei fastidiosi barbari in poco tempo e senza eccessivo dispendio di risorse. Semplicemente non gli interessava. Così quel Muro più che argine difensivo era altro: segnava il confine britannico dell’Impero globale che allora era Roma.

 

La spiegazione della foto di Trump in fondo è analoga. Al di là della motivazione difensiva legata all’erezione di un argine ai flussi migratori provenienti dal Sud (che peraltro  troveranno altre vie di ingresso), quel Muro segnala piuttosto la posa della prima pietra di un confine netto, che in precedenza netto non era. E non solo per l’esistenza del Nafta, l’accordo di libero scambio che accomuna i mercati di Canada, Stati Uniti e Messico.

 

Si tratta di qualcosa di ben più profondo della rescissione di un banale accordo commerciale, ovvero la decisione di rimarcare un limite all’Impero, che si ritrae così dalla globalizzazione, la quale ha nell’abbattimento dei confini e nella dissoluzione degli Stati-nazione il suo momento fondante e lo sviluppo naturale.

 

L’Impero americano immagina per sé un altro destino: se finora la potenza economica e militare degli Stati Uniti era stata messa al servizio dell’Impero globale (e della Finanza internazionale che lo governa), da oggi, almeno nelle intenzioni del nuovo imperatore e dei suoi alleati, torna al servizio di Washington e del popolo americano.

 

Si tratta di un’iniziativa rivoluzionaria, che incontra resistenze fortissime. Perché tale nuova prospettiva ha implicazioni immani, tanto che potrebbe decretare la fine dell’Impero globale nato sulle ceneri dell’89, quando, finito il duopolio Est-Ovest, il dilagare planetario dell’Impero d’Occidente venne accettato come destino manifesto. Tanto che l’Impero globalizzante ha finito per concepire se stesso come assetto definitivo del mondo e come compimento finale della storia.

 

Per questo la sfida lanciata da Trump, e dal potere di questo mondo che appoggia la sua rivoluzione, sta determinando il più grande conflitto che la storia abbia mai conosciuto, almeno per le implicazioni che sottende (da vedere quale tributo di sangue richiederà).

 

Un conflitto che d’altronde era ormai necessitato dalla situazione internazionale: l’impero globale e globalizzante ha conosciuto una battuta d’arresto senza precedenti, a causa di una crisi economico-finanziaria  senza vie di uscita. La globalizzazione per sua natura necessita di un dinamismo senza ostacoli spaziali o temporali. Un blocco la porta necessariamente al collasso. Da qui la necessità di uno “sblocco” artificioso, individuato in un conflitto globale. La cosiddetta “opzione apocalisse”.

 

Se tale è la funesta prospettiva abbracciata dagli avversari della rivoluzione trumpiana si può immaginare quale potenza di fuoco svilupperà lo scontro epocale che si sta consumando e che deciderà i destini del pianeta.

 

Proprio ieri Bernard-Henri Lévy, già leader della protesta sessantottina diventato nel tempo il più entusiasta cantore delle guerre neocon, sulle pagine del Corriere della Sera profetizzava che la presidenza Trump sarebbe durata un anno. Una profezia che non va presa alla leggera.

 

Futuro incerto, tanta la confusione sotto il cielo. Conforta sapere che, come ha detto Obama il giorno prima dell’esito delle presidenziali, domani il sole sorgerà ancora.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Un Diego Bianchi in giacca e cravatta di Paolo Desogus Un Diego Bianchi in giacca e cravatta

Un Diego Bianchi in giacca e cravatta

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni di Giorgio Cremaschi La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti